“Ho pianto per tutto il giro” ha confessato ai microfoni Sylvain Guintoli, il neo campione del mondo Superbike 2014, dopo aver tagliato il traguardo di gara-2 del Gran Premio del Qatar che gli ha consegnato il titolo, al termine di una dura battaglia durata tutto l’anno con Tom Sykes. Guintoli ha così regalato all’Aprilia il 54° titolo della storia della Casa di Noale tra 125, 250 e Superbike.

Eppure non è stata tutta rose e fiori per il francese quest’anno, complici anche alcune incomprensioni con Melandri, specie dopo il patatrac di Portimao quando ha tirato giù il ravennate. Ma Sylvain non si è dato per vinto, continuando a lottare nonostante le poche vittorie ottenute a bordo del fulmine RSV4. Si dice di lui che fosse un eterno secondo, un incompiuto. E in effetti potrebbe anche sembrarlo, visto lo scarso affiatamento con il primo gradino del podio nelle stagioni fin qui disputate (4 vittorie in 4 stagioni fin qui disputate), tanti piazzamenti sul podio e regolarità nelle prestazioni che però solitamente non portano certo alla conquista del titolo.

Quest’anno è cambiato tutto: il peso del team era tutto sulle sue spalle, visti i problemi di feeling di Melandri con la moto, e sono quindi arrivate 2 vittorie e 3 podi nei primi tre round del Mondiale con una pulizia di guida inarrivabile per tutti sul bagnato (Sylvain è sempre stato un mago sotto la pioggia). Ad un certo punto della stagione qualcosa si è inceppato e Sylvain non è più riuscito a brillare come ad inizio stagione, complice anche il patatrac con Melandri sul bagnato di Portimao. E’ però rimasto sempre calmo, nonostante il distacco da Sykes in campionato aumentasse di gara in gara. Negli ultimi tre round, il ritorno di Melandri lo ha aiutato quasi a risvegliarsi dal suo torpore di metà stagione, infilando podi a raffica grazie anche a qualche problema accusato da Sykes nel momento cruciale della stagione. Sylvain ha guadagnato e rosicchiato così punti a Sykes, anche lui vittima di incomprensioni con il compagno di box Loris Baz. Si è arrivati quindi agli ultimi due round della stagione: Magny Cours e Losail. In Francia sotto la pioggia, condizione ideale per Sylvain, che infatti è giunto primo e secondo nelle due gare, prima di polemizzare con Melandri per il team order di gara-2.

A Losail è storia di ieri. Grazie a due gare perfette Sylvain Guintoli è campione del mondo per la prima volta in carriera. Ora può godersi i suoi giorni da campione in tranquillità come è nel suo stile, ma dall’anno prossimo sarà tutto diverso poiché erediterà da Jonathan Rea la Honda e non sarà facile difendere il titolo.

Marco Pezzoni

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