Mauro Forghieri al lavoro sulla vettura di Niki Lauda
Mauro Forghieri al lavoro sulla vettura di Niki Lauda

Il 13 gennaio 1935 è un giorno importante per gli appassionati della Ferrari. Rappresenta infatti la data di nascita di un mito, una colonna portante che ha fatto la storia della Scuderia di Maranello: Mauro Forghieri, che ha saputo con la sua genialità rivoluzionare la F1.

Un destino segnato

Una strada già segnata per Forghieri, dal momento che il padre aveva cominciato a lavorare, dopo la Seconda Guerra Mondiale, come meccanico nel reparto motoristico. Cresciuto in quell’ambiente fatto di motori e gare, il modenese prende subito la strada dell’ingegneria meccanica, e si laurea all’Università di Bologna.

Dopo la laurea, il giovane Forghieri comincia a lavorare a Maranello, per volere diretto del Drake, sotto l’ala protettiva dell’ingegnere Carlo Chiti. La svolta della sua carriera, però, arriva il 30 ottobre 1961. In quella data, Enzo Ferrari decide di affidare al modenese il reparto competizioni della Scuderia come sostituto del vulcanico toscano, con cui erano sorti dissapori ormai insanabili.

Ha così inizio un’avventura in Ferrari che durerà per i successivi tre decenni e che cambierà il volto della squadra e della F1. Forghieri trova l’appoggio di Enzo Ferrari, che gli garantisce la piena libertà nello sviluppo della monoposto. I risultati non tardano ad arrivare: già nel 1963, infatti, Surtees conquista il titolo iridato, con la Ferrari modello 158 che monta un motore da 8 cilindri.

Furia: un innovatore nella golden age delle corse

Nel 1968, come risposta alla fortissima Lotus 49, debutta nel Gran Premio del Belgio il primo alettone posteriore. Un progetto, questo, che Forghieri sta studiando da diversi anni e di cui è riuscito anche a convincere lo stesso Enzo Ferrari. Questa innovazione ha cambiato totalmente l’aspetto del motorsport, portandolo fino a quello che è diventato oggi.

Nonostante questa innovazione, la Ferrari dovrà aspettare fino al 1975 per tornare a conquistare il titolo iridato. Durante questo lungo processo, Forghieri mette a punto il motore a cilindro piatto, dando vita alla serie 312.

Grazie a questa serie di innovazioni, la Ferrari conquista quattro titoli costruttori e tre titoli piloti tra il 1975 e il 1979, con Niki Lauda, Clay Regazzoni e Jody Scheckter.

Dopo la deludente stagione 1980, Forghieri decide di puntare su una nuova tipologia di propulsore, ovvero un 6 cilindri a V che montava un turbocompressore. Con questa ennesima innovazione arrivano due titoli costruttori nel 1982 e nel 1983, in un periodo in cui la Ferrari soffre la tragica morte di Gilles Villeneuve e il terribile incidente di Pironi.

L’avventura di Forghieri a Maranello si conclude nel 1984, a causa di alcuni contrasti dopo l’acquisizione della casa di Maranello da parte della FIAT. Negli anni della sua direzione del reparto corse per la F1, la Ferrari conquista 54 gran premi, 4 titoli piloti e 7 costruttori.

Forghieri ha saputo instaurare un grande rapporto di stima reciproca con il Drake, portando la Ferrari a livelli sempre più competitivi ed in grado di giocarsela alla pari con i grandi costruttori inglesi.

Chiara Zaffarano

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