E’ stata una gara dai due volti, quella del Bahrain: davanti, la corsa solitaria di Sebastian Vettel, alla seconda vittoria stagionale e già in fuga nel mondiale; alle spalle del tedesco, però, è successo un pò di tutto: sorpassi a ripetizione, duelli ruota a ruota, coppie che scoppiano, forature. Di certo, nel Circus non mancheranno gli spunti di discussione, in vista del ritorno in terra europea previsto tra 3 settimane a Barcellona. Innanzitutto, lui: il campione del mondo in carica, conquistatore incontrastato del deserto di Sakhir, colui tornato ad essere il vero e solo uomo-squadra Red Bull, in una giornata in cui Webber è affondato miseramente nell’anonimato. Lui, Sebastian Vettel, ci ha messo soltanto poche curve per rimettersi alle spalle Alonso e pochi giri per sbarazzarsi di Rosberg, prima di mettere a segno un successo di una facilità apparentemente imbarazzante. Concedendosi il lusso (per lui consueto) di siglare il giro più veloce a pochi giri dal termine, disubbedendo al team che gli chiedeva di girare ad un ritmo inferiore. E’ ancora presto per dire se Seb sia già involato verso la conquista del quarto titolo, soprattutto in un campionato del genere dove i valori in campo, condizionati dal rendimento delle gomme, possono variare non solo da gara a gara, ma di giro in giro. Di certo, quando il tedesco dispone di una vettura così competitiva e corre con una tale intensità, per gli avversari c’è ben poco da fare. L’unico che forse avrebbe potuto seriamente impensierirlo era Alonso: lo spagnolo ha però accusato, dopo pochi giri, un problema al DRS, il quale lo ha costretto dapprima ad una doppia sosta ai box forzata, ed in seguito a gareggiare senza l’ausilio dell’ala mobile. Un handicap non da poco, al quale il pilota di Oviedo è riuscito a sopperire sfruttando il proprio talento e la buona velocità di punta della F138, portando alla fine a casa un prezioso 8° posto. Resta comunque il rammarico in casa Ferrari, per un guasto mai verificatosi in precedenza da quando è in vigore il sistema che consente l’utilizzo dell’ala mobile. La giornata sfortunata della Ferrari è poi stata completata da quanto accaduto a Felipe Massa, per ben due volte vittima di forature che lo hanno relegato al 15° posto finale. Il brasiliano non ha mai mostrato di poter reggere il ritmo del compagno, ma senza questi inconvenienti avrebbe certamente potuto puntare ad un piazzamento nella top five. Positive conferme sono arrivate da Lotus e Force India: nel team di Enstone, entrambi i piloti sono giunti sul podio, con Raikkonen che ha sfruttato la tattica basata su due soli pit-stop e Grosjean finalmente tornato convincente ed aggressivo. Per quanto riguarda il team indiano, ottimo il 4° posto finale per Paul Di Resta, anch’egli autore di una gara su due soste; sfortunato invece Sutil, penalizzato da un contatto con Massa nel corso del primo giro. Luci ed ombre in casa Mercedes: Rosberg, partito dalla pole, ha concluso ingloriosamente in nona posizione, rallentato dall’eccessiva usura delle gomme; Hamilton, invece, dopo una prima parte di gara in sordina, è rinvenuto nel finale, agguantando un positivo quinto posto. La gara è stata caratterizzata da un numero davvero notevole di sorpassi e duelli, rimasti sempre nei limiti della correttezza; tra i più aggressivi, sotto questo punto di vista, si sono distinti Grosjean e Sergio Perez. Il messicano ha ingaggiato un prolungato duello ruota a ruota con il compagno Button, sfiorando più volte il contatto ma riuscendo a cogliere alla fine un buon sesto posto, mentre l’inglese si è dovuto accontentare della decima piazza dopo aver effettuato ben quattro pit-stop. In casa McLaren, sicuramente, servirà un bel confronto distensivo tra i due piloti, anche considerando che Button ha più volte chiesto al box via radio di calmare l’aggressivo compagno, autore di manovre forse troppo al limite in alcune circostanze. Per il resto, buona la gara di Maldonado, il quale ha portato la Williams ai margini della zona punti, mentre si è confermato un disastro Gutierrez, in lotta perenne con Caterham e Marussia dopo aver danneggiato la vettura già nel corso del primo giro.

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