F1: halo

Fin dalla sua introduzione in F1 il sistema Halo ha scatenato polemiche sia tra i piloti che tra i tifosi. I dubbi principali hanno da sempre riguardato la visibilità, e cosa non meno importante per alcuni, l’estetica. Ma alla luce dei recenti fatti del GP del Bahrain, cosa è cambiato? Siete ancora contrari al sistema Halo?

HALO FONDAMENTALE PER GROSJEAN

Il terribile incidente di Grosjean durante il GP del Bahrain di F1 ha dimostrato la piena efficacia del sistema Halo. Dalle immagini si è potuto notare come la sua presenza sia stata di fondamentale importanza per evitare a Grosjean lesioni ben più gravi, in quanto il sistema Halo è rimasto fermamente incastrato nelle barriere evitando al pilota l’impatto frontale.

Le critiche fin dalla sua presentazione sono state molteplici, complici la sua forma poco aggraziata ed i dubbi sulla sua reale efficacia. Dubbi che si sono dissolti in un attimo domenica pomeriggio quando le prime immagini hanno cominciato a trapelare.

L’auto di Grosjean ha attraversato le barriere di acciaio a tre strati, con un’impatto misurato intorno ai 56G. L’auto è stata divisa a metà con la parte anteriore che è rimasta incastrata nelle barriere prendendo fuoco. Grosjean è stato all’inferno per 28 secondi, ma la sue uniche ferite sono state ustioni di secondo grado al dorso di ciascuna mano.

E’ stato lo stesso pilota francese con un post sui social ad elogiare il sistema Halo che lui stesso aveva criticato nel 2018 quando fu introdotto. Grosjean ha infatti ammesso che senza di esso non sarebbe qui a parlarne con noi: “Ciao a tutti, volevo solo dirvi che io sto bene, più o meno bene. Grazie mille per i messaggi. Ero contrario all’Halo qualche anno fa, ma credo che sia la cosa migliore che è stata introdotta in Formula 1. Senza Halo non sarei qui a parlarvi”.

L’INDAGINE FIA

Ci sarà un’indagine della FIA sull’incidente, con il dipartimento di sicurezza che esaminerà esattamente cosa è successo e cosa si può imparare e migliorare. Secondo Michael Masi, Direttore di Gara della F1, il protocollo di sicurezza ed il sistema Halo hanno funzionato a dovere: “Quello che abbiamo visto oggi è una testimonianza della continua ricerca della sicurezza in tutte le aree. Il processo continuerà. Impari ogni volta. Dai frammenti che ho visto, tutto ha fatto quello che doveva fare. È stata una grande dimostrazione di come tutti abbiano lavorato insieme molto velocemente, conoscendo il proprio ruolo e sapendo come intervenire. Un grande applauso a tutte le persone coinvolte”.

Un elogio quello di Masi a tutti coloro che hanno reagito tempestivamente all’incidente di Grosjean permettendogli di uscirne vivo. Ma il vero ringraziamento va a Jean Todt, che ha fortemente voluto l’introduzione del sistema Halo in F1.

F1: halo

L’IMPORTANZA DI JEAN TODT

II presidente della FIA Jean Todt, interpellato sulla questione, ha affermato che il sistema Halo ed altre misure di sicurezza abbiano svolto un ruolo chiave nel salvare la vita a Grosjean: “Dobbiamo analizzare l’incidente con molta attenzione. Ma la cosa più importante è che Grosjean ne sia uscito vivo. Questo significa che molte cose che sono state implementate negli ultimi decenni hanno dato qualche risultato. A volte prendi decisioni che sono contro la volontà dei tifosi e dei piloti, ma le prendi perché credi che sia giusto farlo”.

L’ultima volta che la F1 ha visto un incidente di tale violenza è stato nel 2002 quando la Toyota di Allan McNish ha attraversato le barriere a Suzuka, mentre l’ultimo incendio derivante da un incidente è stato Gerhard Berger a Imola nel 1989, ben 31 anni fa.

Quindi alla luce di quanto detto finora non possiamo che ammettere che il sistema Halo sia stato di fondamentale importanza per migliorare la sicurezza della F1. E voi cosa ne pensate? Siete ancora contrari al sistema Halo? 

Julian D’Agata

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