gp azerbaijan
Credits: Pirelli.com

La Red Bull coglie una perentoria doppietta a Baku, mentre la Ferrari affonda nei guai di affidabilità. Il GP Azerbaijan rischia di segnare una fase importante nella storia di questo Mondiale, con il successo di Max Verstappen che consolida le leadership dell’olandese e del team di Milton Keynes in entrambe le classifiche. Dopo un inizio di week-end promettente, i sogni della Ferrari vanno in fumo con Leclerc e Sainz ritirati dopo un terzo di gara.

VERSTAPPEN DOMINA IN CARROZZA

Non ha nemmeno dato l’impressione di aver faticato troppo per aggiudicarsi il suo quinto successo stagionale. Max Verstappen ha atteso inizialmente l’evolversi degli eventi, per poi assestare l’attacco decisivo nei confronti del compagno Perez ed involarsi verso un successo mai messo in discussione sino alla bandiera a scacchi. Una strategia perfetta che chiude una domenica da incorniciare per il campione del mondo, il quale ristabilisce le gerarchie interne e va in fuga anche nel Mondiale. Complice la gara disastrosa delle Ferrari, l’olandese può ora dormire sonni relativamente tranquilli grazie ai 21 punti di vantaggio accumulati su Perez, mentre il monegasco scivola a -34 dalla vetta. Verstappen ha dato una nuova dimostrazione di forza in una gara caratterizzata da “soli” due interventi della VSC, chiudendo con oltre 20″ su Perez al traguardo.

L’ILLUSIONE DI PEREZ DURA POCO

L’illusione per il messicano è durata poco. Dopo una partenza eccellente, che gli aveva consentito di sopravanzare il poleman Leclerc, Perez è stato penalizzato dapprima da una strategia poco convincente, prima di subire un repentino crollo di prestazioni che lo ha costretto a cedere la testa a Verstappen. Come se non bastasse, un doppio pit-stop lento ha stoppato sul nascere i suoi sogni di gloria, con una delusione appena mitigata dalla conquista del giro veloce in gara. Il distacco in classifica rimane accettabile, ma la sensazione è che ben difficilmente Perez potrà seriamente rappresentare un ostacolo verso la conquista da parte di Verstappen del suo secondo titolo consecutivo.

LA FERRARI AFFONDA NEI GUAI DI AFFIDABILITA’

Un capitolo a parte lo merita la Ferrari. Dopo l’ennesima prodezza di Leclerc in qualifica, arriva una delusione cocente che rappresenta uno schiaffo alle ambizioni iridate del Cavallino. Un doppio ritiro per guai tecnici (a distanza di 13 anni da quello verificatosi in Australia nel 2009) ha tolto dai giochi nella prima parte di gara prima Sainz e poi Leclerc, mettendo la strada tutta in discesa per gli uomini Red Bull. Un allarme che appare quantomai evidente, dopo quanto già avvenuto nel recente passato, che rischia di complicare non poco le velleità di titolo a Maranello. E dire che la strategia sembrava azzeccata, con la chiamata di Leclerc ai box durante la VSC che sembrava poter mettere il monegasco in una situazione favorevole per il successo finale. Ma se non si interverrà prontamente, analizzando quanto accaduto e portando nuovi aggiornamenti, il sogno rosso sembra destinato a diventare ben presto un’utopia.

MERCEDES CON UN RUSSELL IN PIU’

A Baku sorride la Mercedes, forte di un Russell straordinario (e ancora a podio) e di un Hamilton ritrovato, nonostante i guai di porpoising lamentati dal britannico anche durante la gara. Il team dominatore delle ultime stagione rimane anni luce distante da Red Bull e Ferrari in termini di prestazioni, ma fa un salto importante in classifica che gli consente di mettersi in scia al team di Maranello. Il tutto potendo contare su un Russell in più, dotato di una forza mentale e di una costanza paurosa al cospetto di un sette-volte campione del mondo. Il terzo e quarto posto finale costituisce un segnale di fiducia, in un inizio di stagione comunque ben lontano dai fasti del recente passato.

GASLY E VETTEL, CHE GARA!

Per quanto riguarda gli altri, da sottolineare le eccellenti prove di Gasly e Vettel, rispettivamente quinto e sesto con una sola sosta all’attivo. Prova d’orgoglio e d’esperienza per Alonso (settimo), capace di portare in dote punti pesanti per l’Alpine. La McLaren si regala un doppio piazzamento in top ten, con Ricciardo che nel finale respinge gli attacchi di Norris e si toglie la soddisfazione di precedere il compagno sul traguardo, mentre Ocon chiude la zona punti. La gara è stata difficile anche per gli altri motorizzati Ferrari, con Magnussen e Zhou costretti al ritiro mentre ambivano al decimo posto. Fuori dai punti Bottas e Albon, peccato per Tsunoda frenato da un problema al DRS mentre era alle spalle del compagno. Prestazione opaca per Mick Schumacher, mentre Latifi ha chiuso il gruppo dopo un paio di penalità.

ORA SI VOLA IN CANADA

Il Circus è ora pronto per trasferirsi rapidamente in Canada, dove il circuito di Montreal tornerà a distanza di tre anni dall’ultima edizione ad ospitare un appuntamento iridato. Ennesimo banco di prova nonchè occasione di riscatto per la Ferrari, la quale non potrà più permettersi alcun passo falso per tentare di impedire la fuga Red Bull. E per tenere ancora aperto un Mondiale che, almeno fino ad alcune settimane fa, prometteva di essere molto più equilibrato.

Marco Privitera

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