WEC

Con la 8h del Bahrain dello scorso 14 novembre si è chiusa l’edizione 2020 del FIA World Endurance Championship (WEC). La stagione più lunga della storia della serie si chiude con un nuovo successo da parte di Toyota,  sigillo che conclude un ciclo storico importantissimo per il Mondiale endurance. Aston Martin festeggia in GTE PRO, mentre United Autosport domina nel trofeo riservato alle LMP2.

L’inglese Mike Conway, il giapponese Kamui Kobayashi e l’argentino Jose Maria Lopez sono i nuovi campioni del mondo piloti in LMP1 Gli alfieri della Toyota #7 strappano ai ‘rivali’ della gemella #8 il titolo, ma non riescono a conquistare la 24h di Le Mans.

La classica francese non è mai stata messa in discussione ed è finita nella ricca bacheca della Toyota TS050 – Hybrid #8. Lo svizzero Sébastien Buemi, il giapponese Kazuki Nakajima ed il neozelandese Brendon Hartley hanno cercato di insidiare i compagni di box nell’ultima decisiva prova, ma la missione non è riuscita.

Rebellion Racing ha cercato di impensierire la casa giapponese con il brasiliano Bruno Senna, l’americano Gustavo Menezes ed il francese Norman Nato. La compagine elvetica, svantaggiata in partenza perché di fatto appartenente ad un altra categoria, ha vinto a ‘tavolino’ la 4h di Shanghai e la 6h del COTA, competizioni in cui le due Toyota sono state oltremodo limitate dall’EoT, il sistema che avrebbe dovuto garantire la compensazione delle prestazioni. Rebellion, mai in gioco a Le Mans, lascia gli impegni sportivi al termine del 2020, dopo anni di onorata carriera in tutto il mondo.

WEC EoT: qualcosa non va

Per cercare di non avere una classe con due auto, le Toyota, gli organizzatori del Mondiale Endurance hanno introdotto l’EoT (Equivalence of Technology). Questo sistema di compensazione delle prestazioni, paragonabile al BoP delle GT per intenderci, ha completamente mancato tutti gli obiettivi ed ha determinato in più occasioni il vincitore a tavolino prima di ogni evento. Toyota e Rebellion, insieme alla Ginetta, avrebbero dovuto contendersi il Mondiale ad armi pari, ma così non è mai stato.

Ogni competizione ha avuto un vincitore differente ad ogni gara per il semplice motivo che i diretti rivali avevano una potenza nettamente superiore. Chi si imponeva in una prova era dunque condannato a perdere la successiva per un’assurda regola che avrebbe dovuto assicurare lo spettacolo.

L’inferiorità di Rebellion e l’assenza di Ginetta, out per motivi propri, ci hanno portato all’ultima corsa del 2020 con due auto nella classe regina: le Toyota.

Addio LMP1, benvenute hypercar?

Con la chiusura del FIA WEC il mondo del motorsport saluta le storiche LMP1. Dal 2021 tutto è pronto per accogliere le Hypercar, nuova classe che di fatto rimpiazzerà le attuali regine dell’endurance. La casa giapponese, Glickenhaus e ByKolles sono le tre squadre che hanno assicurato la propria presenza per il prossimo anno, squadra a cui si aggiungerà Peugeot.

Il WEC può rinascere con questa nuova formula che dal 2022/2023 verrà affiancata dalle LMDh, realtà che, insieme alle hypercar, sarà eleggibile contemporaneamente nell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship e nel FIA WEC.

Le possibilità di vedere Mondiale con una classe regina degna del proprio nome si dovrebbe concretizzare nei prossimi anni. Il 2021 resta però una vera incognita visto che, fino a prova contraria, l’unico costruttore ufficiale sarà Toyota, situazione che ricalca l’attuale.

United su tutti

United Autosport regna in LMP2 al termine delle otto prove del FIA WEC 2019/2020. Dopo il ritiro in occasione della 4h di Silverstone, disputata nel settembre 2019, la stagione dell’Oreca #22 è cambiata dalla 6h del Fuji, secondo atto del campionato.

