Non si è fatto mancare praticamente nulla Mark Webber, nella propria gara d’addio al mondo della Formula 1 dopo 216 Gran Premi disputati. Prima un gran sorpasso all’esterno su Lewis Hamilton nelle fasi iniziali della gara, poi il giro di rientro ai box dopo la bandiera a scacchi effettuato senza il casco, infine una bella…scivolata in mondovisione sul podio zuppo di champagne. Probabilmente la vittoria avrebbe potuto rappresentare la cosiddetta ciliegina sulla torta, al termine di una stagione in cui l’australiano non è mai riuscito a salire sul gradino più alto del podio: ma forse sarebbe stato chiedere troppo, in un finale di stagione che ha visto il suo compagno di scuderia Sebastian Vettel nelle vesti di dominatore incontrastato. “Aussie Grit” (questo il suo nomignolo su Twitter) può comunque ritenersi soddisfatto di una gara conclusiva corsa comunque da protagonista: “Sono contento di questo finale – ha dichiarato al termine della gara – si è trattato di una corsa per certi versi complicata con condizioni dell’asfalto insidiose. All’inizio non sono partito benissimo, poi sono riuscito a recuperare anche perchè avevo un ritmo superiore rispetto alle due Mercedes, infine credo di aver fatto una bella manovra su Fernando. Sono comunque molto orgoglioso di essere salito sul podio insieme a lui e a Seb – ha proseguito – credo che siano i piloti in assoluto più forti di questa generazione. Ringrazio il team e tutti coloro che mi hanno supportato nel corso della mia carriera, adesso sono pronto per una nuova sfida con la Porsche”. Un’avventura, quella in Formula 1, iniziata nel 2002 al volante della Minardi, con la quale al debutto in Australia riuscì a cogliere un insperato quinto posto. Di lì sarebbero poi arrivate le esperienze in Jaguar e Williams, prima dell’approdo nel 2007 in Red Bull, team nel quale Webber ha militato per ben sette stagioni, cogliendo le proprie maggiori soddisfazioni. Ma a proposito dell’inusuale giro di rientro al box, nel corso del quale si è sfilato il casco, Webber ha dichiarato: “L’ho fatto perchè volevo regalare un’immagine diversa ai tifosi. Molto spesso loro sono abituati a non poterci vedere in volto, al massimo possono farlo sul podio se la gara è andata bene. Siamo coperti sempre da un casco, e per questo motivo ho voluto compiere questo gesto”. Il quale, comunque, non è stato privo di difficoltà: “Non è stato facile sfilarmi il casco ed il collare Hans mentre ero alla guida, tant’è vero che ho perso metà giro per farlo. Inoltre – rivela – quando sei senza casco senti un sacco di rumori e vibrazioni che di solito non riesci ad avvertire. E’ stata una sensazione strana, ma sono felice di averlo fatto”. Il pilota australiano, che abbandona il Circus iridato dopo 9 vittorie ed un titolo mondiale sfiorato nel 2010, si dedicherà dopo una breve vacanza alla nuova avventura con la Porsche, con la quale affronterà il Mondiale Endurance e la prestigiosa 24 Ore di Le Mans.

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