Haas Azerbaijan
Credit: profilo Twitter Haas F1

L’ultimo giro del GP in Azerbaijan ha nuovamente regalato agli appassionati un momento “rovente” tra i piloti di casa Haas. Nulla di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire, perché la scuderia di base americana ha una lunga storia di intemperanze dei propri piloti. Guenhter Steiner ha dichiarato di aver fatto il punto con Nikita e Mick, tuttavia la vicenda, se non altro per il clamore suscitato, spinge ad una riflessione sul quadro generale della Haas e di Mazepin.

La manovra

Sul rettilineo finale, a pochi metri dal traguardo, Schumacher sfrutta la scia di Mazepin per passarlo sulla destra. Una frazione di secondo più tardi il russo stringe repentinamente il tedesco sul muro esterno, lasciando poco spazio per completare la manovra. Tra i due potrebbe ripetersi l’arrivo di Monza 1993 tra Martini e Fittipaldi, con il brasiliano che aggancia la monoposto dell’italiano e vola per aria. Fortunatamente non avviene il contatto, ma la reazione di Mick in radio è furiosa: “Che ca**o di manovra è questa? Vuole ucciderci?”

Nikita, sempre lui

Sin dall’inizio del rapporto tra Haas e Mazepin risultava chiaro che ogni movimento del russo sarebbe stato messo sotto la lente di ingrandimento e stigmatizzato. Basta notare come la parte più attiva dei commentatori in Rete abbia ribattezzato Nikita Mazepin come “Mazespin”. Soprannome certamente meritato, anche se il conto più salato delle riparazioni lo ha presentato Mick Schumacher con gli incidenti a Montecarlo.

Oggettivamente la manovra di Mazepin a Baku non si discosta molto da episodi analoghi del passato: il più notabile, visti i nomi in ballo, quello tra Michael Schumacher e Rubens Barrichello durante il GP all’Hungaroring nel 2010. Al netto di contesti e sensibilità differenti tra i due episodi, il russo pare non aver subito penalità o richiami formali, se non un giro di chiarimenti interni con la squadra.

Questione di “sensibilità”

Michael Masi ha dichiarato di non aver visto in diretta l’accaduto e che avrebbe portato avanti provvedimenti, se necessario, dopo aver visionato i filmati. Discutibilmente, la Direzione Gara non ha fatto sentire la propria mano come in eventi analoghi.

La scelta risulta discutibile per un motivo. Per quanto la manovra rimanga simile a cose già viste nel passato della massima Formula (come dimenticare Lewis Hamilton o Max Verstappen dei primi anni…), la “sensibilità” attuale del Circus sembra voler edulcorare comportamenti rusticani, intimidatori e/o sconsiderati. Possiamo anche notare una certa recidività del russo, autore di manovre dello stesso tenore in Formula 2.

La Direzione Gara, così come successo per altri episodi, dovrebbe dare evidenza delle motivazioni sul perché non ha agito, per quanto sia tutto un esercizio fine a se stesso, vista l’aleatorietà dell’evento sotto indagine.

Casa Haas

In casa Haas la vicenda è stata commentata da Guenther Steiner nel dopo gara: “C’è stata quella situazione sul rettilineo, è tutto risolto, abbiamo chiarito le cose. C’è stato un fraintendimento, ma stiamo bene e andiamo avanti”. La presa di posizione di Steiner è comprensibile, tuttavia lascia sospese alcune considerazioni.

La scuderia pare avere un problema endemico nella gestione dei piloti: spettacolo visto e rivisto durante l’era Grosjean – Magnussen, ritorna (seppure in forma più blanda) sugli schermi nell’ultimo giro a Baku e con le schermaglie di Montecarlo. Da questo punto di vista possiamo obiettare che con la monoposto attuale i piloti possano battagliare esclusivamente tra di loro. Il quadro tecnico del 2021 è deprimente, perché la monoposto non avrà sviluppi.

Da un certo punto di vista fa senso pensare che tutto questo accada in quella che dovrebbe essere la scuderia junior della Ferrari. Questo quadro globale porta via molta pressione, generata dal cognome, da Mick Schumacher. Ed è un bene. Ma siamo sicuri che questo ambiente sia quello giusto per far maturare il tedesco e proiettarlo in Ferrari?

A questo punto vale la pena domandare: cosa ci sarà nel futuro a breve termine della Haas? Il legame Ferrari produrrà sorprese? Come verrà gestito quello che possiamo chiamare “universo Mazepin” dalle parti di Maranello? L’idea tanto ventilata di fare della Haas un team di supporto sta continuando? A titolo di riferimento, se fino a poco tempo fa le voci incontrollate davano Sauber in orbita Renault / Alpine, ad oggi gli svizzeri avrebbero già attivato un canale di discussione con Stellantis per continuare la partnership sotto il nome Alfa Romeo Racing.

Luca Colombo

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