Il Gran Premio dell’Eifel è stato vinto da Lewis Hamilton che eguaglia le 91 vittorie di Michael Schumacher e da oggi riscrive la storia.

Sul circuito del Nurburgring versione corta, non quello di una volta, la Formula 1 ritorna per la prima volta dal 2013 e lo fa per riscrivere la storia. Lo fa Lewis Hamilton, il campione dei campioni, la star globale che ama sport moda e politica e che da oggi eguaglia l’immenso Michael Schumacher a quota 91 vittorie in carriera. Record dei record, history in the making, leggende appaiate per un confronto – di fatto- impossibile. La vittoria forse più bella, più importante, al termine di una gara niente affatto scontata.

Bottas ci prova

Il finnico era carico, primo ieri in qualifica, primo dopo una buona partenza e un duello tutto grinta ruota a ruota con Hamilton. Poi un lungo in curva 1, Lewis passa in testa, e di lì in poi è tutto in discesa. Il ritiro di Bottas al giro 19 facilita ancora di più il compito ad Hamilton rimasto di fatto senza avversari. La gara diventa una cavalcata trionfale verso la storia, verso un traguardo ritenuto irraggiungibile fino a pochi anni fa. Reso possibile da una squadra unica, perfetta e straordinariamente dominante.

Passaggio di consegne

Simbolico e suggestivo il passaggio di consegne tra passato e presente. Mick Schumacher regala il casco di suo padre a Lewis Hamilton per celebrare l’impresa, per costruire un ponte tra due generazioni di campioni. Due leggende impossibili da paragonare ma che hanno fatto sognare per determinazione, talento, capacità di annientare i compagni e gli avversari. Nomi di cui parleranno i libri di storia ma di cui la memoria delle gesta in pista è ancora viva. Michael ha fatto sognare l’Italia tutta e i tifosi ferraristi per anni, mentre Hamilton è riuscito a raccogliere un sostegno che va al di là del tifo pur non avendo mai (ancora) vestito di rosso.

Campionato chiuso

Gran Premio del Canada 2007. Fu la prima vittoria di Lewis, lui che giunse ragazzino in Formula 1 e riuscì a mettere alle corde un campione come Alonso. Sono passate 13 stagioni e i titoli mondiali sono diventati 6, ormai quasi 7. Con 69 punti di vantaggio su Bottas e sei gare ancora da disputare il discorso del mondiale (anche questo della leggenda) appare ormai chiuso. Ancora alcune gare per ritoccare numeri e record, per scolpire il suo nome sull’Olimpo dei più grandi di tutti. Prima di decidere cosa fare da grande.

Sì perchè il tema del rinnovo dal contratto di Lewis continua a tenere banco. Una firma che non arriva, con termini dell’accordo che paiono definiti ma un annuncio che non arriva. C’è fermento ma nessuna apprensione. Pare che si discuta sulla lunghezza del futuro impegno a cifre -naturalmente- faraoniche.

Ma la F1 e questo: uno show. Che non può fare a meno del più grande di tutti.

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Stefano De Nicolò

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