Valentino Rossi oggi spegne 40 candeline, un traguardo che pochi sportivi hanno tagliato mentre si trovavano ancora in attività. Il Dottore però non ha intenzione di smettere, almeno non per i prossimi due anni, rilanciando la sfida ai rivali in cerca del decimo mondiale. Due anni di contratto con Yamaha Racing per correre in MotoGP, e poi?

C’è chi pensa continuerà ancora in MotoGP e chi invece prevede ad un passaggio in SBK per portare il titolo in Yamaha. Chi invece crede che il futuro sia ai box come team manager e chi invece lo vede sulle 4 ruote: Rally o altre discipline.




Ancora in sella? 

Luca Marini, il fratellastro di Vale, è sicuro: continuerà ancora dopo questi due anni. Gli piace troppo correre, lo ammette anche lui, dichiarando che nonostante per lui sia più difficile oggi rispetto a dieci anni fa essere veloce, è convinto di poter ancora lottare per il titolo e conquistare il decimo alloro. Da anni, tutte le volte che Valentino aveva il contratto in scadenza, le voci su un suo passaggio in SBK si riproponevano, anche se di fatto non c’è mai stata una reale possibilità. Valentino Rossi è la MotoGP: difficile immaginarlo nel campionato delle derivate di serie, anche se oggi è sotto il controllo di Carmelo Ezpeleta.

Nel box?

Lo Sky Racing Team VR46 e la VR46 Rider Academy sono sicuramente due progetti che lasciano pensare che Valentino, finita la vita in pista, passerà nei box. Già quest’anno con il forfait del team Angel Nieto qualcuno immaginava un impegno da parte di Valentino come proprietario di un team in MotoGP. Nel 2021 però scade l’attuale contratto collettivo tra Dorna e team e sarà quindi più facile poter aggiungere una squadra alla lista dei partenti. Casualmente, anche lo stesso anno della scadenza del suo attuale contratto…

E se le ruote fossero 4?

Che Valentino avesse voluto e potuto correre in F1 non è un segreto. I test con la Ferrari tra il 2005 ed il 2006 tra Fiorano, Mugello e Valencia erano più che un regalo da parte del Cavallino. Tanto che Yamaha nel 2007 scelse Jorge Lorenzo come pilota per l’anno successivo, perchè erano convinti del passaggio in Formula 1 di Rossi. Nel 2008 l’ultimo test al Mugello, dove girò a un solo secondo da Kimi Raikkonen, campione del mondo in carica. Oggi è difficile immaginarlo in Formula 1 a 43 anni, in un mondo profondamente diverso da quello di dieci anni fa.

Più probabile un suo futuro nel WRC, in quel mondiale Rally dove ha già corso nel 2002, 2006 e 2008: una sola gara per stagione, ma dopo il ritiro nella sua prima esperienza sono arrivati un undicesimo ed un dodicesimo posto, risultati importanti per un pilota che nei rally mondiali non aveva esperienze. Per restare sulle ruote artigliate, proprio durante l’ultima Dakar Nasser Al-Attiyah (specialista del raid su quattro ruote) ha pubblicamente ammesso di aver avuto contatti col Dottore e che è convinto gli piacerebbe essere al via della prossima Dakar.

Secondo “Uccio” Salucci, suo inseparabile amico, invece sarà più probabile vederlo alla 24 ore di Le Mans o nelle GT, che sembrano diventate il nuovo gioco/obiettivo di Vale. Tanto che lo scorso ottobre Valentino, prima di partire per la Thailandia, è sceso in pista a Misano con una Ferrari 488 GT3 e scherzando coi giornalisti disse “Sto preparando il mio futuro”… Ma si sa: scherzando, scherzando, Pulcinella disse la verità…

Solo lui sa la verità, e forse non ancora: l’unica cosa certa è che avremo la fortuna di vederlo in pista sicuramente ancora due stagioni. Un campione infinito che qualsiasi cosa sceglierà di fare, lo farà sapendo di poter vincere, perchè altrimenti non sarebbe Valentino Rossi. Auguri Dottore!

Mathias Cantarini

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