Sarebbe troppo facile addossare unicamente alla Pirelli le responsabilità di quanto accaduto ieri a Silverstone. Cinque forature nello stesso Gran Premio, cinque esplosioni ad alta velocità, cinque situazioni di grande pericolo che fortunatamente si sono risolte con danni irrisori. Eppure, poteva andare peggio. Basti pensare al rischio corso da Alonso, il quale ha millimetricamente schivato la McLaren di Perez sul rettilineo dell’Hangar Straight. Le gomme però scoppiano e l’emergenza è adesso sotto gli occhi di tutti. Piloti, tecnici, scuderie, esperti dell’ultim’ora e persino la FIA, tutti concordi che urge trovare un rimedio. Ma il prossimo apputamento al Nurburgring è dietro l’angolo ed è impossibile trovare una soluzione in tempi brevi. O meglio, la soluzione era già stata trovata, ma a qualcuno forse andava di traverso. Parliamo degli nuovi pneumatici preparati da tempo dalla Pirelli, quelli del ritorno al kevlar al posto della carcassa in metallo, che avrebbero dovuto fare il proprio esordio già dalla gara di Silverstone. Una marcia indietro obbligatoria, visti i problemi manifestatisi sin dalle prime prove della stagione, ma che per un motivo o per l’altro ha visto la strada sbarrata da qualche parere contrario di troppo. Vuoi per l’impossibilità di testare le gomme in Canada (a volte il meteo ballerino fa anche comodo), vuoi per fantomatici motivi di “sicurezza”, tant’è vero che le gomme in kevlar anzichè andare in pista sono rimaste in fabbrica. Il motivo? Il mancato raggiungimento dell’unanimità da parte dei team, spesso pronti a lamentarsi (vedi Mercedes e Red Bull) dell’eccessivo numero dei pit-stop in gara, ma poi pronti a coalizzarsi per mantenere battistrada capaci di garantire loro un presunto vantaggio sulla concorrenza. L’unanimità non è arrivata prima, ma l’imposizione dovrà comunque arrivare ora: a tale scopo, dopo l’incontro nell’immediato dopo-gara tra Paul Hembery e Jean Todt, è stata convocata una mega-riunione d’emergenza per mercoledì 3 luglio, proprio con l’obiettivo di approvare le modifiche. Si potrebbe dare anche il via libera a Pirelli di testare le nuove gomme con una o più vetture 2013, anche se… qualcuno ci aveva già pensato prima. Unanimità o maggioranza semplice, la sicurezza deve tornare al centro dell’interesse comune: perchè, al di là degli interessi personali e delle scelte “politiche”, la vita dei piloti non può essere messa in gioco come in una roulette impazzita.

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