wtcr marrakech

Con un ritardo cinque mesi sul programma originale, il FIA World Touring Car Cup (WTCR) si prepara per scattare dall’autodromo di Zolder. Ebbene si, il tracciato belga inaugurerà un calendario che è stato rivoluzionato in continuazione da marzo alla settimana scorsa. Il Mondale turismo si appresta a regalarci grande spettacolo ed allontanare le ombre di un futuro che non sembra molto roseo.

Come già annunciato, il campionato scatterà da Zolder e non dall’impianto austriaco del Salzburgring, tracciato che all’ultimo ha rinunciato alla manifestazione. Successivamente ci si sposterà al Nürburgring (26-27 settembre), Slovakia Ring (10-11 ottobre), Hungaroring (17-18 ottobre), Aragon (31-1 novembre) ed Adria (14-15 novembre). Contro ogni pronostico il WTCR torna in Italia dopo 3 anni dall’ultima edizione volta quando, a Monza, si corse una prova del WTCC. Saltano tutte le prove asiatiche di Sepang, Ningbo, Inje, Suzuka e sopratutto Macau, la mitica prova tra i muri del Guia Circuit.

Alcuni cambi di format e di regolamento

Al fine di abbassare i costi il WTCR ha deciso di modificare il format dei week-end e di abolire per alcune tappe la terza gara. Ad inizio 2020 l’idea era quella di disputare ad ogni manifestazione solo due competizioni, ma l’emergenza sanitaria ha reso necessario un cambiamento. Al fine di garantire un numero ragionevole di corse, si è deciso infatti di introdurre la terza prova in tutte le location ad eccezione di Zolder e del Nürburgring.

Il regolamento invece, per sviare alla carenza di auto, è stato modificato e permette ad una squadra di iscrivere anche una sola macchina. L’obbligo, vigente fino a metà di questo, prevedeva infatti che ogni team doveva presentarsi al via con due vetture, una limite invalicabile per molte realtà. Ricordiamo che, senza questa norma, il WTCR rischiava di svolgersi con solo 16 auto al via, un numero molto esiguo rispetto alle 28 del 2019.

I pretendenti al successo

Saranno 20 i partecipanti alla terza edizione del FIA WTCR. Honda, Hyundai, Cupra, Audi, Lynk & Co ed Alfa Romeo sono le case rappresentate, ufficiali o gestite da formazioni private. La vettura da battere è senza dubbio la Hyundai. La casa coreana ha infatti conquistato le due edizioni del WTCR: la prima con il nostro Gabriele Tarquini e la seconda con l’ungherese Norbert Michelisz.

I due saranno riproposti al via del campionato con le i30 N TCR del BRC Hyundai N LUKOIL Squadra Corse (ufficiali) insieme all’olandese Nicky Catsburg ed al tedesco Luca Engstler. Quest’ultimo, figlio dell’ex pilota Franz, correrà con la propria squadra come compagno di box del già citato Catsburg, personaggio che alterna il Mondiale turismo con le competizioni GT. Non ci sarà Augusto Farfus, impegnato nel 2021 su altri fronti con BMW. Per Engstler, subentrato per la prima volta al posto del brasiliano in occasione della tappa di Macau del 2019, si tratta dell’esordio a tempo pieno nel WTCR dopo i titoli nel TCR  Middle East e nel TCR Asia.

Ad inseguire il marchio coreano ci penseranno i giapponesi della Honda. Il costruttore nipponico si affida a quattro Honda Civic Type R per puntare ad un titolo che nel 2019 svanì nell’ultima indimenticabile corsa. L’argentino Esteban Guerrieri, vice campione del WTCR, si prepara a dare battaglia insieme al connazionale Nestor Girolami. Non dimentichiamoci anche dell’espertissimo portoghese Tiago Monteiro e l’ungherese Attila Tassi.

Tra i favoriti è doveroso menzionare i cinesi di Lynk & Co. Il Cyan Racing, squadra svedese, prosegue l’impegno nel WTCR con il marchio asiatico che lo scorso anno si impose nella classifica costruttori. Tra i piloti spicca l’assenza di Andy Priaulx. Il britannico, tre volte campione del WTCC, non parteciperà alla stagione per concentrasi sullo sviluppo della carriera del figlio Seb, impegnato al momento con una Mustang GT4 nell’IMSA Michelin Pilot Challenge. Al posto del forte pilota inglese vi sarà Santiago Urrutia. L’uruguaiano, terzo nell’European TCR nel 2019, debutta nel Mondiale con una delle quattro Lynk & Co. Sono invece confermati lo svedese Thed Björk (campione 2017 del WTCC) ed i francesi Yann Ehrlacher e la leggenda di Yvan Muller. Quest’ultimo insegue il primo trofeo WTCR, un corona che si aggiungerebbe ai 4 titoli WTCC ed alle altre infinite coppe presenti nella bacheca del transalpino.

Cupra ed Audi ci credono, la Giulietta torna in gioco

Cupra, Audi ed Alfa Romeo sono le possibili sorprese in un campionato che vede le tre case ufficiali leggermente favorite rispetto a questi team semi-ufficiali. La prima auto da prendere in considerazione è la Cupra, in pista con la nuovissima Leon Competición. Il nuovo gioiello della casa iberica debutta questo week-end nel WTCR con i colori del Zengő Motorsport. La squadra magiara, oltre agli ungheresi Gábor Kismarty-Lechne e Bence Boldizs, iscrive lo spagnolo Mikel Azcona. Quest’ultimo è un’importante outsider nella lotta al campionato, un pilota che può senza dubbio dire la sua.

Sarà invece il Comtoyou Racing a rappresentare l’Audi con tre RS 3 LMS. I belga Gilles Magnus, il francese Nathanaël Berthon e l’olandese Tom Coronel sono pronti a dare spettacolo in orbita ad una squadra che ha dovuto, in un qualche modo, prendere il posto di WRT. La principale squadra cliente di Audi ha infatti rinunciato al WTCR per spostare maggiori risorse in altri campionati. Chi ne ha fatte le spese è Jean-Karl Vernay. Il francese ha trovato comunque una sistemazione per il 2020.

Vernay parteciperà infatti al WTCR con il Team Mulsanne, l’équipe che porterà in pista l’unica Alfa Romeo Giulietta del gruppo. L’impegno della casa italiana, seppur in veste non ufficiale, non era previsto per questo campionato. Il cambio di rotta è arrivato a pochi mesi fa quando, il nuovo calendario tutto europeo, permetteva di correre senza dover raggiungere dei costi esorbitanti.

Appuntamento a partire da venerdì per il primo round del WTCR 2020!

Luca Pellegrini

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