WEC

Success handicap, secondi su secondi accumulati al giro e restrizioni sull’ibrido. Questa volta, dopo la vittoria di Rebellion a Shanghai, non è servito niente di tutto ciò per fermare le Toyota Ts050 Hybrid. Le vetture nipponiche hanno conquistato una sonora doppietta nella 8 Ore del Bahrain, tornando a fare la voce grossa sotto i fari artificiali del tracciato di Shakir.




Eppure, anche in questo giro di boa della seconda super season della stagione del Wec, l’impressione è che la supremazia dei giapponesi fosse in pericolo. A dimostrarlo, gli ottimi tempi di Rebellion e Ginetta, confermati nelle qualifiche con la prima fila monopolizzata dai prototipi Lmp1 non ibridi. Il tutto insieme ad una difficoltà palese delle Toyota di difendersi sul dritto a causa delle pesanti, ed anche eccessive per certi punti di vista, restrizioni regolamentari. Problemi da togliere il sonno agli uomini del Gazoo Racing Team, in gran parte risolti – però – dall’harakiri in “famiglia” andato in scena in curva 1 subito dopo la partenza. Robertson con la Ginetta #5 ha infatti commesso un errore difficilmente giustificabile in una gara di durata, costringendo al testacoda (con relativo contatto) anche la Rebellion #1 di Bruno Senna che partiva dalla prima fila.

La storia per la vittoria assoluta si può sintetizzare in queste poche righe, perché da lì in poi la Toyota #7 ha preso il largo mantenendolo fin sotto la bandiera a scacchi. Kobayashi-Conway-Lopez non hanno quindi avuto particolari problemi a mettersi dietro i compagni di squadra Nakajima-Buemi-Hartley, anch’essi coinvolti nei fatti del primo giro. Si spiega cosi’ il distacco di quasi un giro al traguardo, che comunque non ha negato al team del Sol Levante la doppietta. Hanno chiuso il podio in rimonta, ma con ben altre aspettative dopo il successo cinese, Senna-Menezes-Nato con la Rebellion #1. Detto della partenza disastrosa delle Ginetta, la loro corsa non è proseguita certamente in modo migliore. Entrambe sono state infatti costrette al ritiro, confermando anche una gestione delle gomme non ottimale.

Gloria in chiave assoluta, quindi, per i mattatori in classe Lmp2. Stiamo parlando degli uomini del team United Autosports, che con Di Resta-Albuquerque-Hanson hanno finalizzato un weekend ai limiti della perfezione con pole e vittoria sotto la sapiente guida di Zak Brown. Niente da fare per Jota Sport con Gonzalez-Da Costa-Davidoson, tornati comunque su buoni livelli, e il team Jackie Chan, terzo alla fine con Tung-Aubrey-Stevens. Bella rimonta per il team G-Drive fino al quarto posto, nella loro gara di rientro nel Wec, mentre non è andata come previsto la trasferta degli olandesi del team Nederlands. Giunti in Bahrain da leader di campionato, i tre orange non sono andati oltre sesta posizione di classe.

L’unica classe avvincente fin sotto la bandiera a scacchi avrebbe potuto essere la Gte-Pro. Usare il condizionale è d’obbligo, perché la bellissima bagarre tra l’Aston Martin di Sorensen-Thiim e la Ferrari di Rigon-Molina è stata letteralmente rovinata da uno stop and go di difficile comprensione proprio alla 488 #71. I due sono stati infatti rallentati da una penalità per aver fatto pattinare le gomme posteriori ad una ripartenza dal pit stop, senza aver di fatto guadagnato nulla o commesso alcuna infrazione evidenti. I commissari sportivi l’hanno evidentemente interpretata in modo diverso, costringendo la vettura italiana alla seconda posizione in quella che era già stato un duello da far acquolina in bocca in vista del finale. Podio completato dall’altra Aston di Lynn-Martin, che ha preceduto la seconda Ferrari di Calado-Pier Guidi, anch’essi protagonisti di un apprezzabile confronto. Debacle invece per le Porsche, solo quinta e sesta, dopo aver visto entrambe le 911 rallentate da problemi tecnici nel giro di dieci minuti.

La casa tedesca si è parzialmente rifatta in Gte-Am, dove a trionfare è stata la vettura del team Project 1 di Bleekemolen-ten Voorde-Keating in una gara in cui la vittoria non è mai stata messa in discussione. Seconda l’Aston di Gunn-Turner-Dalla Lana nonostante una partenza dalle retrovie. Chiude il podio, seppur penalizzata per un contatto con la Ferrari #54, la Porsche #86 della Gulf Racing condotta da Watson-Wanwright-Barker, proprio davanti alla Ferrari di Af.

Ora anche per il Wec sarà tempo di pausa, dato che il prossimo round della super season andrà in scena sul tracciato di Austin nel weekend del 23 febbraio.

Alessio Sambruna

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