Daniel Ricciardo ha conquistato in Belgio la sua seconda gara consecutiva dopo aver effettuato una strategia a due soste. L'australiano della Red Bull ha difatti percorso i primi due stint con i P Zero Yellow soft per poi completare l’ultimo stint con i P Zero White medium. Quella di Ricciardo rappresenta la 50esima vittoria per il team di Milton Keynes e la sua terza nelle ultime sei gare. Evidenziando in particolare la consistenza della mescola media, Ricciardo ha fatto registrare il suo miglior tempo proprio nell’ultimo giro, sul circuito più lungo in campionato.

Nico Rosberg, dal canto suo, è arrivato a tre secondi dall’australiano, usando una strategia completamente differente: il tedesco, infatti, ha effettuato tre soste, partendo con gomme soft, completando i due stint successivi con mescola media, per poi finire con gomma soft. Una strategia a tre soste è stata usata anche dal campione del mondo Sebastian Vettel, che come Rosberg ha deciso di usare la mescola soft alla fine della gara per aumentare il suo ritmo di gara e andare così a caccia dei suoi rivali più vicini. Con una differenza di 1,6 secondi al giro tra le due mescole, i P Zero Yellow hanno aggiunto un elemento extra alla strategia, in una delle gare più difficili dell’anno. Da sottolineare che Kimi Raikkonen è stato l'autore dello stint in assoluto più lungo della gara, percorrendo 23 giri nel finale con gomme Medium, mentre Bianchi lo ha quasi eguagliato grazie alle sue 22 tornate effettuate con le Soft. Poichè le condizioni meteo sono state migliori di quelle viste durante le prove libere, il degrado di entrambe le mescole è stato diverso da quello manifestatosi nelle giornate precedenti: ciò ha portato ad una grande varietà di strategie, dipese dal modo in cui i singoli piloti hanno utilizzato le gomme.

Paul Hembery, Direttore Motorsport Pirelli, ha commentato: “Le temperature ambientali e di pista sono state più alte rispetto a quelle dei giorni scorsi, per questo la gomma soft è durata un po’ meno di quanto avevamo previsto. Ma, considerando la difficoltà di questo tracciato, e la natura delle mescole che abbiamo deciso di portare, l’usura e il degrado sono stati contenuti. E’ stato interessante vedere strategie diverse, soprattutto con la velocità extra data dalla gomma soft. Col senno di poi, molti piloti avrebbero voluto usare la gomma morbida per un terzo pit stop, ma i calcoli di ieri indicavano che due pit stop sarebbero stati l’ideale. Abbiamo comunque assistito ad una gara davvero emozionante”.

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