Pedro Rodriguez nasce il 18 gennaio 1940 a Città del Messico; lui ed il fratello Ricardo erano soprannominati “i piccoli messicani”. Pedro, come del resto poi anche Ricardo, sviluppa fin dalla tenera età una grande passione per il mondo delle corse. Comincia a 10 anni con il ciclismo, diventando campione nazionale; passa poi a 12 anni alle corse motociclistiche dove comincia con una Adler 125cc. Alla stessa età partecipa con una Ford ad alcune gare di rally, mentre nelle moto passa rapidamente di categoria: Zundapp 250 e BSA 350, ed a 13 anni è campione nazionale, per poi ripetersi l’anno successivo. A 14 anni il padre gli regala una Jaguar XK120 e alla Carreda Avàndaro Internazional, conquista la vittoria nella prima gara di velocità a cui partecipa; questo successo conferma ed amplia la sua fama di bambino prodigio. Dopo aver partecipato ad un evento di rilievo internazionale a Nassau, a 17 anni, al volante di una Ferrari 500 TR-58 dove si ritira, partecipa al Gobernor´s Trophy, dove conquista un nono posto. Nel 1958, a 18 anni, viene chiamato dall’importatore Ferrari, Luigi Chinetti, per guidare a Le Mans con la 250 Testa Rossa. Dopo che gli organizzatori hanno rifiutato di iscrivere Ricardo, perché a 16 anni era considerato troppo giovane, si trova a fare squadra con José Behra, fratello di Jean Behra. Alla sua prima apparizione nella classica francese arriva quinto. Dopo questa prima apparizione, parteciperà per quattordici volte consecutive alla competizione francese. Pedro corre di nuovo con la scuderia NART, ottenendo i seguenti risultati: al Gobernor´s Trophy arriva quarto, alla Ferrari Classic arriva secondo e poi di nuovo a Nissau, dove ottiene il medesimo piazzamento. Torna nel 1959 a Le Mans, questa volta partecipando con il fratello minore alla OCSS 750 senza terminare la gara. Spesso i due fratelli hanno corso insieme negli Stati Uniti, sempre con la NART di Luigi Chinetti con cui hanno corso entrambi fino alla morte di Ricardo. Pedro ottiene con il team ottimi risultati: arriva secondo al Circuito del Mora, mentre alla 12 ore di Sebring con compagno di squadra Paul O’Shea, è costretto al ritiro. Al Riverside Kiwanis GP si ritira, al Gobernor´s Trophy arriva terzo, al Nassau arriva tredicesimo, al Gran Premio di Cuba arriva secondo. Partecipa a tutti questi eventi con una TR59. Alla 12 ore di Sebring partecipa invece con una Dino 196S e si ritira. Sempre nel 1959 comincia la sua partecipazione sporadica alla serie Nascar e nella prima prova di questa specialità, a Treton, ottiene con la sua Ford un sesto posto. Nel 1960 partecipa di nuovo a Le Mans e nel 1961 con la Ferrari TRI60, in coppia con Scarfiotti, prima di abbandonare la gara è davanti alle vetture del team Ferrari ufficiale, formato da Phil Hill, Gendebien, Ginther e Von Trips. Insieme al fratello partecipa alla 12 ore di Sebring, evento in cui i due si ritirano. Sempre con il fratello, su una Dino 196S, corre la Targa Florio, dove arriva settimo e primo della sua categoria. Con la TR59/60 partecipa ad altri eventi e il rapporto con la scuderia NART durerà fino al 1970. Nella gara del Gobernor’s Trophy abbandona, alla Nassau Trophy in coppia con il fratello arriva secondo e partecipa anche alla 1000 km del Nurburgring, dove si ritira. Nel 1961 partecipa alla 12 ore di Sebring (TRI59/60) in coppia con il fratello arrivando terzo, poi ottiene il secondo posto alla 1000 km del Nurburgring (TRI/60), mentre