Ben Keating
Foto. Pier Colombo

In occasione della 6h di Monza del FIA World Endurance Championship abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Ben Keating, protagonista assoluto del mondo delle gare di durata tra il Mondiale e North America.

Il texano ha deciso per il 2022 di militare full-time in GTE-Am con TF Sport (Aston Martin) confermando quanto fatto durante la passata stagione, una permanenza che per ora sta dando i suoi frutti visto l’acuto a Le Mans. Non manca infatti l’impegno in America con PR1/Mathiasen Motorsports nella classe LMP2 dell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship. 

L’americano ha commentato ai nostri microfoni in merito all’acuto nel ‘Circuit de la Sarthe’, il primo dopo otto tentativi ed una vittoria sfiorata. Ricordiamo in merito quanto accaduto nel 2019 e la squalifica nel post gara della Ford GT del Riley Motorsports.  “Le Mans quest’anno è stata unica. Ci sono tantissimi fattori da mettere insieme. L’Aston Martin non era così forte come le Porsche, ma hanno commesso degli errori e durante la corsa hanno perso terreno. A 3h dalla conclusione abbiamo capito che potevamo farcela”.

Il #33 del WEC ha continuato dicendo: “Non so come o perché, ma tutto è andato per il verso giusto. Vincere senza essere favoriti è qualcosa di speciale. Siamo stati fortunati con la strategia e con la Safety Car, ma siamo stati anche perfetti. Non abbiamo avuto inconvenienti, è quasi impossibile non commettere errori a Le Mans. Dopo circa una mese sono ancora colpito”.

Ben Keating, tra GT ed LMP2

Non è mancata una considerazione su quanto sta avvenendo in North America. Keating milita infatti solo nelle tappe della Michelin Endurance Cup, speciale graduatoria che tiene in considerazione i risultati di Daytona, Sebring, Glen e Petit Le Mans.

Lo statunitense ha primeggiato, per ora, alla 12h di Sebring e nella recente 6h del Glen, ultimo round che ha visto protagoniste le LMP2 che come noto non hanno gareggiato a Lime Rock Park nell’evento di settimana scorsa. “Anche nell’IMSA sta andando tutto molto bene, ma la penalità avuta ad inizio anno nel Glen non ci ha permesso di compiere una gara perfetta. L’aerodinamica è molto sollecitata in quella pista, non è semplice superare anche se sei più veloce. La sanzione di Montoya, il contatto tra High Class Racing ed il Racing Team Nederland e la bandiera rossa per fulmini ci ha permesso di balzare al comando. In ogni caso nulla è stato scontato, avevamo poco fuel e Tower Motorsport era molto più veloce di noi alla ripartenza”.

L’obiettivo è quello di vincere l’Endurance Cup, trofeo già presente più volte nella bacheca del 50enne nativo di Tomball. “Correrò anche la Petit Le Mans, il nostro target è vincere nuovamente l’Endurance Cup. Sono importantissimi i punti intermedi per quella competizione, ma dovremo vedere come comportarci. Per quanto mi riguarda è più importante vincere il campionato che la singola gara. Ho vinto l’Endurance Cup per più volte negli ultimi anni. In più occasioni abbiamo perso la corsa per i punti intermedi, la strategia ci ha costretto a modificare i nostri piani”.

Ancora GT, ma soprattutto prototipi

Keating ha concluso il suo intervento guardando al futuro, sicuramente in LMP2. “Sto lavorando per correre nuovamente tra GTE ed LMP2 al momento. Gareggiare a tempo pieno nel FIA WEC e nell’IMSA WTSC per l’Endurance Cup è perfetto. Nel Mondiale sono molto contento della scelta di mantenere ancora per una stagione le GTE, non mi piace correre con le GT3. Ho corso per diversi anni in GTD in North America, non mi sono mai trovato bene con il ‘Balance of Performance’. La regola attuale del GTE-Am con  bilanciamento delle prestazioni in base ai risultati è corretta” .

Il texano spera di poter tornare in pista nella top class nella prossima Rolex 24 at Daytona, gara che a gennaio segnerà l’inizio di un nuovo ciclo per il mondo delle gare di durata. La nuova classe GTP debutterà infatti in occasione dell’evento nel ‘World Center of Race’, un ritorno del #33 del WEC con JDC-Miller Motorsports non è da escludere.

 Luca Pellegrini

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