bollo auto facciamo chiarezza

Il Coronavirus e le conseguenti iniziative governative per il sostegno ai cittadini italiani hanno impatti sul pagamento del bollo auto. La tassa di proprietà sugli autoveicoli è regolamentata su base regionale e non tutte hanno posticipato il termine per il pagamento. Facciamo chiarezza.

Bollo auto

E’ bene ricordare che la tassa sulla proprietà degli autoveicoli è dovuta per l’appunto al concetto di proprietà. Quindi anche se non si sta utilizzando l’auto e la si tiene chiusa in garage il pagamento del bollo è dovuto. Il Governo ha inteso venire incontro alle esigenze degli italiani posticipando scadenze fiscali, dando l’opportunità di moratoria sui mutui bancari e molte regioni hanno deciso di posticipare il termine entro il quale pagare la tassa di proprietà. Proprio le regioni: la materia è di competenza regionale. Gli automobilisti più attenti sapranno che negli anni si sono registrate divergenze di vedute tra regioni e regioni sulla tassa di proprietà. Basti pensare alle auto d’epoca e all’esenzione per auto ibride o elettriche.

Nuova scadenza

Sono solo 10 le regioni che hanno prorogato il termine entro il quale pagare la tassa di proprietà sugli autoveicoli senza aggravio di sanzioni ed interessi, come dalla seguente tabella:

REGIONI   SOSPENSIONE
VERSAMENTI
SCADENTI TRA
  NUOVA SCADENZA
ABRUZZO   08/03_31/05   31/07
CAMPANIA   24/03_31/05   30/06
EMILIA ROMAGNA   01/03_30/04   30/06
LAZIO   03/03_31/05   30/06
LOMBARDIA   08/03_31/05   30/06
MARCHE   08/03_30/06   31/07
PIEMONTE   01/03_31/05   30/06
TOSCANA   01/03_31/05   30/06
UMBRIA   01/03_30/04   30/06
VENETO   08/03_31/05   30/06

Fonte ACI

Rileviamo un diverso trattamento da regione a regione. C’era da aspettarselo visto che da anni ormai la tassa di proprietà sugli autoveicoli vive di vita propria in ogni regione. In questo momento particolare ed inedito per il mondo intero ci si aspettava più chiarezza e semplicità negli interventi. “Bollo auto facciamo chiarezza” dovrebbe essere l’ennesimo hashtag da lanciare ai burocrati italiani.

Sono ancora tante le regioni nelle quali i proprietari di autoveicoli devono continuare a rispettare le vecchie scadenza in barba a quanto sta accadendo. Attendiamo fiduciosi una revisione organica di questa materia.

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Fabrizio Crescenzi

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