nella 24 ore di Le Mans è costretto al ritiro sulla TRI/61. Dopo aver vinto il I° Gp Indipendence con la CAL 250 GT SWB, partecipa al GP Sport Canada con la TRI/60, dove conquista un secondo posto. Insieme al fratello Ricardo conquista la vittoria nella 1000 km di Monthley con la 250 GT SWB e si ripete nel Gobernor’s Trophy con la TR1/60; nel Nasseau Trophy arriva terzo. Nel 1962 con il fratello arriva invece secondo alla 1000 km del Nurburgring con una SP 268; si ritira invece a Le Mans guidando una SP 246. In solitaria, con la 330 TRI/LM, alla Double 400 Bridgehampton conquista la vittoria e alla 1000 km di Montlhley conquista quella che sarà l’ultima vittoria al fianco del fratello, sulla 250 GTO. La morte del fratello Ricardo (che aveva 20 anni) nelle prove del Gran Premio del Messico, sembra mettere fine alla carriera di Pedro; decide però nel 1963 di tornare a correre prendendo parte alla 3 ore di Daytona, nel mondiale marche. Partecipa di nuovo alla 12 ore di Sebring, in coppia con Graham Hill, concludendo terzo; mentre di nuovo si ritira alla 24 ore di Le Mans con la 330 TRI / LM, in coppia con Roger Penske; alla Gobernor’s Trophy e Nasseau Trophy arriva secondo con la 250P. In quell’anno partecipa per la prima volta al campionato di Formula Uno, disputando due gare con la scuderia Lotus: il Gran Premio del Messico e il Gran Premio degli Stati Uniti, ma in entrambe le occasioni si ritira. Nel 1964 replica la vittoria a Daytona con Phill Hill, partecipa inoltre alla 12 ore di Sebring con John Fulp, sulla Ferrari P330, ma si ritira; abbandona anche la 24 ore di Le Mans a cui partecipa con la P330 in coppia con Hudson. Alla 12 ore di Reims conquista un undicesimo posto con la 250 GTO, mentre alla Player’s Quebec conquista la vittoria, con la P 275; nella Double 500 Bridgehamston conquista un secondo posto. Arriva una nuova vittoria al GP Canada Sport, con la P330. Di nuovo partecipa ad una gara di Formula Uno con la Ferrari, nel Gran Premio di casa: qui ottiene un sesto posto che gli vale il primo punto conquistato nella massima categoria e nella classifica del mondiale sarà 22°. Nel 1965 nella Continental 2000 K Daytona con la Ferrari 330P, in coppia con Susteen, è costretto al ritiro; alla 12 Ore di Sebring partecipa con la 330Pin coppia con Graham Hill ed è costretto al ritiro. A Le Mans, con la 350 P2, insieme a Vaccarella, arriva settimo ma primo della sua classe e vince la 12 ore di Reims in coppia con Guichet; nella Double 500 Bridghamston con la 250 GP arriva secondo, ma primo della sua categoria. Con la 352 P2 partecipa anche alla Gp Canada Sport dove arriva terzo. Di nuovo con la Ferrari partecipa a due prove del mondiale di Formula Uno, il Gran Premio degli Stati Uniti dove conquista il quinto posto e il Gran Premio del Messico dove arriva settimo. Con due punti conquistati si classifica nel mondiale 14°. La stagione 1966 comincia con il quarto posto nella 24 ore di Daytona che corre insieme a Mario Andretti con la 365 P2; nella 12 ore di Sebring sempre in coppia con Andretti si ritira. Con la Ferrari Dino 206 S corre la 1000 km del Nurburgring con Ginther e arriva terzo; si ritira alla 200 M Bridgehamtom, alla 200 M di Laguna Seca arriva diciottesimo e arriva settimo, ma primo della sua categoria, al Nassau Trophy. In coppia con Guinter con la 330 P3 partecipa alla 24 ore di Le Mans dove è costretto al ritiro. Con la 275 GTB / C al Governor’s