L'84^ edizione della 24 Ore di Le Mans è già destinata ad entrare nella storia. La Porsche vince per la seconda volta consecutiva la classica francese con l'equipaggio #2 di Dumas-Jani-Lieb, dopo il cedimento del motore della Toyota di Davidson-Buemi-Nakajima, in testa sino a 5 minuti dalla fine. In LMP2 vince nuovamente la Oreca-Nissan #36 del Signatech Alpine, mentre in GTE Pro vince la Ford GT #69 del Chip Ganassi Team USA, esattamente dopo cinquant'anni dalla prima vittoria. In GTE Am s'impone la Ferrari di Scuderia Corsa. Delusione Audi, nonostante il terzo posto, anche se il rammarico maggiore rimane inevitabilmente in casa Toyota, con una beffa finale che ha realmente dell'incredibile.

Con la pioggia protagonista nelle sessioni di prove libere e qualifiche nel corso della settimana, quest’ultima è piombata anche nel pre-gara, costringendo la Direzione Gara a imporre lo start dietro alla Safety Car. La classica partenza adrenalinica che metteva alla frusta i battiti cardiaci degli appassionati, non è avvenuta quest’anno, proprio a causa delle avverse condizioni climatiche.

Dopo quasi un’ora si parte. Subito bagarre tra tutti costruttori ed un’ammucchiata in GTE. La maggior parte va ai box per il cambio gomme, portandosi sulle slick. Subito dopo l’Audi #7 si ferma ai box, entrando nel pit garage per risolvere problemi al motore, lo stesso cambiato giorni fa in occasione della gara. Il problema sulla R18 #7 è alla turbina, che è stata cambiata in 20 minuti. Egregio lavoro in Audi.

Dopo i problemi alla frizione ancora prima dell’inizio della gara, la Ford #67 torna ai box, intanto prosegue la lotta tra la Toyota #6 e Audi #8, rispettivamente terza e quarta. Davanti sempre la Porsche #1 guidata da Hartley. Dopo poco più di tre ore di gara la Ferrari #51 accusa dei problemi elettrici e perde la soglia con i primi. mentre la Ferrari #82 di Risi Competizione conduce in testa seguita dalla Ford #69 e Porsche #91. In LMP2 la Manor (Oreca #44) è sempre il team leader seguito dalle altre sue Oreca (#46 e #26) del Thiriet by TDS Racing e G-Drive Racing. Intanto Frederic Sausset (Morgan #84) effettua dei giri, raccogliendo gli applausi di tutti i presenti. La sua vettura, ricordiamo, è iscritta sotto il Garage 56.

Dopo quattro ore di gara, la Porsche #91 sostituisce il radiatore, mentre un’altra 911 RSR (la #89) impatta alla prima curva, danneggiando il paraurti staccatosi dal corpo vettura. La direzione gara emette la Slow Zones nelle zone 1, 2 e 3.

Poco più di diciannove ore dal termine: si accende la sfida per la prima posizione in GTE Pro, con la Ferrari #82 e le due Ford, #68 e #69. Quest’ultima con la #68 passa la Ferrari, mentre le 69 continua a pressare la vettura di Risi Competizione. In LMP1 sempre la Porsche #1 seguita dalla Toyota #6 e Audi #8. In LMP2 e GTE Am proseguono in testa rispettivamente la Oreca #47 e Porsche #88.

Alla settima ora la Ford #67 va lunga a Mulsanne, mentre l’Audi è costretta ad un’altra riparazione ai box. I meccanici verificano il musetto, ma poco dopo la vettura ritorna in pista. Intanto, la Toyota #6 sempre più leader con un pit stop di vantaggio su tutte le altre LMP1. La Ferrari #71 deve fare i conti con un problema alla pressione del turbo e con una piccola foratura.

All’ottava ora, la Porsche #1 causa dei problemi che la costringono al box. La vettura viene sollevata sulle pedane. L’Audi #7 ritorna nuovamente dentro i box per la terza volta e la Safety Car compare poco dopo a causa dei doppi fuoripista dell’Aston #98 e Ferrari #83. La Oreca #44 della Manor ai box per un danneggiamento della parte posteriore sinistra, mentre ennesimi problemi per la Ferrari #71.

Alla ripartenza a quindici ore dal termine la Porsche #2 sorpassa la Toyota #6; viene reso noto che la #1 è stata afflitta da un problema della pompa dell’acqua. Dopo un’ora di riparazioni, la vettura torna in pista ma prosegue a rilento ad una velocità inferiore di 50 km/h. Nel frattempo, si ritira la Oreca #47 del KCMG, Bradley si allontana dalla vettura.

A 14 ore dal termine, si ritira la Porsche #91, mentre poco dopo anche la Ferrari #71 si ferma all’immissione delle Esses. A metà gara, invece, viene ufficialmente dichiarato il ritiro della Ferrari #71, mentre l’Audi #7 ferma dopo il Dunlop Bridge.

A ridosso delle dieci ore e mezza dalla fine, la Rebellion #13 si ferma nei pressi della Chicane Michelin, nel momento in cui ricopriva la quinta posizione in classifica assoluta.

A meno di nove ore dal termine, la Porsche #2, effettua solamente il rifornimento per raggiungere a pari pit stop la Toyota #6, che ne aveva uno in più grazie alla splendida gestione degli pneumatici sin dall’inizio. Una scelta obbligata.

Si ritira la Corvette #64. Tommy Milner prima all’ingresso della Chicane Dunlop, esegue un frontale contro la pila di gomme presenti sulla parte destra. La vettura appare danneggiata in modo vistoso ed è costretta al ritiro. Si ritira anche la Oreca #35 e la CLM P1/01 #4, quest’ultima reduce da un weekend pieno di problemi. Anche la leader LMP2 si ferma (Oreca #36), per un breve check ai box.

A sette ore dal termine le Toyota effettuano rifornimento sotto regime di Safety Car, mentre la Porsche continua ed alla ripartenza è avanti di quasi un minuto rispetto alle due TS050. La Ford #68 riceve la penalità per essere uscita a motore acceso dal garage.

Piccolo spavento per la Toyota #6 con Kobayashi che fa un testacoda all’uscita delle Curve Porsche, ma riesce a ripartire. A tre ore e un quarto dalla fine la Ferrari #82 di Toni Vilander va in testacoda nello stesso punto della Toyota, dopo aver effettuato un saltello sul cordolo.

L’ultima ora sembra una cavalcata unica per la Toyota ma, a cinque minuti dalla fine, la vettura in uscita dalla Chicane Forza non riesce a prendere velocità e perde terreno, fermandosi poi nei pressi del traguardo: “No power” la laconica comunicazione via radio al box da parte di Nakajima. La Porsche #2, rimasta nei pressi, sopraggiunge alla TS050 e conquista il diciottesimo successo a la Sarthe, il secondo consecutivo. La #5 non è stata classificata perché non ha completato il giro entro il tempo massimo previsto.

Da sottolineare anche la grande impresa di Frederic Sausset, il quale ha dimostrato una grande forza di volontà nonostante la propria patologia. Rispetto! Il prossimo appuntamento sarà tra poco più di un mese, domenica 24 luglio, con la 6 Ore del Nurburgring. Invece, la 24 Ore di Le Mans 2017, si correrà nel weekend del 17 e 18 giugno.

Matteo Milani

 

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