Dal giappone alla 24h di Le Mans abbiamo assistito ad un continuo filotto di podi composto da  nsei corse consecutive. Dopo la parentesi asiatica con due terzi posti, la cavalcata verso il Mondiale si è concretizzata a partire dal dicembre 2019. L’8h del Bahrain, la 6h del COTA, la 6h di Spa-Francorchamps e la 24h Le Mans sono stati i quattro sigilli consecutivi che hanno incoronato il portoghese Filipe Albuquerque ed il britannico Phil Hanson campioni.

La coppia sostenuta per tutto l’anno ad eccezione della 6h del Fuji dallo scozzese Paul di Resta, ha completato l’anno con un quarto posto dopo aver messo in bacheca, per la prima volta nella storia, la leggendaria 24h di Le Mans.

United Autosport, nel WEC come nell’ELMS, ha dominato la scena grazie ad una formazione perfetta ed a tre piloti difficilmente battibili. Il prossimo anno la musica potrebbe cambiare visto che Hanson diventerà un Gold driver e da regolamento non potrà più affiancare Di Resta o Albuquerque, piloti considerati Platinum.

Ottima stagione per le Oreca di Jota Sport con Roberto Gonzalez/Antonio Felix Da Costa/Anthony Davidson #38 e per la vettura del DC Racing di Ho-Pin Tung/Gabriel Aubry/Will Stevens #38. Deludente prestazione per Alpine con Thomas Laurent/André Negrão/Pierre Ragues #36, auto da cui ci si attendeva molto di più.

WEC LMP2 meno potenti in arrivo

Per evitare che gli attuali modelli potessero beffare le nuove Hypercar, dal 2021 le LMP2 subiranno una riduzione di potenza. Oreca, Ligier e Dallara, costruttori che al momento sono impegnati tra ELMS, WEC, IMSA ed ALMS, sono pronte per darsi battaglia per i circuiti di tutto il mondo anche se la differenza tra i tre è sempre più netta. La LMP2 italiana non tiene infatti il passo di Ligier e sopratutto di Oreca, la migliore del lotto.

La categoria è una una delle più interessanti del panorama endurance. Il problema, anche qui, è legato al WEC che, ad eccezione di Le Mans, vanta nel proprio gruppo una media di 8-9 elementi. Una griglia abbastanza povera se paragonata alle venti LMP2 che popolano regolarmente l’European Le Mans Series. I costi per supportare un Mondiale sono alti e purtroppo per molte squadre non conviene.

Aston Party in GTE

Aston Martin ha letteralmente dominato la classe GTE PRO e per un soffio non ha siglato anche la categoria Am. Dopo una stagione di ‘rodaggio’, la nuova Vantage AMR ha dominato la scena ed ha monopolizzato la prova più importante: la 24h di Le Mans.

Marco Sørensen e Nicki Thiim ha vinto per la seconda volta il Mondiale con cinque podi complessivi e tre successi. Il ‘treno danese’ ha gestito il finale di stagione dopo uno splendido terzo posto alla 24h di Le Mans, vinta dalla gemella #97 del britannico Alexander Lynn e del belga Maxime Martin.

Quest’ultimo, supportato dall’inglese Richard Westbrook nel final round in seguito alla positività di Lynn, completa al secondo posto il Mondiale grazie al ritiro della Ferrari #51 di James Calado. La Rossa ha faticato nel championship decider dopo aver dato spettacolo a Le Mans. La 488 GTE si è difesa ed è riuscita a distinguersi con una bellissima annata, contesa fino alla fine con l’inglese Calado. Non citiamo il nostro Alessandro Pier Guidi, assente dall’ultima prova per la concomitanza con il GT World Challenge.

Inizia e si conclude nel migliore dei modi il campionato per Porsche. Il nostro Gianmaria Bruni e l’austriaco e l’austriaco Richard Lietz #91 hanno siglato l’opening round di Silverstone, mentre la gemella #92 si è affermata nella piovosa 6h di Spa-Francorchamps e nella 8h conclusiva.

