Poteva essere un GP di Spagna di F1 da incorniciare per la Scuderia Ferrari e per Charles Leclerc, ed invece ci siamo trovati di fronte ad una domenica disastrosa. Il monegasco dopo aver dominato la gara per oltre 20 giri ha dovuto alzare bandiera bianca per un problema tecnico, mentre Carlos Sainz non è andato oltre la quarta posizione finale.

UNA VITTORIA SFUMATA

Sembrava tutto facile oggi per Charles Leclerc e la Ferrari nel GP Spagna di F1, anche considerata l’escursione di pista di Verstappen che si è ritrovato a rincorrere Perez e Russell nelle battute iniziali. Il monegasco ha dominato infatti la gara fino al ventisettesimo giro, momento in cui  un problema al turbo lo ha costretto a rientrare ai box ed a ritirarsi. Una beffa considerato l’andamento del weekend che ha visto la Ferrari numero 16 sempre in testa, dalle prove fino alle qualifiche. Anche gli aggiornamenti aerodinamici portati dagli uomini di Maranello hanno funzionato alla grande, ma questa volta la sfortuna ci ha messo lo zampino.

Max Verstappen alla fine ottiene una delle poche vittorie “di fortuna” della sua carriera, sia per l’escursione fuori pista che lo avrebbe messo fuori gioco per la vittoria, ma anche considerato il problema al DRS che lo ha relegato dietro Russell per parecchi giri. L’occasione per Leclerc di allungare nel Mondiale era ghiotta ma oggi non è stato semplicemente possibile. Nonostante la supremazia in pista per Charles è arrivato uno zero inaspettato, con in più un campanello d’allarme sull’affidabilità che fino ad oggi non si era palesato.

DELUSIONE SAINZ 

Ci si aspettava molto di più anche da Carlos Sainz, ma lo spagnolo dopo una brutta partenza, viene infilato sia da Perez che da Russell ritrovandosi a battagliare con un ritrovato Lewis Hamilton. Il supporto di Sainz oggi sarebbe stato fondamentale in ottica Costruttori, sia per togliere punti alla Red Bull ma soprattutto per togliere morale, dimostrando che è la Ferrari l’auto da battere. La prestazione dello spagnolo è stata semplicemente insufficiente in una gara che non lo ha mai visto protagonista. Carlos è stato anche autore di un lungo in curva 4 che lo ha detto scivolare fino all’undicesima posizione dopo solo sette tornate. 

Da li in poi è stato un GP di Spagna di F1 tutto in salita per la Ferrari #55 che è riuscito a conquistare la quarta posizione soltanto grazie ad un regalo di Hamilton, costretto dal muretto Mercedes a rallentare per problemi di surriscaldamento sulla sua power-unit. Se non fosse stato per questo problema il sette volte campione del Mondo sarebbe stato tranquillamente davanti a Sainz. Lo spagnolo deve darsi una svegliata ed al più presto se non vuole rischiare di perdere le chance mondiali per la Scuderia ma anche il sedile, che dopo queste prestazioni inizia a scottare.

LE DICHIARAZIONI DI BINOTTO

Al termine del GP di Spagna di F1 Mattia Binotto, Team Principal della Ferrari ha dichiarato: “Si deve guardare il bicchiere mezzo pieno. Dopo soltanto sei gare abbiamo una monoposto molto competitiva che ieri ha conquistato la pole ed oggi era la più veloce in pista. Dobbiamo essere contenti di aver realizzato una buona macchina e di essere stati in grado di svilupparla. Ho sempre detto che dopo sei gare avremmo valutato le prestazioni della nostra auto con gli avversari, e su una pista completa come Barcellona è andata forte sia in qualifica che in gara. Ovviamente ci dispiace per il problema di affidabilità alla power unit, ma sono fiero ed orgoglioso del lavoro fatto dai ragazzi. È capitato un problema e insieme cercheremo di capire cosa è successo e di risolverlo”.

Binotto non perde l’ottimismo in vista del futuro: “Charles stava gestendo la gara e questo ci deve rendere ottimisti. Oggi abbiamo avuto problemi noi, mentre ad inizio stagione li ha avuti la Red Bull. È un campionato che va gestito di gara in gara, ma sapere di poter contare su un buon pacchetto è la cosa più importante. Non so se ce la giocheremo fino all’ultima gara, ma sicuramente saremo competitivi nelle prossime perché alla fine conteranno gli sviluppi che si riusciranno a fare fino al termine del campionato. Oggi dopo sei gare la squadra è riuscita a sviluppare l’auto, che è la cosa più importante”.

Julian D’Agata