Trophy arriva settimo, ma primo della classe. In Formula Uno guida di nuovo per il team Lotus per tre gare dove si ritira in tutte le occasioni: in Francia, negli Stati Uniti ed in Messico. La stagione 1967 comincia con la 24 Ore di Daytona con la P412 in coppia con Guichet, al termine della quale arriva terzo. Si ritira di nuovo alla 24 ore di Le Mans in coppia con Baugetti e si ritira nella 12 ore di Reims, con la Dino 206 S in coppia con Kold. Partecipa in maniera effettiva al campionato di Formula Uno guidando con la Cooper-Maserati, vincendo la prima gara del campionato grazie ad un pizzico di fortuna: John Love, che conduceva la gara, è costretto a rientrare ai box per un rabbocco di carburante. Conquista poi un quinto posto a Montecarlo e si ritira al Gran Premio d’Olanda. Arriva al nono posto nel Gran Premio del Belgio e prende di nuovo a punti in Francia (sesto) e Gran Bretagna (quinto) prima di un ottavo posto in Germania. Dopo aver saltato Canada, Italia e Stati Uniti, torna a correre nell’ultima gara in Messico, dove conquista un sesto posto concludendo la stagione iridata al sesto posto con quindici punti. Nel 1968 partecipa alla 24 ore di Daytona con la Dino 206S in coppia con Kold ma si ritira. Vince la 24 ore di Le Mans con la Ford GT40 del team Wyer-Gulf insieme a Lucien Bianchi. La stagione di Formula Uno con la BRM comincia con tre ritiri in Sud Africa, Spagna e Monaco e successivamente riesce ad andare due volte sul podio: nel Gran Premio di Belgio è secondo posto e nel Gran Premio d’Olanda è terzo. Si ritira in Francia e in Gran Bretagna, conquista un sesto posto in Germania, si ritira nel Gran Premio d’Italia e sale di nuovo sul podio nel Gran Premio del Canada, per ritirarsi nel Gran Premio degli Stati Uniti; In Messico nella gara di casa, conquista un quarto posto. Conclude il mondiale di Formula 1 al sesto posto con 18 punti. La stagione 1969 comincia con il ritiro alla 12 ore di Sebring, con la 330 P3 in coppia con Parsons. Nella 6 ore di Brands Hatch conquista con la 312P il quarto posto in coppia con Amon; in coppia con Schetty alla 1000 km di Monza si ritira; conquista un secondo posto alla 1000 Spa Francorchamps in coppia con Piper, è quinto alla 1000 Km del Nürbugring con Amon. Ritenta di nuovo la 24 ore di Le Mans con Piper ma è costretto al ritiro. La seconda stagione di Formula Uno con la BRM non dà buoni risultati: si ritira nelle prime tre gare, salta il Gran Premio d’Olanda e quello di Francia, torna a correre in Gran Bretagna ma è un altro ritiro. Dopo aver saltato la gara di Germania, torna a correre in Italia dove conquista il primo punto della stagione con un sesto posto; in Canada è costretto al ritiro. Nel Gran Premio degli Usa raccoglie due punti con un quinto posto e arriva settimo nel Gran Premio del Messico. Con tre punti è quattordicesimo in classifica generale. La stagione 1970 comincia a bordo della Ferrari 512S nella 200 Miglia di Mid Ohio, dove arriva undicesimo e la 200 M Elkhart Lake con la P512, dove arriva quinto. Dopo queste due gare, decide di continuare nel campionato Marche con il team John Wyre, sulla Porsche 917k con i colori della Gulf, e trova come compagno per l’intera stagione il finlandese Leo Kinnunen. Il connubio Rodriguez-Porsche inizia con la 24 Ore di Daytona, che il pilota messicano vince con ben 48 giri di vantaggio sulla prima delle Ferrari (terza), precedendo anche la vettura gemella di