WEC GTE: qualcosa non quadra, il futuro è tutto da vivere

Il Balance of Performance si è rivelato il grande protagonista in una stagione che ha mostrato una classe in seria difficoltà per il futuro. Il primo protagonista tanto discusso è il BoP. Quest’ultimo, come il già citato EoT, dovrebbe garantire delle prestazioni simili tra le vetture. Lo spettacolo nella GTE PRO non è mancato, ma le discussioni come sempre sono presenti. Al termine del campionato non c’è stata infatti una corsa in cui tutti e sei i contendenti per il campionato hanno potuto lottare ad armi pari.

Il secondo personaggio mancato sono i costruttori che in un futuro potrebbero stancarsi di questa situazione. L’abbandono di Ford nel 2019 ha lasciato solo sei vetture in griglia ed al momento anche Aston Martin potrebbe ridurre in futuro il proprio impegno per dedicare più risorse su altri obiettivi.

Ferrari e Porsche dovrebbero mantenere il proprio programma nel Mondiale, ma non basta. Come in IMSA, del resto, la situazione delle GTE non è delle migliori ed il futuro è sempre più incerto. Le GT3 bussano alle porte, ma questa opzione appare respinta, al momento, da ACO che vorrebbe tenere in pista le attuali regine delle GT.

GTE Am, Ferrari vince il titolo

Nell’ultima decisiva 8h araba la Ferrari #83 di AF Corse vince il titolo GTE Am al termine di una bellissima lotta contro l’Aston Martin #90 di TF Sport. François Perrodo/Emmanuel Collard/Nicklas Nielsen sono riusciti nel championship decider a beffare Salih Yoluc/Charles Eastwood/Jonathan Adam, a segno nella 24h di Le Mans.

La stagione è iniziata nel migliore dei modi per la Rossa che ha vinto la 4h di Silverstone 2019. Dal secondo appuntamento, corso al Fuji, è iniziato il dominio da parte del famoso brand britannico.

TF Sport, squadra privata al debutto nel Mondiale, si è affermata in Giappone prima di ripetersi in Cina e COTA. A pesare nella classifica è stata la squalifica rimediata nella 8h del Bahrain 2019, corsa che ha cambiato le sorti del Mondiale.

Dopo l’emergenza sanitaria il WEC si è spostato a Spa, tappa in cui AF Corse #83 si è imposta ed ha ripreso le redini del campionato. Il primato è durato ben poco con TF Sport che ha riconquistato la leadership al termine di una storica affermazione a Le Mans.

Con il favore del pronostico, Salih Yoluc/Charles Eastwood/Jonathan Adam erano pronti a difendersi in quel lo scorso 14 dicembre dai possibili attacchi della Ferrari #83. La stagione si è decisa ad a 60 minuti dalla conclusione quando, in seguito ad un problema ai freni, l’Aston #90 ha dovuto sostenere una sosta extra che ha tolto ogni possibilità di vincere il titolo.

Ottimo campionato anche per l’Aston ufficiale #98 di Dalla Lana/Ross Gunn, in lotta fino alle ultime battute per vincere la 24h di Le Mans. Deludente stagione per le Porsche. Le auto di Proton e le due 911 RSR di Project 1 hanno faticato in gran parte degli eventi ad eccezione delle due prove in Bahrain, entrambe vinte in scioltezza sui rivali. La casa di Stoccarda si ‘consola’ con un secondo posto nella classica francese con la #77 di Matt Campbell/Riccardo Pera/Christian Ried, unico risultato di spicco in un 2020 abbastanza sotto le aspettative.

Arrivederci a Sebring

Il FIA World Endurance Championship chiude un ciclo importantissimo della propria storia. Le LMP1 abbandonano la scena, le GTE barcollano ed il futuro delle corse di durata è sempre più imminente.

Nuovi modelli sono pronti ad approdare sui circuiti di tutto il mondo a partire da marzo quando dalla leggendaria cornice di Sebring ripartirà un Mondiale che, lo ricordiamo, il prossimo luglio toccherà anche il Bel Paese con una 6h a Monza.

Luca Pellegrini

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