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Credits: Pirelli F1 Media

Non è stato in linea con le aspettative il risultato del Gran Premio di Singapore per gli ultimi due campioni del mondo. Max Verstappen e Lewis Hamilton, infatti, hanno chiuso una gara travagliata rispettivamente in settima e nona posizione, entrambi alle prese con errori per loro inconsueti ma favoriti da condizioni dell’asfalto insidiose e da una gara a tratti rocambolesca.

Chi sbaglia, paga. Ne sanno qualcosa Max Verstappen e Lewis Hamilton, i quali escondo dalla trasferta di Singapore con un bottino certamente inferiore alle attese della vigilia. Il primo ha “sprecato” il primo match point in chiave iridata, compromettendo la propria rimonta con un tentativo di sorpasso azzardato ai danni di Norris che lo ha costretto ad un “lungo” e ad una successiva sosta ai box. Il secondo, invece, ha dapprima danneggiato il muso della propria Mercedes contro le barriere nel tentativo di acciuffare Sainz, per poi cedere la posizione allo stesso Verstappen con un’altra sbavatura nel finale. Un’occasione persa per entrambi, anche se da questo punto di vista è forse il britannico a poter recriminare di più, visto il potenziale espresso nell’arco del week-end.

VERSTAPPEN RINVIA IL PRIMO MATCH-POINT

Dopo la sequenza di successi consecutivi, vedere Max Verstappen non riuscire a completare una rimonta chiudendo sul gradino più alto del podio suona quasi strano. L’olandese, dopo il noto episodio che al termine delle qualifiche lo ha visto chiudere in ottava posizione, al via della gara è rimasto praticamente fermo sulla griglia, perdendo subito quattro posizioni e mettendo in salita la propria gara. Dopo un bel duello con Magnussen nel corso del primo giro, Max ha avuto la meglio senza alcuna difficoltà nei confronti di Stroll e delle due Alpha Tauri, fino a trovare l’accesa resistenza da parte di Alonso (quest’ultimo fermato poi da un guaio tecnico).

Subito dopo la Safety Car ed aver montato le gomme slick, Verstappen si è fatto ingolosire dall’opportunità di attaccare Perez, mettendo le gomme sul bagnato e finendo inevitabilmente lungo alla staccata di curva 7. Il violento bloccaggio lo ha costretto ad una seconda sosta per montare la mescola Soft, grazie al quale è riuscito nel finale a recuperare altre posizioni, fino ad un bellissimo sorpasso all’ultimo giro su Vettel che gli è valso il settimo posto finale.

“La gara non è iniziata bene sin dal via, si è attivato l’anti-stallo – ha dichiarato il campione del mondo – e poi non è stato facile effettuare sorpassi. Abbiamo tentato l’undercut su Norris, quindi è uscita la SC ho provato l’attacco ma la vettura si è scomposta su un dosso e ho spiattellato le gomme. Poi nel finale ho provato a rientrare nei punti ma il risultato non è stato quello che avremmo voluto. Le voci sul budget cap? Il team è convinto di avere fatto tutto nel modo giusto”.

HAMILTON, OCCASIONE SPRECATA

Se possibile, la serata di Lewis Hamilton in quel di Marina Bay è stata persino più complicata. Partito con l’ambizione di giocarsi il successo con Leclerc e Perez, il britannico ha avuto una partenza non perfetta che lo ha costretto a cedere la terza piazza a Sainz, prima di incappare in un errore verso metà gara che lo ha visto finire contro le barriere.

Ripartito con lievi danni all’ala anteriore, Hamilton è stato costretto ad una sosta ai box, ma nel finale una nuova sbavatura gli ha impedito di andare oltre la nona piazza finale in un Gran Premio da dimenticare per la Mercedes. “Non sono soddisfatto – ha esordito Hamilton – ma nemmeno arrabbiato. Ci ho provato, ho dato il massimo ma non è andata come avremmo voluto. Ho pochi rimpianti. Le difficoltà di oggi? Aderenza molto bassa, era difficile guidare. Ma non sono deluso, voglio godermi questa parte finale di stagione e guardare avanti”.

Per entrambi, l’occasione di riscatto ci sarà già dal prossimo week-end in Giappone, quando Max Verstappen potrebbe aggiudicarsi matematicamente il suo secondo titolo mondiale consecutivo.

Marco Privitera

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