Bathurst 1000

Nello stesso week-end della Petit Le Mans, tutto è pronto per la corsa automobilistica più famosa e prestigiosa d’Australia: la Bathurst 1000. Dalla leggendaria location del Mt. Panorama i protagonisti del Virgin Australia Supercars Championship si apprestano a vivere l’ultima competizione del 2020, la prova che tutti desiderano vincere.

Dal 1973 la 1000 chilometri di Bathurst è indubbiamente la gara più affascinante e famosa che si disputa in terra australiana. La prova è valida per il Supercars Championship, che è la serie riservata alle stock car più seguita del Continente. Holden e Ford si contendono il trofeo nei 161 giri previsti in una delle piste più belle al mondo. Non dimentichiamoci infatti che la prova si tiene ai piedi del Mt. Panorama, la collina che ospita questo incredibile circuito cittadino di 6 chilometri e 213. Sono 23 le curve che dividono un impianto che prevede un’impegnativa salita che precede un’unica discesa caratterizzata da una serie continua di curve tra due muri di cemento.

La Bathurst 1000 è una corsa davvero impegnativa e particolare. La gara, a differenza del solito, sarà l’unica prova endurance del campionato. Ricordiamo infatti che, solitamente, il Supercars Championship affronta delle corse sprint e solo tre eventi di durata nelle piste di Sandown, Gold Coast e Bathurst appunto. Per la manifestazione di domenica saranno due i piloti per auto, uno regolarmente iscritto alla stagione ed un protagonista appositamente scelto dalle squadre per la maratona di Bathurst.

La griglia di partenza vede presenti molti i favoriti per una competizione che è obiettivamente imprevedibile. L’insidiosa pista del Mt. Panorama riserva sempre sorprese e l’errore, anche per i più esperti, è dietro l’angolo. Ricordiamo infatti che il tracciato non presenta vie di fuga ed ogni sbavatura è pagata a caro prezzo.

Bathurst 1000: I favoriti

Sono 24 i protagonisti che parteciperanno 1000 chilometri del Mt Panorama. La prova non vedrà al via il francese Alex Premat. Il francese, vincitore nel 2019 con Scott McLaughlin, non scenderà in pista per evitare le limitazioni sui viaggi dovuti al Covid-19. Il forte pilota transalpino, campione 2008 della Le Mans Series, ex protagonista in GP2 e nelle corse di tutto il mondo, è il primo vincitore della 1000 km che non potrà difendere il titolo dal 2015 ad oggi.

Il già citato McLaughlin è senza dubbio l’uomo da battere. Il neozelandese di casa Penske, già campione della serie per la terza volta consecutiva, insegue il secondo successo a Bathurst della carriera dopo l’impresa dello scorso anno dove all’ultimo giro si difese in tutti i modi da Shane van Gisbergen. Scott, orientato ad una possibile carriera in USA nell’IndyCar Series, arriva in New South Wales con 17 podi, 13 vittorie, 4 secondi posti e 4 terzi posti nelle 26 competizioni che si sono svolte da marzo ad oggi. Un risultato impressionante per il #17 di casa Ford che, come nel 2019, ha letteralmente dominato la scena.

McLaughlin del gruppo condividerà l’abitacolo con Tim Slade, pilota che negli ultimi anni ha militato a tempo pieno nel Supercars. I principali rivali di del beniamino di Penske sono rappresentati dalle auto del Triple Eight Race Engineering. La formazione principale di casa Holden, si presenta al via con due equipaggi di primo piano.

La #97 vedrà ai nastri di partenza il neozelandese Shane van Gisbergen che, dopo aver siglato il titolo nella serie nel 2016, insegue la prima affermazione al Mt. Panorama. Il 31enne neozelandese farà coppia con Garth Tander, primo in campionato nel 2007 e tre volte vincitore della 1000 chilometri. La seconda Holden del Triple Eight è la #88 di Jamie Whincup. Quest’ultimo, sette volte campione del Supercars Championship, insegue il quinto sigillo nella più importante competizione del paese in coppia con il veterano Craig Lowndes. L’ex numero #888 del gruppo, tre volte a segno nella seguitissima categoria australiana, insegue l’ottavo acuto in carriera, un risultato storico.

La Ford Mustang #17 di McLaughlin/Slade e le due Holden Commodore #97 ed #88 non sono le uniche auto che possono vincere. Sono infatti molti i protagonisti che hanno l’opportunità di primeggiare in una manifestazione che può riservare parecchie sorprese. Il primo equipaggio interessante è formato da Fabian Coulthard/Tony D’Alberto #12, compagni di box dei già citati McLaughlin/Slade.

Un team che cerca di raddrizzare una stagione molto altalenante è l‘Erebus Motorsport. L’équipe, a segno nel 2017 con Reynolds/Youlden, cerca di bissare il successo con due Holden. In seguito a dei clamorosi errori nel 2019, il già citato Youlden non sarà più della partita a supporto di Reynolds #9, pilota molto competitivo che nel 2018 dovette rinunciare ad una vittoria quasi certa in seguito a dei crampi. Will Brown entra in casa Erebus sulla Holden #9, mentre De Pasquale/Kosteck #99 sono confermati sulla seconda vettura.

Tra i possibili outsider di lusso per il successo finale non possiamo non citare gli alfieri del Walkinshaw Andretti United e di Tickford Racing. Nella prima formazione evidenziamo l’equipaggio #25 di Chaz Mostert, campione nel 2016 a Bathurst e di Warren Luff, cinque volte a podio nella classica corsa più lunga del Supercars Championship.

Abbiamo parlato di Holden e di Penske, non ci resta che un ultimo importantissimo team marchiato Ford: il Tickford Racing. Lee Holdsworth/Michael Caruso #5, Cameron Waters/Will Davison #6, James Courtney/Broc Feeney #44 e Jack Le Brocq/James Moffatt #55 difendono i colori Mustang, l’auto che da due anni sta letteralmente dominando la scena.

Appuntamento a domenica per i 161 giri più belli d’Australia.

Luca Pellegrini

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