Gare sprint inversione griglia
La griglia di partenza del GP di Toscana al Mugello

Gli ultimi due Gran Premi hanno visto sventolare tre bandiere rosse, che hanno contribuito a vivacizzare lo spettacolo in pista. In un contesto in cui i rapporti di forza, almeno per le primissime posizioni, sono chiari sin dai primi metri, in Formula 1 sembra prendere nuovamente piede l’idea di gare sprint con inversione della griglia.

Demistificare il concetto

In primavera, durante la fase di stop innescata dall’emergenza sanitaria, in una delle riunioni del Consiglio Mondiale era stata ripescata l’idea di svolgere una sprint race a griglia invertita per decidere l’ordine di partenza ove previsto un double-header sullo stesso tracciato.

Il concetto era già stato dibattuto nel 2019, rimediando una bocciatura. La situazione indotta dal Covid-19 lo aveva riportato in auge nel 2020. I 100 km di gara sprint, con griglia formata dall’inversione della classifica del mondiale, avrebbero dovuto generare incertezza per non avere risultati fotocopia sullo stesso tracciato.

Come l’anno prima, la proposta ha incassato una bocciatura, a quanto pare per il parere negativo della Mercedes.

Ross the boss dice la sua nel dopo Monza

All’indomani del GP a Monza sul sito della F1 aveva fatto la sua comparsa un articolo firmato da Ross Brawn, intitiolato “Il brillante GP d’Italia ha mostrato perché valga la pena di considerare nuovamente le gare con inversione di griglia”.

Nell’articolo Brawn scrive: “Monza era una candidata per testare il format di gara sprint con inversione di griglia. Sfortunatamente non siamo potuti andare avanti con l’idea, ma il concetto è qualcosa su cui noi e la FIA vorremmo lavorare nei prossimi mesi e discutere con le scuderie per l’anno prossimo.”

L’interruzione di gara a Monza è avvenuta nel momento in cui lo sviluppo della corsa aveva prodotto un temporaneo ribaltamento dei valori in campo. Su questa falsariga Brawn ha sottolineato come questo tipo di situazione abbia generato, in chi seguiva la gara, un certo interesse e pathos per la battaglia in pista.

Reazioni quasi immediate

Le reazioni all’uscita di Ross Brawn non si sono fatte attendere.

Toto Wolff ha dichiarato: “Non credo che dovremmo pasticciare con i format. Abbiamo visto campionati che hanno tentato di cambiare il format storicamente recepito dai fan, mi viene in mente la NASCAR e i playoff. (…) Se vogliamo fare le cose casualmente, allora mettiamo insieme uno spettacolo. Ma credo che il DNA di uno sport sia l’essere uno sport e successivamente una piattaforma per il divertimento. Ma non è uno show. Non è un reality show e non è il Grande Fratello. E non credo dovremmo andare in quella direzione.”

Sebastian Vettel ha sottolineato la questione più clinicamente: “Se si spinge in quella direzione, è una testimonianza che le regole studiate per avere più competizione in pista non hanno funzionato. Abbiamo avuto un cambio di regolamento sull’ala anteriore che è costato una fortuna, ma non è che abbia cambiato di molto le cose. Come competitor, per quanto non mi piaccia vedere altri che vincono, devo accettare che facciano un lavoro migliore.”

Un segnale?

Ovviamente l’articolo di Ross Brawn va tenuto in considerazione come un segnale. In maniera abbastanza comprensibile, Liberty Media vorrebbe trovare una maniera di aumentare lo spettacolo per la battaglia nelle primissime posizioni.

Il campionato attuale è ormai instradato, ma per il prossimo (basato su specifiche tecniche congelate) si vuole evitare lo stesso cammino.

La Formula 1 ha una storia recente abbastanza articolata di tentativi artificiali per ravvivare lo spettacolo in pista. Non possiamo dire che abbiano funzionato bene o, quantomeno, come ci si aspettava.

Davvero una soluzione?

Le gare sprint con inversione della griglia dal punto di vista teorico potrebbero indurre più “movimento” durante la corsa.

Ma come hanno dimostrato la gara di Monza e, in minor misura, quella del Mugello, a parte battaglie al primo giro e sitting duck in pista, lo spettacolo rimane simile a quando le due Mercedes si involano, solo con qualche nome cambiato.

Per non parlare di come le scuderie potrebbero sfruttare a proprio favore la carta di ritiri tattici o preparazione per questo tipo di format. Dopotutto la Formula 1 è un gioco dove viene portata all’estremo anche l’interpretazione delle regole.

In ogni caso il sasso nello stagno è stato nuovamente lanciato. Time will tell.

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Luca Colombo

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