Binotto Austria sette decimi

Stando alle dichiarazioni di Mattia Binotto nel dopo gara del GP d’Austria, sarà “molto difficile” recuperare il gap di sette decimi a giro pagato all’AMG Mercedes durante la gara inaugurale del campionato di Formula 1 2020.

Niente bacchetta magica

Binotto ha così dichiarato: “Dobbiamo migliorare la vettura, mancano alcune correlazioni tra il progetto, il comportamento della monoposto e, specialmente, l’aerodinamica. Uscendo dal lockdown abbiamo ripreso lo sviluppo e speriamo di poterlo vedere presto in pista. Non sarà la soluzione finale e non abbiamo la bacchetta magica.”

Innanzitutto notiamo come, ancora una volta, vengano dichiarati problemi di correlazione tra le rilevanze in galleria del vento e la realtà. Secondariamente, nonostante un pacchetto di aggiornamenti pronto per l’Ungheria (o prima), sembrano non esistere soluzioni facili con cui trattare le criticità di progetto della nuova monoposto.

L’analisi dei tempi

Per quanto riguarda i tempi registrati in pista, Binotto ha detto: “Se guardiamo alle qualifiche e ci paragoniamo alla pole postition, manca un secondo. Di questo secondo, tre decimi sono nelle curve. Ma ci sono ancora sette decimi di power unit sui rettilinei. Penso saranno difficili da recuperare, visto che lo sviluppo delle PU è congelato.”

In questo caso il discorso si fa impietoso, dato che viene segnalato un deficit di sette decimi in rettilineo, imputabili all’unità motrice. Una perdita così repentina di velocità, tra l’altro quasi senza spiegazione, lascia la porta aperta a qualsiasi dubbio o malignità sollevabile parlando dell’accordo secretato tra Ferrari e FIA relativo alla PU del 2019.

Come se non bastasse, viene sibillinamente aggiunto un dettaglio: la SF-1000 in avanzamento genererebbe troppa resistenza. Sfortunatamente, però, “la resistenza aerodinamica non è qualcosa su cui lavoreremo nell’immediato”.

Un quadro “indigesto” per i tifosi

Binotto conclude sottolineando come non sia preoccupato dalle comparazioni con l’anno passato, ma lo sia paragonando la Ferrari con i suoi competitor attuali. Del resto la chiosa è piuttosto classica: “Analizzeremo i dati e vedremo cosa fare per il futuro”.

Immaginiamo che i tifosi ferraristi non siano contenti per l’esordio nel campionato 2020, nonostante il secondo posto finale di Leclerc a Spielberg. Quel che è peggio è constatare nelle parole di Binotto una previsione sulla breve distanza certamente non rosea per le monoposto di Maranello. Anche il 2020 sarà una stagione da archiviare in anticipo?

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Luca Colombo

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