Siffert-Redman. Vince anche a Brands Hatch, gara dove Chris Amon, rientrato ai box Ferrari disse: “Qualcuno vuol dire anche a Pedro che sta piovendo?” Vince anche la 1000 Km di Monza e Watkins Glen. Conquista un secondo posto nella Targa Florio e un quarto nella 12 ore di Sebring. La Porsche vince il Mondiale Marche. La stagione di Formula Uno comincia con un nono posto al Gran Premio del Sud Africa, nel Gran Premio Spagna si ritira e conquista un sesto posto a Montecarlo. Nel Gran Premio del Belgio conquista una vittoria, lottando nell’ultimo giro contro Amon su March e vincendo alla media di 241 km/h. Dopo la vittoria a Spa, arriva un decimo posto in Olanda, per poi ritirarsi nei successivi tre Gran Premi (Francia, Gran Bretagna e Germania); nel Gran Premio d’Austria conquista un quarto posto e di nuovo si ritira in Italia. Conquista punti nelle ultime tre gare: quarto in Canada, secondo nel Gran Premio degli Stati Uniti e sesto nel Gran Premio del Messico. E’ settimo nel mondiale con 23 punti. La stagione 1971, con la Porsche, comincia con un secondo posto a Buenos Aires in coppia con Jack Oliver; poi è primo alla 24 Ore di Daytona, quarto alla 12 ore di Sebring, primo alla 1000 Km di Monza e a Spa Francorchamps. Con Muller partecipa alla Targa Florio, dove si ritira; con Jack Oliver corre alla 1.000 Km del Nürburgring, dove conquista un secondo posto e partecipa di nuovo alla 24 ore di Le Mans, dove conclude diciottesimo. Con Attwood ottiene l’ultima vittoria a Zeltweg. Molto superstizioso, Pedro portava sempre al dito un anello, ricordo del fratello scomparso Ricardo. Smarrito l’anello nel 1971 in un aeroporto americano, confida a chi gli è vicino e alla stampa di non sentirsi più sicuro. Fa fare un copia esatta dell’anello ma non è la stessa cosa, come gli capitava di dire. L’amico svizzero Muller (con cui aveva guidato alla Targa Florio) gli offre una Ferrari 512M per guidare in una gara Interserie, al Norisring in Germania. L’11 Luglio 1971, quella Ferrari durante la frenata della chicane, forse anche per il cedimento della sospensione o del pneumatico anteriore destro, ha un incidente. Ricardo è lanciato contro il muro e la vettura prende fuoco, l’auto torna in pista dove viene tamponata da Kurt Hild. Pedro raggiunge così il fratello minore. In Formula Uno, prima della morte, partecipa a cinque gare: in Sud Africa si ritira, in Spagna conquista il quarto posto, a Monaco è nono e in Olanda è protagonista di un duello sul bagnato con Jacky Ickx ed arriva secondo; nell’ultima gara in Francia si ritira. Alla fine del mondiale è decimo con nove punti. La Porsche sarà di nuovo campione nel mondiale Marche anche con un altro pilota che, in seguito, avrebbe perso la vita: Jo Siffert. Pedro Rodriguez e Jo Siffert furono due colonne importantissime della Porsche ad inizio anni ’70 e contribuirono in maniera determinante alle affermazioni della casa di Stoccarda nel mondiale Marche. Pedro Rodriguez da molti è considerato uno dei piloti più forti e veloci che abbiano calcato le scene del motorsport. Di sicuro il numero uno nelle categorie a ruote coperte.

Luogo e data di nascita – morte Città del Messico 18/01/1940 – Norisring 11/07/1971
Debutto in F1 Gp Stati Uniti 1963
Gp disputati 54
Vittorie 2
Pole Position
Giri veloci 1
Miglior risultato 6° (1967, 1968)
Stagioni di attività 1963 – 1971
Scuderie Lotus, Ferrari, BRM, Cooper

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