Chris Amon

La fortuna è una dea bendata, mentre la sua controparte ci vede benissimo: nel mondo della Formula 1 la sfortuna ha deciso di accanirsi contro un pilota, Chris Amon. Veloce ed ottimo collaudatore, Amon ha raccolto davvero poco in F1 a causa di diversi incredibili episodi. Una frase attribuita a Mario Andretti descrive perfettamente la sfortuna di Amon: “Se facesse il becchino, la gente smetterebbe di morire”.

Il debutto e gli anni in Ferrari

Fin dal suo debutto in F1, avvenuto a Montecarlo nel 1963 con la scuderia di Reg Parnell, la sfortuna lo insegue. Il neozelandese non partecipa alla gara poiché costretto a cedere la vettura a Maurice Trintignant, dopo che la vettura di quest’ultimo ha subito un guasto.

Dopo la vittoria alla 24 ore di Le Mans nel 1966 con il connazionale Bruce Mclaren, Amon è notato da Enzo Ferrari che lo ingaggia come pilota. Alla fine della sua prima stagione con la Rossa, la sfortuna torna di nuovo a colpire. Nel Gran Premio degli Stati Uniti, Amon duella con Jim Clark per la vittoria, ma un problema alla pressione dell’olio lo costringe al ritiro.

Il 1968 si rivela l’anno più sfortunato per Amon. Nel Gran Premio di Spagna, il pilota neozelandese parte dalla pole e domina per 58 giri. Alla tornata successiva si fonde un fusibile, determinando un guasto nell’impianto di pompaggio ed è costretto al ritiro.

In Belgio di nuovo Amon parte dalla pole, ma in gara si trova a rincorrere Surtees per la vittoria. Un sasso danneggia il radiatore e per il pilota arriva un nuovro ritiro. A Monza, all’ottavo giro, viaggia in seconda posizione, quando un errore lo porta ad uscire alla curva di Lesmo. Due settimane dopo, in Canada, va di nuovo in testa alla gara, ma di nuovo si deve ritirare, questa volta per la rottura del cambio.

Dopo la stagione 1968, in cui colleziona solo quattro punti, la sfortuna si presenta di nuovo ad Amon. Barcellona 1969: in testa alla gara deve alzare bandiera bianca per avaria del motore. Lo stesso copione si ripete anche a Montecarlo, dove questa volta si rompe il cambio.

Gli ultimi anni in Formula 1

Quella fu l’ultima stagione con la Ferrari per Amon che corse nel 1970 con la March, ottenendo tre podi. L’anno successivo passa in Matra e la sfortuna torna di nuovo a fare capolino nel famoso Gran Premio d’Italia 1971. Nel momento della volata finale, la visiera del casco di Amon si stacca, costringendo il pilota al ritiro.

Amon corse un’altra stagione con la Matra, cogliendo il podio in Francia nel 1972. L’anno dopo passa in Tecno, senza cogliere risultati degni di nota. Dopo aver provato a correre come pilota-costruttore nel 1974, spende gli ultimi anni della sua carriera in F1 con Ensign.

Amon lascia la F1 detenendo il record negativo di pilota che ha percorso più strada (851,4 km) e più giri (83) al comando senza aver ottenuto la vittoria. Ancora oggi è considerato uno dei piloti più talentuosi a non aver vinto una gara di Formula 1. Amon troverà consolazioni al di fuori dalla F1 con la già citata 24 Ore di le Mans, la 24 Ore di Daytona del 1967 e la vittoria nella Tasman Series nel 1969.

Chiara Zaffarano

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