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La vista aerea del circuito di Montreal | Photo Credits: Twitter Red Bull

Il Gran Premio del Canada torna dopo due anni di stop, ma non sembra farlo nelle condizioni migliori, vista l’emergenza maltempo che potrebbe seriamente minacciare il corretto svolgimento della giornata odierna.

Il circuito intitolato a Gilles Villeneuve è pronto a tornare sotto i riflettori della Formula 1. Tuttavia, la città di Montreal sta vivendo un inizio di weekend tutt’altro che raggiante. Già nel corso della giornata di ieri, quella dedicata al track walk, una forte pioggia si è abbattuta sul circuito. Le previsioni non sembrano migliorare nemmeno per la giornata di oggi, la quale prevede l’inizio delle attività in pista alle ore 20 italiane con la FP1. Prevista anche grandine per il venerdì, motivo per cui la giornata di libere sembra essere a rischio a causa di quest’allerta meteo.

Malgrado ciò, la situazione dovrebbe migliorare nel corso del fine settimana. Sebbene sia prevista ancora pioggia anche per la giornata di sabato, il giorno peggiore è proprio quello odierno, mentre pare scongiurata la pioggia per la gara di domenica. Tuttavia, rimangono previsioni di forte raffiche di vento, fino a 50 kmh circa. Un fenomeno da segnare in rosso senza dubbio, poiché sappiamo quanto questa nuova generazione di vetture sia sensibile al vento.

QUANDO LA PIOGGIA HA FERMATO LA F1

Attenzione comunque a possibili slittamenti del programma di sabato. Il caso più recente di qualifiche disputate la domenica risale al GP del Giappone del 2019. Per rimanere in tema con il GP del Canada invece, ricordiamo il famoso GP del 2011, ossia la gara più lunga della storia della Formula 1, vinta in quell’occasione da Jenson Button, culminando la sua rimonta dal fondo con il sorpasso su Vettel nell’ultimo giro.

Si prospetta comunque una situazione che porterebbe le squadre completamente al buio in vista dei 70 giri di domenica, per di più dopo i due anni di stop. Non sarà un weekend semplice, soprattutto per chi cerca risposte dalla pista canadese, come ad esempio la Ferrari, in seguito al doppio ritiro di Baku.

Antonio Fedele

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