Analisi Tecnica Messico
Credit: profilo Twitter PETRONAS Motorsports

La quintultima prova del Campionato F1 2021 si disputa in Messico: la nostra analisi tecnica non può non tenere conto del fatto che il tracciato intitolato ai fratelli Rodriguez, in quel di Città del Messico, sia situato circa 2200 metri sopra il livello del mare.

Gomme e carico aerodinamico

Pirelli ha portato a Città del Messico le composizioni centrali della gamma: C2, C3 e C4. La scelta delle gomme ricalca quella del 2019, ma ovviamente le vetture hanno subito un’evoluzione rispetto a due anni fa.

Come se non bastasse, nelle ultime due stagioni il tracciato messicano non ha visto molte gare. Quest’ultimo dettaglio dovrebbe causare un graining generalizzato nelle prime sessioni. Il fenomeno andrà mitigandosi man mano che la superficie (piuttosto liscia) verrà gommata. Sempre che non piova: in quel caso avremmo un reset.

L’altitudine fa sì che l’aria sia più rarefatta del solito, dunque le ali andranno caricate quanto più possibile. La scelta pare in contrasto con la natura del tracciato e del suo lunghissimo rettilineo. La rarefazione dell’aria (combinata con l’ultima parte lenta e tortuosa) rende possibile questa “stranezza”. Questa combinazione comporterà un effetto amplificatissimo del DRS, una volta attivato.

Viste le premesse, la strategia gomme per la gara dovrebbe prevedere l’impiego delle gomme medie e quelle dure. Le soffici dovrebbero avere vita difficile a causa del secondo e terzo settore, per le sollecitazioni indotte. Teoricamente si potrebbe provare l’azzardo di andare su una sosta: del resto Max Verstappen nel 2019 ha girato per 66 giri su un set di dure.

Questione PU

Il tracciato intitolato ai fratelli Rodriguez si caratterizza per una prima parte velocissima, con le PU tirate a tavoletta. Qui serviranno ottime doti in frenata e in trazione: il setup meccanico dovrà trovare un sottile equilibrio. Le unità motrici andranno incontro ad un difficile banco di prova e, probabilmente, non andranno al massimo delle potenzialità.

Dal punto di vista della componentistica, arriva il turno di Stroll e Tsunoda per il cambio degli elementi oltre i limiti imposti da Regolamento e una partenza dal fondo dello schieramento.

Fondamentalmente le monoposto non presentano novità, la maturazione del progetto ha già fatto capolino da qualche tempo. In realtà, al vertice rimane ancora sospesa la questione del retrotreno “abbassato” della Mercedes. In un certo senso il tracciato messicano potrebbe essere uno di quelli in cui l’escamotage paga di più. Red Bull sarà rimasta a guardare o avrà portato un’implementazione basata sull’interpretazione della soluzione targata Brackley? Occhi puntati sul posteriore delle vetture di Milton Keyenes.

Luca Colombo

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