F1 2021 pagelle
Foto di classe 2021, senza Mazepin, out per positività al Covid-19. Credit: profilo Twitter F1

Con l’ultimo giorno dell’anno praticamente in corso, possiamo voltarci indietro e dare i numeri (sia praticamente che metaforicamente) con le pagelle della stagione per il campionato 2021 di F1. Solo gli insegnanti a scuola hanno autorità di esprimere giudizi più o meno definitivi, quindi, finalmente nel 2021, sentitevi liberi di dissentire dal nostro punto di vista. Con i migliori auguri per l’anno nuovo da parte della Redazione di LiveGP.it!

Haas – Ferrari

Sempre brutto dare un voto basso (3) alla scuderia, perché dietro c’è il lavoro di tante persone che fanno quanto dispongono i vertici. Per quale motivo infierire? Semplice: gli americani hanno scelto dall’inizio di fare numero e basta. Dovrebbero suonare diversi campanelli d’allarme visto che, teoricamente, la Haas fa da junior team della Ferrari. Per questo motivo diventa impossibile valutare la stagione di Schumacher (NC) e Mazepin (NC), oltre alla difficoltà di gestire il cognome troppo ingombrante del primo e la capacità cronica di trovarsi dalla parte sbagliata del secondo.

Alfa Romeo Racing – Ferrari

Considerando le prestazioni della passata stagione, la scuderia (5) ha sicuramente trovato degli efficaci rimedi tecnici, ma i fasti del 2019 sono solo un ricordo. In Sauber plausibilmente pagano lo scotto di un rapporto tecnico andato ad esaurirsi con Maranello. Nella pratica perdono per strada una decina di punti con decisioni strategiche non sempre all’uopo. Come prima, a Maranello dovrebbe suonare qualche campanello di allarme e invece tutto tace, anzi per qualche motivo inafferrabile arriva anche il rinnovo dell’accordo di branding. Più che sufficiente l’annata di Raikkonen (6,5) e Giovinazzi (6,5), chiamati a mettere una pezza in due contesti motivazionali non proprio al top. Sospeso il giudizio su Kubica (NC), chiamato in tutta fretta a sostituire Kimi nei GP di fine estate.

Williams – Mercedes

Come in casa Alfa Romeo, anche in Williams correggono il tiro sulla vettura 2021, schierando una monoposto sensibilmente più veloce rispetto ai due modelli precedenti. Sufficienza più che meritata per la scuderia (6,5), accreditata di un numero in doppia cifra nella classifica Costruttori. Russell (7) finalmente saluta la scuderia che stava inghiottendo nel gorgo dell’anonimato un’altra stagione discreta. Buono anche il campionato di Latifi (7), con il voto che tiene conto della prospettiva tra le differenti potenzialità dei due piloti. Sul risultato del GP del Belgio meglio non spendere tante parole.

Aston Martin – Mercedes

Ambizioni, finanze e una passata stagione su livelli siderali non portano il 2021 atteso. Insufficienza clamorosa alla scuderia (5), piombata in maniera precipitevole nelle retrovie con un progetto probabilmente sviluppato solo nella prima fase dell’anno. Vettel (6) ci mette del suo nei giorni di gloria e porta a casa il premio per il maggior numero di sorpassi, continuando a mostrare come gli errori siano dietro l’angolo quando si cercano i limiti di vetture non proprio affinate. Stroll (5,5) spesso va più forte di Seb, ma l’anonimato contraddistingue una stagione plafonata non si capisce bene da cosa.

AlphaTauri – Honda

La scuderia di Faenza chiude un’altra stagione con il punteggio in tripla cifra, con il migliore bottino e posizione nel Costruttori di tutta la sua storia recente. Rispetto allo scorso anno manca la vittoria a Monza, ma nel complesso la scuderia (7) raccoglie buoni risultati. Gasly (7) non si discute e vale la pena chiedersi dove dovrebbe costruire il proprio futuro perché una nuova promozione in Red Bull probabilmente non gioverebbe. Tsunoda (6) ha sicuramente del potenziale, anche se si intuisce la spinta della Honda per averlo in pista, ma in qualche maniera va sgrezzato.

Alpine

L’oggetto misterioso dell’anno 2021 chiude il Costruttori con la quinta posizione. Non male per la scuderia (6) francese, se non fosse l’alternanza di alti e bassi che non sembrano essere in linea con i piani reclamizzati dal team. Bravi comunque a tenere a bada un pilota “difficile” come Alonso (6,5) e a riportarlo sul podio: sul fatto che lo spagnolo non avesse perso il tocco, non avrebbero dovuto esserci dubbi. Solido, anche nel concretizzare la vittoria in Ungheria, il contributo di Ocon (6,5) per cui valgono le stesse domande sul futuro riferite a Gasly.

McLaren – Mercedes

L’unico team che deve fare i conti con un cambiamento tecnico che il congelamento degli aggiornamenti rende piuttosto complicato è anche l’unico che fa doppietta in una stagione. Voto alto meritato dalla scuderia (7,5), anche se nella corsa al terzo posto nel Costruttori smarrisce il passo nell’ultima parte di stagione. Norris (8) dimostra di essere l’investimento giusto per il futuro della scuderia di Woking, mentre Ricciardo (6) conquista sì l’unica vittoria della stagione, ma rimane un grosso punto di domanda, con tanto di voci relative ad un futuro lontano dalla scuderia inglese.

Ferrari

Il terzo posto nel Costruttori rappresenta un buon risultato per la scuderia (7) di Maranello. Troppo poco, però, considerando i seguenti numeri di chi ha “l’obbligo di vincere”, visto che abbiamo visto il secondo anno di fila senza vittorie. I segnali provenienti da Maranello paiono incoraggianti e caotici allo stesso tempo. Sainz jr (7) rappresenta una bella sorpresa per la solidità dei risultati, mentre Leclerc (6,5) incappa in una stagione per cui sono validi i commenti fatti per Vettel più sopra. Attenzione perché la coppia piloti funziona bene in Ferrari, ma bisogna fare in modo che questo potenziale non si sgretoli.

Red Bull – Honda

Secondo posto nel Costruttori e primo nel Piloti per la scuderia (8) di Milton Keynes, che mette assieme delle buone scelte, ma non eguaglia il periodo d’oro della prima metà degli Anni Dieci. Verstappen (8) rappresenta il prodotto su cui Red Bull ha lavorato per anni, pur presentando ancora qualche sbavatura nell’anno del suo primo campionato. Perez (6,5) va inserito nel contesto delle buone scelte, se non altro per la copertura sul compagno di squadra in Turchia e ad Abu Dhabi, nonostante l’efficacia in campionato sia stata a corrente alternata.

Mercedes

Per la prima volta dall’avvento dell’era turbo-ibrida, la scuderia (8) di Brackley trova pane per i propri denti e la risposta tecnica risulta apprezzabile, nonostante qualche giornata piatta dal punto di vista delle strategie. Hamilton (8) incappa in un avversario per certi versi uguale a lui (o meglio, alla versione di inizio carriera) e rispetto agli ultimi anni perde smalto in alcune fasi del campionato. Bottas (6,5) fa quello che ci si aspetta da lui, ma a differenza di Perez risulta più efficacie in campionato e meno nella copertura diretta del proprio compagno di squadra.

Luca Colombo

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