Test Wrc

Dopo la notizia del rinvio dei Rally del Portogallo e di Sardegna, con l’imminente procedimento probabilmente applicato anche al Safari nei prossimi giorni, arrivano altre limitazioni per il mondo del WRC.

Il consiglio mondiale della FIA ha infatti approvato un procedimento che recita la sospensione temporanea dei test per tutti i team partecipanti al Mondiale Rally. Una decisione apparentemente scontata per tutto quello che sta accadendo nel mondo a causa della pandemia da Covid-19, ma che non ha alla base solamente ragioni sanitarie.

Stando a quanto riportato dalla riunione di ieri, il provvedimento sarebbe stato infatti istituito anche per evitare iniquità tra i team. Secondo i responsabili della Federazione si è quindi voluto evitare che qualche squadra ne approfittasse, magari per norme meno restrittive in alcune paesi rispetto ad altri, di procedere nel loro consueto lavoro di sviluppo sulle vetture. Viene subito in mente la vicenda riguardante la Toyota, che nonostante uno scenario globale sempre più stringente, ha proseguito con i test sulla Yaris del 2021 nelle scorse settimane. Ora non solo saranno vietate le prove sulle vetture dell’anno venturo, ma anche per quelle partecipanti all’attuale campionato per un blocco ormai inevitabile che sta colpendo tutto il mondo dello sport.

Una situazione che vedrà quindi fermi tutti i team almeno fino al 31 maggio, in attesa di capire se e come si potrà procedere con la restante parte di stagione. Bisogna infatti ricordare che il WRC ha già disputato tre dei suoi round in calendario nei primi mesi dell’anno, a differenza di tutti i campionati automobilistici internazionali.

Ecco le dichiarazioni contenute nel comunicato ufficiale della FIA:

“Questa misura a breve termine è stata proposta al fine di prevenire le disuguaglianze tra le squadre di produttori WRC in merito alla loro capacità di condurre test alla luce della pandemia globale di Covid-19 in corso e delle diverse restrizioni che si applicano nei diversi paesi.

La sospensione delle prove deve durare fino al 31 maggio 2020 o fino a quando il dipartimento Rally della FIA non può confermare che le misure locali confermano la pari opportunità per tutte le squadre di produttori registrate di provare.”

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Alessio Sambruna

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