Dopo le prime due sessioni di prove libere sul circuito del Paul Ricard, che mancava da 28 anni dal calendario di F1 e nuovo per molti piloti del Circus, sono molteplici gli spunti d'interesse in una giornata passata più che altro a scoprire un tracciato inedito per la maggior parte dei protagonisti in pista.

Sebastian Vettel non si è detto particolarmente entusiasta di questo circuito, tutto rinnovato nelle strutture, in molti angoli di curvatura e nell’asfalto. Un asfalto molto scuro, caldissimo (attorno ai 50^ C), sul quale la Pirelli ha portato gomme soft, supersoft e ultrasoft, quelle con il battistrada ridotto di 0,4 mm, che dovrebbe scongiurare il temuto blistering. É previsto un basso degrado, come in tutte le piste riasfaltate di recente, tanto che la temuta gara con un solo pit-stop, dovrebbe essere la strategia più probabile. Curiosa e molto discussa la soluzione delle ampie vie di fuga, caratterizzate da strisce blu e rosse che determinano differenti livelli di abrasione, per “punire” gli errori dei piloti. Ma veniamo ai rapporti di forza in pista, da prendere con beneficio di inventario, dato che é risaputo che al venerdì i tre top team seguono programmi di preparazione differenti. Red Bull a cercare subito le prestazioni come Mercedes che, però, non usa specifiche di motore aggressive, insieme a Ferrari, che si concentrano sul set-up in vista di qualifiche e gara. Ne é uscito il solito rebus, con Mercedes al top con Hamilton davanti alle due Red Bull di sette decimi e Ferrari a seguire da vicino le vetture anglo-austriache.

Sul passo gara, le supersoft montate sulle Ferrari di Vettel e Raikkonen impressionano per velocitá e costanza, mentre Hamilton sulle ultrasoft non é sembrato completamente a suo agio. Le due Red Bull sono sembrate meno incisive rispetto al giro secco, con tempi incostanti e di poco più lenti dei due avversari migliori.

Problemi di temperature sulla nuova specifica di motore sulla vettura #77 di Valtteri Bottas che ha dovuto abbandonare con mezz’ora di anticipo le seconde prove libere e un campanello d’allarme su questa nuova specifica, che non sembra nata sotto la migliore stella.

A seguire McLaren con l’indomabile Fernando Alonso,le due Haas con Grosjean sugli scudi nel Gran Premio di casa, così come Pierre Gasly a chiudere la top-ten. 

Le Renault sono apparse lente come le Force India, ultime del pacchetto degli inseguitori divise da un Lecoerc sempre incisivo e in odore di passaggio alla Ferrari giá dal 2019, in sostituzione di Kimi Raikkonen.

Domani e domenica le temperature dovrebbero essere più fresche, quindi qualifiche e gara si preannunciano davvero imprevedibili. Detto questo, la Mercedes sembra la candidata più probabile alla pole.

Michele Bertolini

 

 

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