Il Consiglio Mondiale della FIA ha approvato nelle scorse ore una serie di misure volte a salvaguardare il futuro della Formula 1 dopo l'emergenza legata al Covid-19. Con diverse squadre sull'orlo della crisi finanziaria, i già previsti interventi legati a budget cap e sviluppi aerodinamici sono stati ulteriormente accentuati, nell'intento di creare una Formula 1 più economica ed equilibrata in termini di prestazioni tra i team.

IL NUOVO BUDGET CAP

Dal punto di vista prettamente economico, le discussioni sul budget cap erano in atto già da diversi mesi tra le varie scuderie. La crisi globale ha però senza dubbio aiutato i team a trovare un accordo sotto questo aspetto. Via libera dunque al tetto di spesa fissato a 145 milioni di dollari per il 2021, a 140 per l'anno successivo e a 135 milioni per i triennio 2023-2025. Questo nel caso in cui il numero massimo di Gran Premi rimanga fissato a quota 21.

Se, in un primo momento, tale limite non comprendeva voci quali le spese di marketing, gli stipendi dei piloti e dei tre componenti più pagati del team, adesso questo ambito è stato ampliato. Esso comprenderà infatti anche i costi sostenuti per il personale in congedo di maternità e paternità e a quello per malattia, oltre alle prestazioni mediche fornite ai dipendenti del team.

Già da quest'anno entrerà in vigore un nuovo sistema che identificherà gli eventi a porte aperte da quelli a porte chiuse. In questo secondo caso, data l'assenza di pubblico, il personale dei team presente in pista non dovrà superare le 80 unità.

IL BOP AERODINAMICO

Oltre al già annunciato slittamento del nuovo regolamento tecnico dal 2021 al 2022, un ampio elenco di componenti delle vetture sarà congelato da qui al prossimo anno. Tra di essi il telaio, il cambio, le sospensioni e le strutture di assorbimento degli impatti. Inoltre, un nuovo sistema di limitazione degli sviluppi aerodinamici entrerà in vigore a partire dalla prossima stagione, in base al piazzamento ottenuto dal team in quella precedente.

In pratica, il BoP aerodinamico consentirà alla scuderia campione del mondo di usufruire soltanto del 90% delle ore di sviluppo in galleria del vento concesse dal regolamento, in un sistema che andrà invece a "premiare" in maniera progressiva i team meno competitivi. Questo mettendo a disposizione della scuderia che si classificherà in ultima posizione al termine della stagione 2020 un pacchetto pari al 112,5% delle ore previste. La "forbice" si estenderà in maniera considerevole a partire dal 2022, passando dal 70% riservato al team campione al 115% del fanalino di coda.

Queste restrizioni entreranno in vigore in due fasi distinte nel corso della stagione. Nei primi sei mesi del 2021 si terrà in considerazione la classifica scaturita al termine dell'annata 2020. Nella seconda metà del prossimo anno scatterà invece la ripartizione basata sulla graduatoria del campionato Costruttori al 30 Giugno.

Al fine di limitare il downforce e preservare le gomme Pirelli (le cui specifiche saranno le stesse per il terzo anno di fila), dalla prossima stagione le vetture presenteranno dei tagli nella parte del fondo presente davanti alle ruote posteriori. Inoltre, verrà introdotto un aumento del peso minimo delle monoposto da 746 a 749 kg.

LE NOVITA' SULLE POWER UNIT

Altro aspetto importante riguarda i motori. Se nel 2020 le Power Unit utilizzate potranno essere soltanto due (ma solo se non si dovessero svolgere più di 14 Gran Premi), per il biennio 2021-2022 sarà consentito un unico aggiornamento da spendere a inizio stagione. La seconda unità dovrà invece essere identica a quella precedentemente omologata. Questo porterà nei due anni successivi ad un completo congelamento delle unità propulsive. Questo, di fatto, andrà ad azzerare la ricerca con un impatto notevole sui costi di gestione dei motoristi.

Una vera e propria rivoluzione che, per certi versi, cambia il DNA della Formula 1. Da massima espressione della tecnologia e prestazione nel motorsport a realtà che, per salvaguardare il proprio futuro, sarà costretta a subire un ridimensionamento. Il che non equivale, per forza di cose, ad un livello minore di spettacolo in pista, visto che l'intento è anche quello di garantire un maggiore equilibrio tra le forze in campo.

Marco Privitera