Non capita tutti i giorni di poter avere l'opportunità di intervistare un campione del mondo, capace di stabilire il nuovo record di vittorie nel Mondiale Superbike grazie all'incredibile sequenza di successi colti in sella alla Kawasaki. Ma nell'hospitality del team allestita nel paddock di Misano abbiamo avuto l'opportunità di incontrare il tre volte iridato Jonathan Rea. Con lui abbiamo parlato del weekend in terra romagnola, della sua strategia nella seconda parte di campionato, ma anche della prossima 8 ore di Suzuka che disputerà insieme ad Haslam e Watanabe. Ne è uscita una chiacchierata interessante, con tanti spunti sul futuro del Mondiale e sul...seguito della dinastia Rea.

Johnny, nel 2009 hai vinto qui la tua prima gara in Superbike. Nove anni dopo sei ancora qui…

Quando dici nove anni sembra essere passato molto tempo. Sono entrato in Superbike molto giovane, avevo 21 anni all’epoca. Nove anni non sembrano così tanti, non sono vecchio! Ho avuto tanti momenti buoni ed altri meno buoni. E’ stato bello e speciale vincere la mia prima gara qui, anche perché è stata una bella battaglia con Haga e Fabrizio e quindi ho dei bei ricordi.

Sei arrivato nel 2008, ultima gara della stagione, “scambiando” la moto con Kenan Sofuoglu.

Sì, sono entrato a Portimao, quella gara è servita a darmi la prima “infarinatura” della Superbike e sono anche arrivato quarto. L’anno seguente è stato difficile perché la moto non era molto competitiva, ma è stato comunque un periodo importante. La prima stagione, se non ricordo male, ho chiuso quinto, poi quarto. Ho avuto degli infortuni ma generalmente ho sempre finito nella top 5. Nel 2011 mi sono rotto il polso e nel 2013 il femore…

Infatti, quest’ultimo infortunio accadde al Norburgring. Ci incontrammo per la prima volta alla presentazione del team Honda a Verona (gennaio 2014) e ti chiesi come stesse la tua gamba…

Sì, mi ricordo bene, era il gennaio 2014.

Eri in squadra con Leon Haslam… e quest’anno avrai ancora Leon come compagno alla 8 ore di Suzuka

Sì, quest’anno sarò ancora in squadra con lui in questa gara molto importante.

Parlando proprio di 8 ore di Suzuka…porterai in Giappone anche il tuo team. Cosa significa per te?

Significa tanto per me. Pere ed Oriol Pallares, il mio capo meccanico, verranno con me. Quando ho parlato con Kawasaki di Suzuka volevano il massimo impegno, ma ci vuole tempo durante la stagione. Negli scorsi anni non c’era mai stata l’occasione giusta per fare questa gara. Ora c’è l’occasione giusta ed anche il programma lo permette. Settimana prossima volerò a Suzuka per i test ufficiali, ma sarà molto difficile trovare un volo diretto da Misano a Nagoya. La moto è molto veloce e spero che il test andrà bene per essere poi pronti per la gara.

Ne hai già vinta una di 8 ore di Suzka, l’obiettivo è vincere anche questa?

Il minimo è salire sul podio, ma il target vero è vincerla un’altra volta. Sarà difficile per la presenza di tante case ufficiali (Suzuki, Honda, Yamaha), dobbiamo essere forti per salire sul podio, ma vedremo… In una gara di 8 ore tutto può succedere, non sempre il più veloce vince, devi essere intelligente e devo ricordarmelo perché sarà una gara difficile con tanti piloti veloci ed anche tanti più lenti. Devi essere concentrato per ogni stint di gara.

Quest’anno tanti piloti del Mondiale Superbike prenderanno parte a questa 8 ore: tu, Camier, Lowes, Van Der Mark, ma anche Canepa. Sarà una gara difficile, ma anche divertente immagino…

Sì, sarà difficile perché oltre a noi del Mondiale Superbike ci saranno anche piloti della MotoGP, del campionato giapponese e tanti altri piloti veloci.

Parlando di questo Mondiale…hai 75 punti di vantaggio su Davies: significa che puoi “gestire” più facilmente la seconda parte di stagione?

Dipende da come andrà a finire questo weekend. L’obiettivo è uscire da Misano con un vantaggio ancora maggiore rispetto al secondo per poi pensare a come gestire gli ultimi 4 round della stagione. In 4 round (8 gare) tutto può succedere, ma sicuramente è più facile gestire il campionato quando hai un bel gap di vantaggio, piuttosto che quando devi inseguire un altro pilota. Abbiamo un buon vantaggio in campionato ma non voglio iniziare a parlare di strategie fino a che non vedo a che punto sarò dopo questo weekend prima delle vacanze estive.

Credi che alla fine andrete in Argentina?

Sì ho sentito che andremo, ho saputo che il team ha già preso i voli per i meccanici ed il personale…

Anche se le strutture non sono ancora state completate?

Sappiamo che le strutture non sono state completate, ma sappiamo che almeno c’è un Medical Center, ci saranno box temporanei ed il circuito sarà pronto, questo è quello che ci hanno detto. Dorna avrà sicuramente più informazioni di noi sulla situazione attuale del tracciato.

Che cosa significa per te essere il primo pilota ad aver battuto il record di Fogarty di 59 vittorie?

E’ una bella cosa! Carl è stato, o meglio, è ancora una Leggenda della Superbike. Superare il suo numero di vittorie è un grande traguardo nella mia carriera. Io continuo a lavorare per portare il record sempre più in alto, così che nessuno possa batterlo (ride).

Sei stato il primo a batterlo e quel record resisteva dal 1999…ci credi?

Fogarty era come un Dio, un idolo della Superbike ed ha dominato così tanto con Ducati nella sua carriera. Sicuramente i record sono fatti per essere battuti, ma il mio resterà per tanto tempo.

Ultima domanda… vedremo un giorno la dinastia Rea in Superbike continuare attraverso i tuoi figli?

Non lo so, dipende da loro. Preferirei di no ad essere sincero, perché mi piace la vita normale, tranquilla rispetto alla vita in pista. Vedremo, ma ripeto che dipende da loro. Se vogliono rischiare sicuramente li supporterò. Per me è più facile stare a casa a fare vita di famiglia e godermi il relax. Questa settimana ho insegnato loro a nuotare in piscina. Magari sarò ancora qui tra 20 anni…

In ogni caso hanno un buon maestro…

Sì, grazie…

 

Da Misano – Marco Pezzoni @marcopezz2387

 

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