Grosjean torna nel paddock

Rivedere Romain Grosjean che torna nel paddock di Sakhir provoca un’emozione mista. Che passa dalla gioia di rivederlo in forma e di ottimo umore, anche se ancora con le mani ustionate, ad un flashback di quei 28 secondi di terrore dello scorso GP, in cui il francese della Haas era prigioniero delle fiamme. Grosjean sfoggia il consueto sorriso, dando prova non solo dell’immensa passione per il motorsport che lo anima, ma anche di quel coraggio furioso che è esploso durante l’incidente.

GROSJEAN TORNA NEL PADDOCK MENTRE LA FIA INDAGA

Un errore, un botto e poi le fiamme. Nonostante a salvare la vita del pilota francese sia stato (senza dubbio, oltre al suo coraggio) un intervento repentino dei soccorsi, rimangono alcuni aspetti da chiarire. La FIA, infatti, ha aperto un’indagine al riguardo e sta studiando cosa abbia provocato un incendio di simili proporzioni.

Principalmente, ha lasciato perplessi il modo in cui il guardrail fra curva 3 e 4 si sia aperto. Al suo posto, infatti, la Federazione ne ha montato uno nuovo, aggiungendovi due file di gomme per attutire il colpo. Infatti, non dimentichiamo che il GP di questo weekend ripercorrerà quella stessa parte di tracciato, sebbene la F1 correrà sul layout esterno. Per evitare di far decollare le monoposto, inoltre, nel nuovo tratto è stato anche rimosso un cordolo, in prossimità della curva 9.

Nel comunicato stampa della FIA si legge: “Dopo aver esaminato l’episodio del GP del Bahrain insieme al direttore di gara, l’ispettore della pista e il responsabile della sicurezza della FIA, si è deciso di apportare queste modifiche al Bahrain International Outer Circuit in vista del weekend in arrivo con il GP Sakhir. Abbiamo installato due file di gomme e di nastri di guaina di ritenzione, a destra tra le curve 3 e 4. La barriera sulla parte destra in curva 9 sarà allungata e aumentata di profondità con quattro file di gomme con del nastro di guaina di ritenzione. Il cordolo a destra tra le curve 8 e 9 sarà rimosso, per ridurre il rischio che le vetture possano decollare. Questi cambiamenti sono validi e in conformità con l’articolo 5 delle condizioni di rilascio della licenza FIA del circuito.”

IL RACCONTO DI GROSJEAN

Grosjean, nel frattempo, non si fa attendere nel paddock, anche come spettatore. Il suo primo pensiero, infatti, è stato di andare a salutare e ringraziare coloro che hanno contribuito a salvargli la vita. I suoi colleghi gli hanno dedicato un video hanno espresso la felicità per la sua buona salute. Sebastian Vettel e Kevin Magnussen, compagno di squadra di Grosjean in Haas, sono anche andati a fargli visita in ospedale.

Tuttavia, il suo pensiero corre ancora verso le fiamme: quelle che lo stavano per portare via con loro. Il suo è un racconto dell’orrore, mentre rivive il momento dell’impatto: le fiamme, il piede bloccato e lui che non riesce ad uscire da nessun lato, fino al momento in cui ha pensato che fosse giunta la sua ora.

Mi risiedo e il mio corpo inizia a rilassarsi. È stato il momento meno piacevole, mi sentivo in pace con me stesso e ho pensato che stavo per morire. Mi sono chiesto: ‘Brucerà la mia scarpa, il mio piede o la mia mano? Sarà doloroso? Da dove inizierà il dolore?’. E poi, penso ai miei figli, ‘Non possono perdere il loro papà oggi’.” Per fortuna, così non è stato, grazie anche a tutti i sacrifici precedenti, i quali hanno portato agli standard di sicurezza che hanno salvato la vita di un pilota, restituendolo alla sua famiglia e al suo sport.

La morte è in agguato, ma Romain è stato più veloce. Di 28 secondi.

Silvia Giorgi

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