Piloti MotoGP ed SBK al CIV per la prima gara? È solo un’ipotesi, ma potrebbe diventare un’idea geniale in grado di dare ulteriore lustro al Campionato Italiano Velocità. Ci vorrebbe impegno, una certa deroga per quanto riguarda le moto e la volontà dei team, ma permetterebbe di rendere il primo appuntamento post-Covid19 un evento memorabile.

UN ALLENAMENTO NAZIONALE

Potrebbe diventare esattamente questo, il primo round del CIV per i piloti della SBK e della MotoGP. Con i mondiali fermi, tanto fermento, ma poco movimento a causa del Covid19, piloti e team scalpitano per tornare in pista e rimettere in moto una macchina che, a quanto ha detto il patron del team Barni Marco Barnabò ai nostri microfoni (ed in questo articolo). Quale modo migliore quindi di focalizzare tutta l’attenzione ora sopita, proveniente dai mondiali, se non i campionati nazionali?

IL CIV PER TUTTI

Il Campionato Italiano Velocità potrebbe essere la risposta. Basterebbe che tutti i team di base italiana partecipassero al round che si prospetta tra luglio ed agosto per il nostro campionato nazionale, in qualità di wild card e senza grandi pressioni. Certo, “basterebbe” potrebbe non essere il termine più adatto: ci sono costi, movimenti, moto da preparare. Non sarebbe la cosa più semplice al mondo, ma il gioco varrebbe la candela. Basti pensare a due moto Stock nelle mani di Dovizioso e Petrucci, seguite da due R1M per Rossi e Morbidelli, a cui si aggiungerebbero i vari piloti di team come Yamaha GRT, Puccetti, Althea e tanti altri. Se i piloti non fossero disponibili, i team potrebbero selezionare giovani tra i migliori del CIV per dargli un’opportunità di confrontarsi con gli assi del Motomondiale e della Superbike.

MA LE MOTO?

Chiaramente il nodo principale rimarrebbe il livello tecnico. Il CIV applica un regolamento pressochè Stock alle moto, quindi per i mostri della SBK ci vorrebbe un certo grado di calmierazione. Ma visto che cose del genere vengono già fatte anche nella top class delle derivate di serie, basterebbe lavorare tra air restrictor, zavorra e limite di giri per rendere la cosa appassionante, lowcost e non necessariamente impari.  E gli sponsor? Loro sarebbero i più felici: pensiamo alle Yamaha ufficiali che sono ferme a Gerno di Lesmo in mano a Valentino Rossi e Franco Morbidelli. Difficilmente ci potrebbe essere tanta visibilità per un team nelle derivate dalla serie, sia nei campionati nazionali che in ottica mondiale. Basterebbe volerlo, e poi il nuovo decreto autorizza gli allenamenti per i piloti di calibro nazionale. La palestra CIV è aperta a tutti!

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Alex Dibisceglia