Con la vittoria di gara-1 ed il contemporaneo quinto posto di Chaz Davies, Jonathan Rea chiude ogni discorso nel Mondiale Superbike, calando il poker d’assi consecutivo e festeggiando alla Valentino Rossi un traguardo sognato e finalmente raggiunto, grazie anche ad una squadra ed una moto fantastiche che gli hanno permesso tutto questo. Andando ad aggiornare quanto raggiunto un anno fa con la conquista del terzo titolo consecutivo, grazie al quale Johhny era già entrato nella storia come primo pilota a centrare tre mondiali di fila, il 2018 si chiude con la prima manche nella quale Rea va oltre quanto ottenuto nel 2017, centrando il titolo numero 4 della sua carriera ed eguagliando nientemeno che Carl Fogarty in vetta alla classifica all time dei plurititolati nel Mondiale delle derivate di serie.

Se (come detto da Pere Riba in un’intervista rilasciata su Radio LiveGP prima della tappa di Jerez di non più tardi di due anni fa) il primo titolo era un sogno, il quarto centrato oggi è qualcosa che va oltre l’immaginazione per un pilota che, arrivato in Kawasaki nel 2015, non si è mai fermato nel fare incetta di gare e mondiali. 

Sono 52 infatti le gare vinte da Johnny sulla verdona in 99 manche disputate con la Casa di Akashi, della quale ormai rappresenta l’uomo simbolo, attorno al quale gira tutto lo sviluppo anche delle Superbike stradali della casa giapponese. Un po’ come succedeva con Bayliss negli anni in cui era una vera e propria bandiera per Ducati nel Mondo.

Con 125 punti ancora disponibili, Johhny ha ancora la possibilità di ritoccare il suo record di vittorie in stagione. Stagione che, lo ricordiamo, è partita con la rivoluzione regolamentare dei giri motore in meno a Kawasaki (soprattutto) per cercare di porre un freno al dominio del pilota nordirlandese.

Tattica che in Dorna non è riuscita, visto il risultato finale che dà ancora Jonathan Rea sul tetto del mondo del Mondiale Superbike con 13 vittorie su 21 manche fin qui disputate e l’impressionante serie di 6 successi consecutivi tra Laguna Seca e Portimao che gli hanno permesso di accumulare il vantaggio necessario, grazie anche agli infortuni di Davies, per arrivare a Magny Cours e chiudere i conti.

Ebbene sì, il “poco carismatico” Jonathan Rea (cit. Dorna) ha smascherato Dorna stessa, vincendo il quarto mondiale consecutivo e dando la spallata definitiva agli organizzatori del campionato, vincendo con una moto tecnicamente “azzoppata” dei giri motore ma che in realtà si è rivelata una carta estremamente vincente ed affidabile nelle mani del Cannibale.

E Johnny è arrivato laddove un mostro come Bayliss non era riuscito, ovvero eguagliando e addirittura superando il record di vittorie di Fogarty che restava intatto da quasi 20 anni, cioè dal 1999, anno del quarto ed ultimo mondiale di King Carl prima di passare il testimone a Troy Bayliss.

Il 2019 è ormai dietro l’angolo. Kawasaki ha già pronta la moto per la prossima stagione nata grazie alle indicazioni preziose di Jonathan Rea. Gli avversari dovranno anch’essi affilare le armi, altrimenti sarà dura per tutti fermare questo Cannibale lanciato verso traguardi sempre più alti.

Marco Pezzoni – @marcopezz2387

 

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