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Credits: Mercedes AMG F1 Team

Se Perez ha salvato il weekend della Red Bull a Baku, il team Mercedes non può dire di essere riuscito a contenere i danni contando su almeno un pilota. Un Valtteri Bottas arrendevole dall’inizio alla fine ha tagliato il traguardo in dodicesima posizione, mentre Lewis Hamilton paga caro l’errore commesso in curva 1 al 50° dei 51 giri della corsa.

La ghiotta occasione di potersi riappropriare della leadership del campionato sfuma ad appena un giro dalla fine per Lewis Hamilton, 2° alla ripartenza della gara dopo la lunga interruzione causata dal clamoroso incidente di Verstappen al giro 48.

LA RUOTA GIRA A FAVORE DI HAMILTON, MA SOLO PER POCHI SECONDI

Le parole “vulnerabile” e “Mercedes” non compaiono spesso nella stessa frase, anzi. “Vulnerabile” è un aggettivo che non è appartenuto al team guidato da Toto Wolff nel passato recente eppure, con un Bottas lento e poco reattivo e con un Lewis Hamilton sotto pressione al penultimo giro, sembrerebbe la parola più accurata per descrivere la Mercedes in gara in Azerbaijan.

Un Max Verstappen pressoché invincibile stava andando a estendere il proprio vantaggio in classifica, ma un’allarmante foratura alla posteriore sinistra lo ha portato a impattare contro le barriere, ponendo così fine alla sua gara a 3 giri dalla bandiera a scacchi. Hamilton ha così ereditato la seconda posizione alle spalle di Perez, arrivando a un passo dal ritorno al vertice della classifica.

“Dovete ricordarvi che questa è una maratona, non una gara sprint”.

A giudicare dal team radio prima della ripartenza, Hamilton non mancava di lucidità ma la pressione ha senz’altro giocato un ruolo fondamentale nell’errore commesso alla prima curva. L’anglo-caraibico ha tagliato il traguardo in sedicesima posizione, mantenendo inalterato il conteggio dei propri punti in classifica.

Nel post gara Hamilton ha rivelato un retroscena del misfatto, imputando l’errore al famoso “magic button” presente sul volante per ottimizzare la temperatura di gomme e freni più rapidamente. Tale bottone volto a cambiare il bilanciamento dei freni normalmente non è attivo alla partenza, ma Hamilton sospetta che il fatto di averlo lasciato in azione lo abbia portato al bloccaggio in curva 1.

Attraverso un post di poche righe sui social, il sette volte Campione si scusa con il team e reagisce all’errore definendolo “humbling”. Senz’altro l’accaduto ci ha dimostrato che anche l’indistruttibile Hamilton, seppur abile a compensare lo svantaggio che Mercedes pagava nei confronti della Red Bull a Baku, può dimostrare fragilità e commettere errori.

BOTTAS NON PERVENUTO

Non si spiega, invece, la prestazione di Valtteri Bottas. Nemmeno il finlandese stesso ha una spiegazione, come si evince dalle sue parole nel post gara. Partito nono, il numero 77 della Mercedes è rimasto nelle retrovie nel corso della gara, riscontrando gravi difficoltà con le gomme.

“Oggi in gara mi mancava il passo. È stato così tutto il weekend del resto e ci risulta difficile capire il motivo. Un grosso problema è il mandare le gomme in temperatura, soprattutto quelle anteriori”

“Con le gomme dure, mi ci sono voluti quasi 10 giri per mandarle in temperatura. Alla ripartenza facevamo fatica e le gomme erano fredde. Stavo provando a risolvere in tutti i modi ma c’era qualcosa che non andava sulla mia macchina questo weekend”.

Indubbiamente c’è da lavorare in casa Mercedes, sia sul profilo psicologico, sia sul profilo tecnico. È un momento cruciale per entrambi i campionati, pertanto è necessario che il soldato Bottas venga salvato e aiutato.

Beatrice Zamuner

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