Si può tranquillamente dire che il GP del Giappone per Marc Márquez sia stato un successo. L'otto volte campione del Mondo ha riportato Honda in pole position al sabato sotto la pioggia di Motegi per poi conquistare una miracolosa 4^ posizione in gara al rientro nelle competizioni. Questo weekend magico non poteva accadere in un luogo diverso dal Mobility Resort Motegi, pista proprietà della Honda che sta affrontando una crisi specie nelle ultime due stagioni.

UNA POLE POSITION STORICA

Tornando molto velocemente al sabato, Honda non metteva una RC213V sulla prima piazzola della griglia di partenza dal Gran Premio di Teruel 2020 con il giapponese Takaaki Nakagami. Come scritto ieri dal sempre puntuale Mathias Cantarini (QUI l'articolo) dal proprio ritorno in pista Marc Márquez ha sempre concentrato tutte le sue forze sulla gara della domenica per colpa di quel braccio che da oltre due anni dà problemi. La pole position di Márquez a Motegi, nonostante sia arrivata sotto la pioggia, ha un valore importantissimo per la casa di Tokyo.

Nonostante l'impresa a 1071 giorni di distanza dall'ultima pole in MotoGP, Márquez è rimasto lucido: "È stata una grande giornata, dobbiamo godercela. Sapevo che sarei stato veloce in queste condizioni, dovevo approfittarne! È bello tornare in pole nel circuito di Honda, se lo meritano perché stanno lavorando duro. Ovviamente è solo una qualifica, sul bagnato tra l'altro, ma visto da dove arriviamo dobbiamo festeggiare questi piccoli traguardi. Se sarà asciutto domani torneremo ai nostri livelli, ma sicuramente mi divertirò nei primi giri."

UNA GARA OLTRE LE ASPETTATIVE

Viste le parole del fenomeno spagnolo dopo la qualifica del sabato, ci si aspettava un GP del Giappone diverso per Marc Márquez. Il #93 ha avuto più di qualche ripensamento sulla griglia di partenza riguardo la propria gomma posteriore: prima la Hard, poi la Medium ed infine ha optato per la Soft. Una scelta coraggiosa, che i 24 giri di Motegi hanno poi rivelato non essere la migliore. Dopo il ritorno ad Aragón macchiato dagli incidenti con Quartararo e Nakagami, sono stati in molti a criticare Márquez per la propria condotta "troppo aggressiva" nel primo giro. A Motegi il pilota Repsol Honda è partito in maniera opposta rispetto ad una settimana prima: pacato, attento e nel primo giro quasi arrendevole. Prima si fa sfilare dalle Ducati di Miller e Martín, poi dalle due KTM ufficiali di Binder e Oliveira.

La gara di Márquez si sviluppa proprio dietro alla RC16 del pilota portoghese, con il quale si contende la quarta posizione per tutta la gara fino al ritorno di Luca Marini all'ultimo giro. Márquez ha gestito sia la gomma che il proprio fisico per tutta la gara, attaccando solo negli ultimi passaggi. Al 22° giro il #93 lascia i freni entrando in curva 9 portando a casa un sorpasso a dir poco chirurgico su Oliveira per la quarta posizione. Anche in quella situazione, un comportamento diametralmente opposto rispetto al solito Márquez. Di solito ci si aspetta un #93 aggressivo nelle manovre, invece quello del terzultimo giro è stato un sorpasso preparato ad arte.

Credits: Honda Racing Corporation | Marc Márquez

HONDA DEVE RINGRAZIARE

Dopo il terzo posto a Lusail di Pol Espargaró Honda ha avuto ben poco di cui gioire in questo 2022. Invece oggi, proprio in casa, ha portato a casa degli ottimi risultati. Partendo dalla vittoria in Moto2 del beniamino giapponese Ai Ogura passando per la medaglia di legno di Márquez nella top class. La casa di Tokyo, criticata al ritorno nel paddock al Red Bull Ring, deve piano piano ricostruire la propria reputazione e conquistare nuovamente la fiducia del proprio miglior pilota. Questo weekend deve portare molta carica per le prossime tappe a Honda, consci del fatto che il 4° posto è arrivato in un weekend condizionato dal poco tempo in pista specialmente sull'asciutto.

"NON HO AVUTO MALE AL BRACCIO"

Dopo il GP del Giappone Marc Márquez ha dichiarato ai microfoni di motogp.com: "Sono molto contento di come è andato questo weekend. Su questa pista, per qualche strano motivo, non ho sentito molto i punti deboli della nostra moto. È vero che al primo giro ho perso molte posizioni, ma mi sentivo bene. Dal secondo giro la mia gara è davvero iniziata: mi sono messo dietro ai piloti KTM, ho pensato al ritmo, non ho fatto nulla di azzardato. Volevo solo fare tanti kilometri e portare al traguardo la moto. Personalmente sono molto contento perché per la prima volta non mi ha fatto male al braccio. Ero molto stanco e le braccia mi facevano male, ma era solo stanchezza. Ho scelto la Soft al posteriore perché volevo fare i primi giri in testa, ma purtroppo ho sentito qualcosa di strano sulla moto al primo passaggio. In questa MotoGP con l'aerodinamica e gli abbassatori è diventato molto difficile sorpassare: io semplicemente non mi sentivo pronto all'inizio, quindi ho preferito stare dietro."

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