Alberto Antonini
Alberto Antonini

La puntata 332 di “Circus!”, lo storico talk-show di LiveGP.it, ha visto come ospite Alberto Antonini. Il noto giornalista ci ha parlato del suo nuovo libro dedicato a Sebastian Vettel, ma anche della sua esperienza dalla sala stampa, come inviato di Autosprint, fino a quella di responsabile della comunicazione Ferrari.

Un racconto di chi ha vissuto…due vite. Il punto di vista unico di chi per due decenni ha vissuto la pista, il paddock, la Formula Uno dall’interno. Poi, smessi i panni dell’inviato, si è vestito di Rosso per diventare il capo ufficio stampa della Ferrari. ‘Il salto della siepe‘ come lo chiama lui, per un’esperienza difficile, diversa e incredibilmente intensa. Un scelta che rifarebbe a occhi chiusi, capace di trasformare radicalmente il proprio punto di vista.

SU SEBASTIAN VETTEL

Profondo conoscitore della Formula Uno, Alberto Antonini con una anticipazione del suo libro ‘Vettel. Cavallino senza fili’, rivela un pilota appassionato e studioso della sua storia, che aveva un punto di riferimento solidissimo in Sergio Marchionne: “Un grande campione; ormai ha 34 anni e quando vinci quattro mondiali e dalla Ferrari passi a un team non di primissima fascia come la Racing Point significa che il tuo valore di mercato si è inevitabilmente ridotto” prosegue Antonini. “Anche se è un team in crescita, questo potrebbe ancora essere un anno di transizione. E’ nel 2022 che anche la squadra potrebbe fare un salto di qualità importante. Come ad esempio la Jordan del 1999…’.

Sull’addio al Cavallino di Sebastian, lo stesso Antonini prosegue: “Anche quando era di fatto la prima guida erano state vagliate delle alternative, come è normale, ma è stata in particolare l’ascesa di Leclerc a sconvolgere gli equilibri. Il campione creato in casa ha fatto capire alla squadra che esisteva anche un’altra via, oltre a quella del campione affermato”.

TRA L’ORGASMO E L’INFARTO

Così racconta Alberto Antonini l’esperienza dall’altra parte: “Una scelta che rifarei a occhi chiusi”, ricorda. Il primo contatto una chiamata in Brasile una mattina alle 5, e poi il sonno che ti abbandona per tutto il weekend. E poi i ricordi: “Meravigliose tutte le vittorie, ma che difficile quel Singapore 2017!

“E’ indubbiamente un percorso difficile ma che non puoi ignorare. Sei dentro a quello che succede e ti rendi conto di quanto sia diverso vedere le cose da un altro punto di vista e diventare talvolta l’antipatico’ dovendo tutelare l’immagine della squadra. E’ Il gioco delle parti”.

LAUDA, MANSELL, RAIKKONEN

Eroi in pista, ma campioni anche nelle dichiarazioni. Non necessariamente gran chiacchieroni, ma capaci sempre di regalarti un titolo o uno spunto interessante e un punto di vista curioso: “Niki era il migliore in questo”, ricorda Antonini, “bastava parlarci un minuto, lui parlava 5 lingue ed è sempre stato il migliore in questo, apprezzatissimo da tutti per questa sua attitudine”. Un giornalista lo sa.

LA F1 TRA PANDEMIA E SVOLTA ELETTRICA

Una F1 sicura e modello per altri sport; la bolla contro il covid ha sostanzialmente funzionato e ha dimostrato di saper affrontare la pandemia almeno a livello organizzativo. Per il futuro il modello di business di Liberty Media è sempre più globale, la F1 non può rinnegare la sua stessa natura di campionato del mondo. E poi c’è spazio per le considerazioni su Formula 1 e Formula E: “con l’ibrido la F1 ha fatto un passo per superare la sua tradizione storica di rumore e odore di benzina che tanto piace agli appassionati. Una convergenza tra le due categorie potrà esserci solo che la FE crescerà fino a fare concorrenza alla F1, ma per adesso è ancora presto per osservare uno scenario di questo tipo“.

Stefano De Nicolo’

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