Pernat Marquez

Nonostante le festività Motorbike Circus prosegue e raggiunge quota 253 puntate, l’ultima delle quali è andata in onda proprio ieri, martedì 8 dicembre. L’ospite che ha accolto l’invito di LiveGP.it rappresenta una delle figure di maggiore spicco nel paddock della MotoGP: Carlo Pernat.

La conversazione si è incentrata sui recenti sviluppi del “caso Marquez”, sulle opinabili scelte di Alberto Puig e sul futuro della Honda in MotoGP. Il celebre dirigente sportivo genovese si è anche pronunciato nei riguardi di Andrea Dovizioso, uno dei piloti inseriti nella lista dei probabili sostituti di Marc Marquez nel caso in cui l’otto volte Campione del Mondo dovesse saltare le prime gare della stagione 2021.

IL RECUPERO DEL CABRONCITO: Quali prospettive attendono Marc Marquez?

“Il discorso inerente al recupero di Marquez è delicato, per il momento non ci sono prospettive certe e attendibili. Il problema risiede nel fatto che Marquez stia rischiando di non correre il prossimo anno. È chiaro che quest’ultima operazione sia stata difficile poiché si è trattato di un intervento svolto da cinque medici di differente specializzazione. Non voglio dire che sia stata fatta un’operazione a tappe, però in questo caso ciascun medico ha applicato la propria competenza nell’area dedicata. Inoltre in questi giorni è venuta alla luce l’infezione alla frattura, perciò credo fortemente che la sosta richieda almeno altri sei mesi di convalescenza. Spero che Marquez possa correre nel 2021, ma viste le ultime vicende non darei nulla per scontato.”

COLPE E RESPONSABILITÀ: A chi vanno imputati gli errori nella gestione dell’infortunio?

“Le notizie fornitemi da Emilio Alzamora sottolineano quanto Honda sia preoccupata per il futuro. Credo che la colpa principale sia da attribuire ai medici al 99% siccome ritengo errata la scelta di installare quella placca sperimentale dopo l’incidente di Jerez. È stato commesso un grave errore, dunque c’è l’impressione che si possa procedere per vie legali siccome si tratta di un pilota, Marquez, con quattro anni di contratto dall’alto valore economico di cui uno probabilmente già pagato regolarmente dalla Casa Alata e Repsol in base ai quattordici GP in programma. La stessa Honda ha perso un riferimento perché senza il suo pupillo il Mondiale l’ha visto con il binocolo. Per tali motivi penso che ci saranno strascichi legali nei confronti dell’équipe medica. Se ci fate caso, tra i nomi dell’ultimo intervento chirurgico non c’è quello del Dottor Xavier Mir, proprio colui che spinse per voler installare la placca nel mese di luglio.”

IL RITORNO IN PISTA: Come tornerà in sella l’otto volte iridato?

Penso che al ritorno nelle corse vedremo un Marc Marquez al 90% della propria forma: sarà fermo da quasi un anno ed avrà perso la sensibilità per guidare la RC213V come prima. Anche se sei un fenomeno è complicato ritornare sugli stessi livelli pre-infortunio, ragion per cui Marc dovrà stare molto attento. La situazione è pericolosa e sia Marquez sia Alzamora, storico Manager di famiglia, sono preoccupati.”

SE CI FOSSE STATO IL DOTTOR COSTA: Cosa avrebbe fatto il fondatore della Clinica Mobile?

“Se a gestire l’infortunio ci fosse stato Claudio Costa avrebbe seguito una procedura diversa. Ho parlato con Claudio e mi ha confermato che si sarebbe potuto optare per viti o placche differenti. Conoscendo la persona bisogna ammettere che, oltre ad essere un medico di assoluto livello, abbia sempre lavorato sulla psicologia del pilota mettendolo in condizione di scegliere se proseguire o no il fine settimana di gare. Avendo a che fare con un pilota come Marquez, estremamente determinato a perseguire ogni suo obiettivo a prescindere dalle condizioni, il medico avrebbe dovuto prendere le redini della situazione e fornire delle garanzie al pilota prevedendo ulteriori rischi. L’errore risiede proprio nella placca sperimentale applicata nel primo intervento e fossi stato in Honda e nella famiglia Marquez non avrei mai accettato.”

ALBERTO PUIG – HONDA: Rapporto compromesso o equilibri sotto controllo?

Che Puig sia sui carboni ardenti ne sono certo, però sostituirlo non sarà facile. È chiaro che la sua politica sia stata incomprensibile a partire dal passaggio di Alex Marquez da Honda Repsol a Honda LCR senza aver corso nemmeno una gara, per poi inserire nella squadra di punta Pol Espargaró che, almeno fino ad oggi, non ha vinto niente in MotoGP. Personalmente e momentaneamente le reputo scelte sbagliate.”

HRC SENZA MARQUEZ: Si potrebbe puntare al Mondiale 2021?

“Ritengo la RC213V una moto più semplice rispetto alla stessa utilizzata da Marc Marquez fino a Jerez. Le prove arrivano dalla crescita di Nakagami ed Alex Marquez nel finale di stagione e ciò conferma il lavoro di semplificazione obbligato dall’assenza del pilota di punta HRC. In base a ciò si potrebbe pensare che la moto sia diventata guidabile persino per Pol Espargaró, mai salito in sella ad una Honda, anche se ho dei dubbi sull’efficacia della formazione 2021. Potrei essere smentito senza dubbi siccome il livello delle moto è equilibrato tanto da consentire ai piloti che corrono con squadre clienti di lottare per il titolo. Anni fa ciò non era possibile.”

DOVIZIOSO E HONDA DI NUOVO INSIEME: Quali sono le probabili condizioni?

Se fossi il manager della Honda per avere Dovizioso spingerei verso un contratto biennale che potrebbe stimolare il forlivese, al quale proporrei un’opzione da pilota ufficiale ed una da collaudatore per una durata complessiva di due anni. Questo è l’unico modo per riaccendere la passione del “Dovi”. In caso contrario, secondo me, non accetterebbe un contratto che preveda il solo ruolo di sostituto di Marc Marquez.”

Matteo Pittaccio

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