LMP2
Foto: Pier Colombo

Possiamo definire le LMP2 come delle principesse consapevoli del fatto di non poter diventare mai regine? Il mondo delle corse di durata è cambiato ed al momento tutti stanno guardando al 2023, quando nell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship e nel FIA World Endurance Championship avremo per la prima volta in pista le LMDh e le Hypercar, le nuove regine che si preparano per scrivere la storia di questa disciplina.

Resteranno in pista anche le LMP2 che nel 2022 avranno una crescita esponenziale e di fatto saranno usate come preparazione per il futuro. Nel frattempo questa classe continua ad avere la scomoda presenza in pista di auto che, per una serie di motivi, sono di fatto più lente dei prototipi più richiesti al mondo.

LMP2: nuovi limiti nel 2022 per non ostacolare le nuove regine

Qualche settimana fa sono state rivelate le nuove norme per il FIA World Endurance Championship e l’European Le Mans Series per quanto riguarda la categoria cadetta che nel Mondiale del 2021 ha dovuto correre tutte le competizioni con il pacchetto aerodinamico a basso carico.

Dal 2022 sarà necessario un nuovo taglio di prestazioni anche se non si hanno news specifiche in merito. Oltre alla riduzione delle performance verrà diminuita la capacità del serbatoio di 10 litri (75 diventa 65). Tutto questo non è da sottovalutare e comporterà anche degli interessanti sviluppi in termini di tempi di guida. 

Tutto resta da definire per l’ELMS in cui le LMP2 non devono condividere la pista con le Hypercar o con le future LMDh. In ogni caso la potenza e la capacità del carburante dovrebbero essere ridotte, mentre il kit aerodinamico è destinato a restare quello standard.

La possibilità mancata di salire al trono

Prima della nascita delle Hypercar si era intravista la possibilità di salire sul trono per le LMP2 che di fatto saranno presenti nella nuova classe regina LMDh, pronta a debuttare dal 2023 in tutto il mondo. La ‘base’ di questo inedito prototipo non si discosterà tanta dalle Oreca o Ligier presenti in pista, un aspetto chiave che deve essere tenuto in considerazione.

Le Hypercar attuali sono più lente e pesanti rispetto alle LMP1 del 2020, le LMP2 sono state necessariamente limitate per evitare che queste ultime potessero vincere. La velocità sul dritto era solo uno dei punti di forza delle attuali LMP2 che negli anni hanno avuto uno step incredibile. ACO ha deciso di aumentare i consumi di queste auto che dopo poco più di 30 minuti hanno la necessità di fermarsi.

LMP2: padrone in Europa ed Asia

Le LMP2 restano padrone in Europa ed in Asia nelle due categorie ‘minori’ di ACO. Il successo in ELMS e nell’ALMS 2021 è stato clamoroso per una formula che funziona e che è accessibile a tantissime realtà.

La nuova LMP2 PRO-Am, istituita in ELMS e nel FIA WEC, non ha fatto altro che aiutare gli ingressi e portare lo schieramento ben sopra le 10 unità. L’European Le Mans Series è l’esempio perfetto per questa speciale classe che milita a tempo pieno anche in North America nell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship.

Il discorso in questo caso è diverso in quanto gli americani hanno da alcuni anni deciso di limitare le LMP2 al fine di privilegiare le DPi, auto che dal 2017 hanno preso l’eredità delle storiche DP (Daytona Prototype).

Un segno indelebile nelle classiche del motorsport 

Il futuro delle LMP2 è chiaro, non saranno mai al top dell’endurance globale. Dovrebbero  però restare in ‘versione limitata’ nei prossimi anni, sono necessarie e non possono sparire nel nulla. Una sostituzione con le LMP3 non sembra nei piani di ACO ed IMSA, due realtà che credono in quest’altra classe che continua ad avere successo.

In ogni caso sono arrivati dei risultati degni di nota per questi modelli che hanno sfiorato il successo assoluto durante la 24h di Le Mans del 2017, edizione vinta da Porsche davanti alle due Oreca 07 Gibson del Chan Racing.

Le LMP2, messe allo stesso piano delle DP, hanno vinto la graduatoria overall della Rolex 24 at Daytona nel 2016, stagione da incorniciare con il successo di Extreme Speed Motorsports nel ‘World Center of Racing’ e nella 12h di Sebring. Le affermazioni in Florida fecero cambiare idea agli americani che ‘persero’ contro i francesi anche in Gerogia in occasione della Petit Le Mans dello stesso anno grazie a Shank Racing. 

Le LMP2 hanno fatto la storia dell’endurance e chi pensa di rilegarle parzialmente o definitivamente sbaglia. Nel frattempo gustiamoci la battaglia che avremo in LMP2 tra IMSA, WEC, ALMS ed ELMS a partire dal prossimo gennaio, l’inizio dei preparativi per un 2023 da non perdere. 

Luca Pellegrini

Foto: Pier Colombo

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