Durante la diretta Facebook il vice premier Di Maio, accompagnato da Alessandro Di Battista, complice anche il passaggio in terra elvetica ha preso come esempio il metodo svizzero e la vignetta obbligatoria per circolare sulle autostrade dello stato Federale (nel 2019 di colore azzurro e disponibile al costo di 40 franchi svizzeri, circa 35 euro), dichiarando: “Dobbiamo parlare di una rete autostradale con tariffa unica europea: deve sparire il casello e dobbiamo introdurre una tariffa annuale di tipo flat 30/40€ per utilizzare le autostrade. I soldi ricavati andrebbero ad una società a controllo statale per venire riutilizzati in investimenti”.

Il leader del Movimento 5 stelle ha rincarato la dose tirando una frecciatina ai piani alti di Autostrade per l’Italia: "Non abbiamo dimenticato la promessa fatta ai familiari delle vittime del cavalcavia di Avellino e del ponte Morandi. Noi vogliamo togliere la concessione alla famiglia Benetton, che da quando è entrata in Autostrade ha aumentato le tariffe del 30% ma ha ridotto gli investimenti".

La replica di Autostrade non si è fatta attendere, ed in una nota ha reso noto quanto segue: “In relazione a quanto dichiarato dall'on. Di Maio e dal dott. Di Battista, senza voler entrare in alcun modo nel dibattito politico ma con l'intento di fornire informazioni utili ai cittadini, Autostrade per l'Italia ricorda che le tariffe autostradali sulla propria rete sono in media le più basse d'Europa nei Paesi comparabili: sono circa il 40% più basse rispetto a quelle applicate in Spagna e circa il 15% inferiori rispetto a quelle francesi (rete ASPI: 7,36 centesimi di euro/km; Francia: 8,73 centesimi di euro/km; Spagna: 12,13 centesimi di euro/km). Per quanto riguarda gli investimenti la società ha investito dalla privatizzazione a fine 2017 13,6 miliardi di euro, con un livello medio annuo di investimenti pari a 757 milioni di euro, contro i 127 milioni di euro annui medi della gestione pubblica. Inoltre Autostrade per l'Italia spende in manutenzione, per km di infrastruttura, circa 108mila euro l'anno (periodo 2013-2017), cinque volte di più rispetto ad ANAS e tre volte di più rispetto alle principali concessionarie francesi e spagnole.nTutte queste informazioni sono certificate, desumibili dai bilanci e consultabili da chiunque sul sito www.autostrade.it nella sezione "Dati e fatti sulla nostra attività", visibile in homepage”.

La situazione negli altri Paesi. Nonostante la lievitazione delle tariffe, le autostrade italiane risultano tra le più economiche d’Europa, stando alle rilevazioni della società Autostrade per l’Italia. In media, gli italiani pagano 7,36 cent a km, mentre in Francia si sale a 8,66 cent, in Spagna a circa 12 cent e nel Regno Unito si sfiorano i 16 cent. Mentre lo Stato con il pedaggio autostradale meno dispendioso è il Portogallo, per cui si spendono 6,6 cent a km. Ci sono poi altri sistemi nazionali che non prevedono un pedaggio a km, ma a tempo con l’acquisto di un bollino autoadesivo unico, esposto sul parabrezza, valido per un determinato periodo di tempo.

Il bollino austriaco. Uno di questi è l’Austria e sono previste tre tipologie di vignetta: quella da 10 giorni costa 9,20 euro, quella che vale per due mesi 26,80 euro e, infine, la vignetta annuale che arriva a 89,20 euro per le auto, mentre per le moto la tariffa è sempre inferiore e costa rispettivamente 5,30 euro per 10 giorni, 13,40 euro per due mesi e 35,50 euro per tutto l’anno.

Il sistema svizzero. È in vigore un sistema simile a quello austriaco, con bollino obbligatorio per tutte le autostrade. La differenza è che non esiste alternativa al contrassegno annuale, che copre gli spostamenti effettuati dal 1° dicembre dell’anno precedente al 31 gennaio del successivo (14 mesi) e costa 40 franchi (all’incirca 35 euro).

In Germania non si paga. La Germania ha adottato un sistema decisamente differente e vantaggioso per gli automobilisti: infatti sulle autostrade tedesche (le famose Autobahn) non si pagano i pedaggi. Però un tentativo di cambiare rotta è stato fatto l’anno scorso, su proposta del Ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrindt, nel quale spiegava che la Germania avrebbe adottato a partire dal 2019 la vignetta, ma il costo del pedaggio sarebbe stato detraibile solo dalla tassa di circolazione per le vetture immatricolate in Germania. Questa proposta ha provocato una dura reazione da parte della Comunità Europea, perché a pagare le autobahn tedesche sarebbero stati in pratica solo gli automobilisti stranieri. Mossa che ha fatto scattare la reazione di tutti i Paesi dell’UE, capitanati dall’Austria, che hanno invocato il rispetto dei principi di libera circolazione su cui si fonda l’Unione, ottenendo poi la vittoria burocratica, con la decisione del Parlamento europeo di bocciare la normativa della Germania.

Alessandro Lanza Di Brolo