Ayrton Senna test

Ventisei anni fa Ayrton Senna perdeva la vita ad Imola a bordo della sua Williams – Renault. Il brasiliano era alla corte di Sir Frank dopo una lunga parentesi al volante della McLaren. La scelta era stata necessaria per trovare una monoposto competitiva per ambire di nuovo al mondiale. Riavvolgendo il nastro dei ricordi, tra il 1992 e il 1993, troviamo un Ayrton Senna impegnato in due test che sottolineano questa sua irrequietezza sportiva

Due anni prima

Nel 1992 termina il sodalizio vincente tra McLaren e Honda. I giapponesi lasciano la Formula 1 e la scuderia di Ron Dennis si trova improvvisamente senza una fornitura ufficiale per l’anno successivo.

Ayrton sa bene quali siano i rischi di una situazione del genere: trovarsi di nuovo dietro ad una Williams tecnicamente molto più avanzata, per di più arrancando con un motore clienti “spompato”.

Già a metà del 1992 Senna si era offerto alla Williams (e si dice fosse disposto a gareggiare gratuitamente), ma, scegliendo Alain Prost, le porte di Didcot si erano chiuse per il brasiliano.

Come se non bastasse, le varie congiunzioni contrattuali in corso avevano lasciato una sola strada vagamente competitiva per Ayrton: la McLaren.

Test IndyCar

Senna non era molto convinto dell’opzione, tanto che un contratto con la scuderia di Ron Dennis verrà finalizzato solo a metà del 1993, ed aveva pure accarezzato l’idea di concedersi un anno sabbatico.

Nel dicembre del 1992, Ayrton approfitta di un invito dell’amico Emerson Fittipaldi: provare la Penske da IndyCar. Attenzione: Penske è il corrispettivo in IndyCar della Ferrari in Formula 1 e, ai tempi, era una delle monoposto più competitive del lotto.

Emmo e Ayrton sono buoni amici, le relazioni tra McLaren e Penske sono buone e il test, avvolto in una foschia di segretezza, si svolge a Phoenix.

Il teatro della prova è il tracciato di Firebird West, che potremmo definire un kartodromo sotto steroidi. Senna gira a bordo della PC21, segnando tempi interessanti e rimanendo colpito dalla monoposto.

Non è dato sapere se ci fossero e quali fossero i piani da parte di Ayrton per gli USA: del test non se ne farà nulla, perché Senna continuerà con la Formula 1.

McLaren – Lamborghini

Nel 1993 la McLaren MP4/8 disponeva di un propulsore Ford V8 clienti, tra l’altro nemmeno in fornitura ufficiale (che era esclusiva della Benetton). Il propulsore pagava intorno a un centinaio di cavalli rispetto ai migliori in griglia.

Ayrton, nonostante le magie in pista (cinque vittorie su sedici GP), non è soddisfatto. Verso la fine della stagione Ron Dennis “stringe la mano” con Chrysler per una prova in pista una tantum del V12 Lamborghini (all’epoca il marchio italiano era in mano al gruppo Chrysler).

I propulsori Lamborghini, della serie 3512, avevano equipaggiato fino a quel momento scuderie a centro gruppo, come la Larrousse, segnalandosi per la potenza, ma anche per scarsa affidabilità.

Ayrton Senna test
Ayrton Senna in azione all’Estoril con una McLaren MP4/8B opportunamente modificata

Gli uomini di Ron Dennis organizzano un test segreto all’Estoril con Senna e uno a Silverstone con Mika Hakkinen, preparando una MP4/8B modificata per alloggiare il V12 Lamborghini al posto del V8 Ford. Un esercizio tecnico che soltanto una scuderia al vertice come la McLaren poteva permettersi.

I risultati sembrano essere positivi, tanto che Ayrton Senna spinge per correre con il V12 Lamborghini nei GP finali a Suzuka e Adelaide. L’ultima parola spetta a Ron Dennis ed è piuttosto secca: “no”.

Ci sono troppe incognite nell’accordo e il pragmatico Ron Dennis preferisce guardare da un’altra parte, accordandosi per il 1994 con la Peugeot. Ayrton Senna non crede nelle potenzialità del binomio con i francesi ed andrà ad accasarsi con la Williams, che nel 1994 sarà orfana di Alain Prost.

Una legittima domanda

Purtroppo, sappiamo come il destino non sia stato favorevole al rapporto tra il brasiliano e la scuderia di Sir Frank Williams.

Se i test sottolineano una notevole irrequietezza a livello sportivo da parte di Ayrton Senna, contemporaneamente sorge spontanea una domanda: cosa sarebbe stato se Ayrton fosse andato in IndyCar o l’accordo tra McLaren e Lamborghini si fosse ufficializzato?

Sfortunatamente, non lo sapremo mai e non possiamo nemmeno azzardare delle ipotesi.

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Luca Colombo

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