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Romain Grosjean ha rivelato di essere stato in contatto con Sebastian Vettel qualche ora prima della cancellazione del Gran Premio di Australia. Durante le prime ore del venerdì australiano si era fatta strada una voce che voleva un Vettel già lontano dal circuito di Melbourne, ancor prima della notizia ufficiale. Per mezzo delle parole del pilota Haas, abbiamo avuto un’ulteriore conferma.




GROSJEAN CONFERMA LA PARTENZA ANTICIPATA DI VETTEL

“Le voci hanno iniziato a girare il giovedì sera” – ha affermato Grosjean in un’intervista a Kym Illman. “Nella notte tra giovedì e venerdì non ho dormito molto bene. Alle 3 stavo chattando su Whatsapp con Sebastian Vettel. Gli ho chiesto qualcosa tipo ‘Dove sei, perché sei sveglio?’ e lui ha risposto qualcosa come ‘Sto andando in aeroporto… è stato cancellato, non si correrà’. Gli ho risposto che non avevo sentito nulla di ufficiale, quindi sarei rimasto in zona. Ha aggiunto che ‘la mia squadra mi ha detto di essere libero, quindi me ne sto andando’. Dunque, erano le 3, o le 4 di venerdì mattina a Melbourne, quando ho saputo che le cose non sarebbero andate per il verso giusto.”

Ricordiamo che la prima tappa del Mondiale 2020, prevista in Australia, è stata cancellata a poco più di un’ora dall’inizio della prima sessione di prove libere. Prima del definitivo stop, una lunghissima diatriba nella quale alcuni team avrebbero voluto correre, mentre altri avevano già pianificato di non prendere parte al Gran Premio. In tutto questo, si è aggiunto il ritiro della McLaren, dopo che un membro del team è risultato positivo al Covid-19.

Grosjean ha lasciato un suo pensiero riguardo l’attuale situazione che sta paralizzando non solo il motorsport, ma il mondo intero: “Il quadro generale è molto più importante che andare a correre. Dobbiamo solo aspettare (e attendere di vedere n.d.r.) l’evolversi della situazione. Penso che il quadro generale sia molto più importante che andare a correre, anche se è molto strano essere a casa in questo periodo dell’anno. Per me siamo a gennaio. Non posso accettare il fatto che siamo quasi ad aprile. Gennaio sono a casa, faccio l’allenamento, poi febbraio vado ai test invernali e poi a marzo vado a correre. Ma ora siamo ad aprile e sono a casa”.

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Samuele Fassino

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