arabia saudita tecnica
Credit: profilo Twitter Red Bull - Honda

Il penultimo appuntamento della stagione vede il debutto assoluto per il tracciato cittadino di Jeddah in Arabia Saudita: la nostra analisi tecnica andrà a coprire i temi relativi al nuovo tracciato, questioni relative alle PU e farà il punto della situazione sulle ali deformabili.

Alta velocità

Il circuito cittadino di Jeddah presenta alcune caratteristiche particolari. La prima: la lunghezza, oltre 6 km, che lo mette al secondo posto dopo Spa-Francorchamps nei tracciati più lunghi del calendario di Formula 1. La seconda: velocità media altissima, intorno ai 250 km/h. Secondo i dati delle prove, più di due terzi del tracciato vengono percorsi a tavoletta. Questo fornisce alcune indicazioni sulle PU, in cui la componente termica e la componente MGU-H vengono sollecitate maggiormente.

Secondo quanto dichiarato da Horner a Sky Sport, la potenza della PU non avrà un ruolo così preponderante. Il DT Red Bull ha infatti dichiarato: “Il circuito è un po’ più stretto rispetto a quanto i dati suggerivano. Le curve sono un po’ più strette. Non c’è tutta quell’enfasi sulla potenza dell’unità motrice come pensavamo. E’ incoraggiante. Ci sono uno o due decimi tra i primi. Su questo tipo di tracciato puoi trovare il tempo da qualche parte e per noi è veramente incoraggiante.”

Probabilmente in Mercedes potranno sfruttare meglio la potenza, visti i recenti cambi di ICE. In Red Bull invece dovrebbero “giocare” con le mappature della PU. In ogni caso, sia Hamilton che Verstappen utilizzeranno un nuovo cambio, ma senza penalità.

Gomme e assetto

La configurazione particolare del tracciato ha spinto le scuderie ad esplorare assetti aerodinamici da medio – basso carico, nonostante le parti lente. Sempre per quanto riguarda la definizione dell’assetto, Pirelli ha portato la gamma media delle proprie mescole (C2, C3 e C4).

La casa milanese ha optato per una strategia di gomma meno conservativa rispetto agli altri tracciati nuovi in calendario. Secondo le simulazioni il livello di grip ed abrasione dell’asfalto dovrebbe essere ottimale. In realtà la sede stradale sporca porterà ad una progressiva gommatura dell’asfalto, che diventerà via via più prestazionale.

Le strategie di gara rappresentano un grosso punto di domanda. Le simulazioni prevedono due soste, con il passaggio obbligato su gomme a banda bianca (dure). Vedremo cosa succederà, perché con poche vie di fuga e barriere vicinissime le scuderie si aspettano safety car durante la gara. E probabili bandiere rosse in qualifica.

Questioni aperte

Per quanto riguarda i problemi di gomme visti durante a Losail, Pirelli ha dichiarato che gli alti carichi, le alte velocità e il passaggio continuo sui cordoli siano stati la causa. In pratica il GP del Qatar rappresenta una combinazione unica che ha portato in pista tutte le problematiche che abbiamo visto.

Continua a tenere banco la discussione sull’ala posteriore Mercedes e l’impiego “performante” dell’aeroelasticità. Nei giorni immediatamente precedenti al GP, i delegati FIA hanno fatto i loro controlli e, anche se non abbiamo provvedimenti, la situazione dovrebbe rientrare nella normalità e le polemiche calare.

Il problema, però, secondo un recente articolo di Auto Motor und Sport risiederebbe nel fatto che il regolamento 2022 non contempla maniere per contenere l’escalation sull’impiego di effetti aeroelastici. Vedremo nei prossimi mesi cosa succederà.

Luca Colombo

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