Centotrenta sterzate al giro. Cambi di marcia in media ogni 50 metri. Cordoli a oltre 200 km/h e violente decelerazioni. Sono solo alcuni dei dati che possono contribuire a rendere l’idea delle particolarità del tracciato di Monaco. Elementi che si ripercuotono in maniera importante sugli pneumatici, i quali sono chiamati anche in questa occasione a recitare un ruolo da protagonisti. La Pirelli, per la gara monegasca, ha scelto come negli anni precedenti le due mescole più morbide del proprio range: il P Zero Yellow soft ed il P Zero Red supersoft. Monaco è il circuito più lento e tortuoso in calendario, dove è difficile sorpassare: questo rende fondamentale un rapido warm-up ed elevati livelli di grip meccanico. Inoltre, l’usura e il degrado sono molto bassi: il che dovrebbe portare ad un massimo di due soste per vettura. Paul Hembery, direttore Motorsport Pirelli: “A Monaco ci aspettiamo due pit stop per pilota, perché, in netto contrasto con l’ultima gara di Barcellona, qui l’usura e il degrado degli pneumatici sono molto bassi. Tuttavia, questo non renderà la gara meno strategica: in passato abbiamo visto piloti adottare strategie completamente differenti, e tagliare il traguardo a distanze davvero ravvicinate. L’ultima gara in Spagna è stata vinta da un pilota che non partiva dalla prima fila: sarà interessante vedere se questo si ripeterà a Monaco, su un circuito dove è davvero difficile sorpassare. Proprio per questo – conclude Hembery – la strategia sarà ancora più importante del solito: le squadre cercheranno di usarla per migliorare le loro posizioni di partenza”. Interessante anche l’opinione di Jean Alesi, ex-pilota ora presente in qualità di brand ambassador del marchio milanese: Monaco è un circuito che mi è sempre piaciuto molto. Sono stato sul podio tre volte qui, ho segnato due giri veloci, e nella mia prima gara sono arrivato secondo, alle spalle di Ayrton Senna. Il primo assaggio del circuito di Monaco l’ho avuto proprio con Pirelli, nel 1990, quando guidavo la Tyrrell e avevamo le gomme da qualifica. Guidarle è stato davvero divertente e il luogo è semplicemente magico. Quando corri il giro di qualifica la folla è incontenibile. Ottenere una buona qualifica qui è importante, ma forse meno di quanto non lo fosse in passato. Abbiamo visto tante volte quest’anno che la gara è molto più decisiva, e con una buona strategia puoi guadagnare molte posizioni. Quindi, anche se le qualifiche non sono perfette, si può ottenere un ottimo risultato, e questo è un grande vantaggio che la Pirelli ha portato in Formula Uno. A Monaco, l’usura degli pneumatici e il degrado sono bassi, anche se bisogna comunque tenerli in conto perchè il grip del circuito aumenta enormemente durante il weekend: forse più che su qualsiasi altro circuito in Campionato. In genere, qui si usano le gomme morbide, in modo da spingere il più possibile, ed è una bella sensazione”. Come di consueto, andiamo a scoprire i segreti del tracciato monegasco con l’aiuto di Mario Isola (Pirelli):

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