La Ferrari a Sakhir

Gara deludente in Bahrain per le due Ferrari: Leclerc decimo e Vettel tredicesimo sono la fotografia dell’incubo d’Oriente vissuto nella notte di Sakhir.

Non bastano singoli e sparuti segnali incoraggianti visti qua e là nelle ultime apparizioni. La Ferrari scarsa era e scarsa rimane, per dirla con tatto. La stagione è un incubo che continua, di quelli senza fine, che durano tutta la notte. Da quanto visto nella notte del deserto del Bahrain le ultime due gare che mancano alla fine del campionato non lasciano presupporre nulla di buono per il mal di stomaco dei ferraristi tifosi.

No ai miracoli

Del resto lo aveva anticipato ieri Charles Leclerc dopo la deludente qualifica. Non è servito diversificare la strategia delle gomme. La Ferrari questo è. La pista di Sakhir peraltro non è una di quelle che aiuta la SF-1000; aggiungete una gara spezzettata da incidenti clamorosi (Grosjean il miracolato) e safety car tra l’inizio e la fine e il risultato è servito. Decimo e tredicesimo a fine gara i due rossi, con poco merito per quel punticino fortunoso rimediato in zona Cesarini per il ritiro di Sergio Perez.

Nella mischia a inseguire

La partenza è caotica, come da prassi a centro gruppo. Ma neanche il tempo di iniziare e a momenti ci scappa il morto. Un’eternità fermi e si riparte. Ma la musica non cambia. Sempre a sgomitare a tra i peones, cercando di risalire senza velocità, senza sprint. Vettel lamenta da subito la macchina inguidabile, firmando la domenica col solito testacoda. Leclerc fa un po’ meglio ma poco; lo passano tutti, taglia il traguardo a una vita dai primi. Tutta qui la domenica Ferrarista, tutta in questa -ormai abituale- pochezza. Altre due gare in due settimane, poi l’agonia sarà finita. Sì?

I denti del giudizio

Mancano due gare alla fine. Due denti del giudizio che fanno male e vanno tolti, anche se non vorresti. Bahrain2 (che si chiamerà GP Sakhir) e Abu Dhabi separano la Ferrari dalla fine di un campionato che chiamare incubo pare quasi irrispettoso per quei brutti sogni che ti fanno svegliare senza fiato. Gara dopo gara i tifosi italiani si sono a malincuore abituati a risultati da fondo gruppo e delusioni cocenti. Perchè inseguire Russel per svariati giri senza avvicinarlo, beh, fa male. Anche quando ti sei abituato al peggio.

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Proprio negli Emirati la Ferrari ha perso un mondiale con Alonso e non ha mai brillato. Non lo farà neanche quest’anno ma almeno, con la gioia di tutti, il sipario calerà. Ma c’è ancora da rincorrere l’obiettivo terzo posto costruttori: Binotto l’ha giudicato a portata. Dista 40 punti, mancano due Gran Premi. 

Finora, la media punti della Ferrari è stata di 8,7 per gara.

Stefano De Nicolo’

 

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