aston martin
Credits: Aston Martin Facebook page

Il weekend del Gran Premio di Spagna di Formula 1 vedrà in pista una nuova versione dell’Aston Martin, sin qui protagonista di un avvio di stagione alquanto deludente. Il fine settimana spagnolo rappresenta storicamente un momento in cui i vari team portano un importante step evolutivo, e questo è stato il caso di Aston Martin, la quale ha portato sul circuito di Montmelò una versione B della sua AMR22.

Mike Krack, team principal del team britannico, aveva già annunciato ad inizio stagione l’obiettivo di presentare importanti novità in vista del Gran Premio di Spagna, in particolar modo dopo aver deluso le aspettative create attorno alla squadra per questo 2022.

Tuttavia, la AMR22B ha già sollevato qualche polverone nel paddock, poiché non sembrerebbe essere tutta…farina del proprio sacco, essendosi ampiamente ispirata a soluzioni già viste in questo inizio di campionato.

Come è possibile vedere dalle foto, infatti, la monoposto di Stroll e Vettel presenta una versione completamente rivista delle pance. Rispetto a quella precedente, sono stati cambiati gli ingombri, posizionando in maniera differente i radiatori, l’ingresso delle pance ed il fondo. Il nuovo pacchetto potrebbe giovare in maniera importante sulle prestazioni, soprattutto se gli interventi andranno a limitare il fenomeno del porpoising. Quest’ultimo ha generato fino a questo momento svariate noie alla squadra inglese. Gli aggiornamenti erano previsti inizialmente solo sulla vettura di Stroll, ma in seguito il lavoro dei tecnici ha permesso di avere la versione B anche sulla monoposto del 4 volte campione del mondo.

SI TORNA A PARLARE DI REVERSE ENGINEERING: FALLOWS NELL’OCCHIO DEL CICLONE

Ciò che fa discutere è la somiglianza con la RB18, nettamente visibile anche all’occhio meno esperto. Torna in auge quindi il concetto di reverse engineering, il quale era diventato argomento principe dell’inizio di stagione 2020. In quel caso proprio l’ex-Aston Martin, allora Racing Point, aveva presentato la RP20 come un’identica versione colorata della W10, la freccia d’argento campione del mondo nel 2019.

In questo caso ci si può chiedere come Aston Martin abbia potuto copiare le soluzioni della scuderia di Milton Keynes, considerando che non si tratta di un supplier come nel caso di Mercedes. La risposta, secondo alcuni, sta nel ruolo di Dan Fallows, ex-capo dell’aerodinamica in casa Red Bull, ufficializzato in Aston Martin nel giugno del 2021.

Nonostante ciò, qualunque ingegnere passi da un team all’altro (o addirittura dalla FIA ad una scuderia) deve attraversare un periodo di gardening, ragion per cui Fallows ha potuto mettere piede in fabbrica a partire dallo scorso 2 aprile.

Chiaramente per portare in pista una soluzione del genere ci vogliono mesi di studio, ma il paddock di Formula 1 talvolta riserva simili sorprese. La risposta effettiva sarà quella della pista: solo a quel punto sapremo di eventuali battaglie politiche per questa “mossa” Aston Martin.

Antonio Fedele

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