Sì lo sappiamo, vi siamo mancati. Ormai le nostre specialissime classifiche sono entrate nei cuori di tutti gli appassionati con la stessa piacevole sensazione che solo una tachipirina da “6000” potrebbe emulare (e no, non parliamo della bustina in polvere). In questa puntata, sul tavolo degli imputati finiscono gli “obbrobri” saltati fuori dalle matite da disegno degli ingegneri, ovvero le monoposto più indecenti che la massima categoria automobilistica ricordi sulle griglie di partenza. Mettetevi comodi e beccatevi le nostre 10 nomination:

1. Ensign Ford N179

Correva l’anno 1979, e il team Ensign, nella disperata ricerca di massimizzare l’effetto suolo, se ne uscì con una soluzione innovativa riguardante la disposizione dei radiatori. Essi furono infatti installati sul muso della vettura, creando di fatto una “gradinata” nella parte frontale della monoposto. La cosa curiosa è che, nonostante tale posizionamento dei sistemi di raffreddamento, la vettura soffriva di problemi di temperature, e quindi alla fine le tre aperture si sono rivelate utili solo per beccare una…denuncia dal WWF per la raccolta incalcolabile di insetti volatili dentro l’abitacolo.

ensign

2. March 711

Rimaniamo negli anni ’70, e andiamo a solleticare i ricordi dei progettisti March. Nella stagione 1971, i geni del team si inventarono un alettone anteriore “pionieristico”, il quale generava lo stesso downforce di una piastra di cartongesso sdraiata sul portapacchi da tettuccio di una vettura moderna. A quasi mezzo secolo di distanza, restano ancora oscuri i vantaggi tecnici di tale soluzione, ma c’è da dire che durante quell’anno tutto lo staff March indossava sempre divise “stiratissime”. Il ferro per stirare lo portavano i meccanici da casa, e indovinate un po’ cosa usavano come “asse”?

march 711

3. Ligier JS5

Stavolta passiamo al 1976 (avrete capito che negli anni ’70, della progettazione delle monoposto se ne occupavano i figli dei fiori dell’epoca). In quell’anno, Jacques Laffite si ritrovò a guidare quella che forse è stata la vettura più sgraziata della storia. I progettisti infatti, ebbero la grande idea di alzare a dismisura la presa d’aria posta sulla testa del pilota. Ne venne fuori una violenza estetica degna di essere ricordata per sempre. Avete presente le forme e le linee aggressive della Batmobile? Ecco, non c’entrano una mazza.  

ligier-inline

4. Eifelland Ford 21

Fu l’asso nella manica dell’omonimo team nel 1972. Anziché disturbare i flussi aerodinamici con i soliti e “inutili” specchietti retrovisori laterali, si decise di optare per un pilone centrale dove era stato collocato un grosso specchietto. Stile che al giorno d’oggi abbiamo tutti all’interno delle nostre vetture di serie. L’idea (secondo i progettisti) non solo doveva essere utile ai fini di migliorare i flussi aerodinamici, ma doveva garantire anche una migliore visuale posteriore per il pilota. Già, peccato che si fossero dimenticati di prendere in considerazione il fatto che in questo modo non si riusciva a vedere quello che succedeva davanti. Dettaglio da poco, insomma…

eifelland

5. Tyrrell P34

Ok, su questa non si possono far critiche di “funzionalità” perché i risultati ottenuti in pista non sono stati affatto male. Ma è innegabile che si trattasse di una vettura esteticamente discutibile. Nella stagione ’77, la Tyrrell fece debuttare in pista una monoposto “superdotata”, dato che montava la bellezza di sei ruote in totale. L’idea non si rivelò così malvagia, se non per l’addetto pneumatici al quale ogni volta toccava rubare le gomme dei passeggini alle giovani madri a passeggio coi figli.

tyrrellp34a

6. Brabham Bt46B

Anche il ’78 non lesinò di offrire una vettura orribile. Parliamo della Brabham BT46B, seconda versione della monoposto che il team schierò durante quella stagione. Sul retro della vettura, infatti, era stata collocata una ventola/turbina che sembrava la scatola di scarico esterna di un condizionatore caldo/freddo. La vettura fece poche comparse prima di essere giudicata irregolare, ma abbastanza per farle meritare un posto negli annali delle auto più sconce di tutti i tempi.

Brabham-BT46B

7. Arrows A22

Passiamo a tempi più attuali. Nel 2001, la Arrows schierò a Montecarlo una versione della propria monoposto su misura per il circuito monegasco. Alla disperata ricerca di carico aerodinamico, fu installato un “comodino” sul musetto della monoposto, per la gioia immensa dei due piloti che dovettero disputare l’intero evento con un porta-abatjour tra le scatole. Rispetto.

arrows a22

8. Williams FW26

Questa la ricorderanno in molti. Siamo nel 2004, e il team di sir Frank se ne esce con una nuova forma dei piloni dell’ala anteriore. Data l’indecenza del disegno (rivelatosi tra l’altro un fiasco), la vettura venne soprannominata “tricheco”, e a vederla non ci vuole molto a capire perché. La soluzione fu così apprezzata dagli addetti ai lavori, che a metà stagione venne abbandonata dalla stessa Williams, la quale ancora oggi nega di aver mai progettato una roba del genere…

WilliamsFW26

9. Force India VJM07

Piazzamento in evidenza anche per la versione 2014 della Force India. Si tratta forse dell’auto più “volgare” che la Formula Uno ricordi, vista la pronunciatissima prominenza “fallica” sul musetto. Difficile dire se la soluzione abbia davvero portato benefici, ma quel che è certo è che la versione 07 del team indiano sia stata dichiarata vietata ai minori di 18 anni.

force india vjm07

10. Ferrari F2012

E per concludere, non poteva mancare lei: la Ferrari con cui Alonso e Massa hanno corso il Mondiale 2012. Per cercare di interpretare al meglio il regolamento, da Maranello portarono una delle vetture più brutte dell’intera griglia, con una forma impresentabile di scalino sulla parte anteriore. Era così brutta, che la gente pensava avesse subito un incidente ancora prima di essere assemblata sulle piste. E la situazione non si rivelò “salvabile” nemmeno sotto il profilo prestazionale…

ferrari 2012

Ed è tutto anche per questa puntata. Ma non disperate e rimanete sintonizzati, perché presto ci rifaremo vivi per delle nuove divertenti “avventure”…

Daniel Limardi

 

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