Credit: @Scuderia Ferrari Press Office

E’ stata finalmente una Ferrari viva, quella vista nel Gran Premio del Portogallo. Il quarto posto ottenuto da Charles Leclerc ha premiato la grande prestazione del monegasco ma anche le modifiche aerodinamiche introdotte a Portimao, capaci di riportare la Rossa ai piedi del podio. Ma se, da un lato, Leclerc è riuscito nuovamente a massimizzare il potenziale della SF1000, poco di nuovo è arrivato dalla parte di Sebastian Vettel, giunto solo 10° e ad oltre mezzo minuto dal compagno.

Una gara ed un week-end a due volti, quello andato in scena a Portimao per quanto riguarda la Ferrari. Non certo una novità in questa difficile annata 2020, contrassegnata da una monoposto al di sotto delle aspettative e da un evidente gap in termini prestazionali tra i due piloti. Ma, se non altro, la gara portoghese ha riportato la vettura di Maranello in posizioni ben più consone rispetto a quelle che hanno caratterizzato gran parte del campionato.

LECLERC AI PIEDI DEL PODIO

Merito soprattutto di Charles Leclerc, ancora una volta pressoché perfetto e vero e proprio alfiere di una scuderia chiamata a doversi risollevare dalle sabbie mobili di metà griglia. Il quarto posto finale del giovane monegasco ha, di fatto, promosso le novità introdotte in questo week-end sulla SF1000. A Portimao la Rossa è tornata ad essere (almeno con la monoposto numero 16) la terza forza in griglia, alle spalle di Verstappen e delle imprendibili Mercedes.

Dopo una partenza guardinga, resa ancora più complicata dalle gocce di pioggia cadute nel corso del primo giro, Leclerc ha recuperato progressivamente posizioni nella fase iniziale di gara. Una volta ripreso il quarto posto alle spalle di Verstappen, ha dato in più occasioni l’impressione di poter girare sui tempi dell’olandese. Il risultato rappresenta un segnale importante, in grado di regalare fiducia per un finale di stagione in cui la scuderia di Maranello è chiamata a recuperare posizioni nella classifica Costruttori. Anche se il gap attualmente detenuto da Racing Point, McLaren e Renault non sarà affatto semplice da colmare.

UN PUNTICINO PER VETTEL

Chi invece sembra avere difficoltà ben maggiori a fornire un apporto costruttivo in termini di punti alla Scuderia è Sebastian Vettel. Dopo aver fallito per l’ennesima volta l’accesso al Q3 in qualifica, il tedesco ha navigato nelle fasi iniziali di gara attorno alla 15° posizione, per poi risalire progressivamente sino alla decima piazza finale. Un risultato reso possibile grazie anche alle vicissitudini degli avversari (come il contatto tra Norris e Stroll), ma che se non altro è stato capace di riportare l’ex-campione del mondo in zona punti.

Il risultato rappresenta comunque una magra consolazione, specie se paragonato a quello del compagno di squadra. Esso suona ancor più beffardo nella giornata in cui Lewis Hamilton riesce a stabilire il nuovo record di successi nella storia della Formula 1. L’emblema di un percorso ben differente tra due piloti che hanno dominato la Formula 1 nel corso degli ultimi dieci anni. Da un lato, il britannico che sembra ancora essere ben lontano dall’aver saziato la propria fame di successi. Dall’altro, il tedesco che appare l’ombra del pilota capace di collezionare successi a raffica come ai tempi Red Bull. Basterà la cura Aston Martin?

Marco Privitera 

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