Intervistato dal sito austriaco Kleine Zetung, Helmut Marko ha voluto fare il punto della stagione finora, alla vigilia della gara di casa della Red Bull. L'ex pilota austriaco ha infatti parlato della situazione di Sergio Perez, del futuro dell'Alpha Tauri e di come il Gran Premio d'Austria sia tra i più apprezzati da team e piloti.

La crisi Alpha Tauri

Le ultime due stagioni per lo junior team della Red Bull sono state abbastanza complicate. Dopo una serie di ottimi risultati nel triennio 2019-2021 (anche come Toro Rosso), con la storica vittoria di Pierre Gasly a Monza, altri tre podi e due sesti posti finali in campionato, la squadra faentina da quando sono stati introdotti i nuovi regolamenti ha decisamente faticato. Noni nel 2022, al momento addirittura ultimi in classifica, con soli due punti conquistati da Tsunoda a Jeddah e a Melbourne. Marko ha però fatto intendere come le cose cambieranno a partire dal 2024.

"L'anno prossimo ci saranno due nomi d'alto profilo, come Laurent Mekies e Peter Bayer. Ci saranno anche nuovi sponsor e una nuova denominazione. Per quanto possibile dal regolamento, la vettura sarà basata sulla Red Bull, fare una macchina da zero è controproducente".

Marko ha parlato anche del futuro dei suoi piloti: se Tsunoda sta comunque mettendo una pezza alle prestazioni della macchina, De Vries ha iniziato malissimo la stagione, con una serie di errori e di prestazioni scialbe. Ben al di sotto delle aspettative, considerando sia il palmares (campione in F2 nel 2019 e in Formula E nel 2021) sia quanto fatto vedere a Monza in Williams lo scorso anno: "Yuki sta avendo un'ottima stagione, al di là di gare sfortunate o di penalità. La prestazione comunque c'è. Non siamo però soddisfatti di Nyck al momento, e stiamo valutando anche questo".

Il futuro di Perez e la "caccia" agli ingegneri

Marko ha anche analizzato il fantastico momento della Red Bull, che però in questo momento è dato più da Verstappen che da Perez. "Da quando è morto Mateschitz abbiamo vinto tutte le gare, è fantastico. Finora, è la nostra stagione di maggior successo. Mi spiace solo che non possa vedere quanto abbiamo fatto, ma la vita va avanti. In merito a Perez, ha fatto alcune gare molto buone e altre molto meno. Deve concentrarsi e dare il massimo, senza pensare alla lotta per il mondiale. Finora, comunque, è stato il primo pilota a sopravvivere a due anni di convivenza con Max". E, per quanto riguarda le voci di un avvicendamento con Daniel Ricciardo, ha detto che queste "Sono state travisate. Daniel fa i test, ma non ha molto a che fare con lo sport".

L'austriaco ha anche parlato del mercato delle ultime settimane, con diversi membri del team che sono stati comprati dai team avversari: "Non è mai successa una cosa del genere. È sorprendente come i team avversari riescano a fare questo, soprattutto per il budget cap: offrono più del doppio di quanto facciamo noi. Evidentemente, stanno risparmiando altrove. Ma possiamo far fronte a queste partenze, abbiamo una base solida composta da giovani. Non dipende tutto da una sola persona. Ciò che ci distingue è la nostra continuità: con Horner lavoriamo da diciannove anni, con Newey da diciassette, e io sono qui da ancora prima. C'è poi una vasta gamma di personale tecnico di alto livello: per noi è stato più difficile dopo il 2013, quando è finito il dominio e ci siamo trovati con una Mercedes superiore. Adesso, con il successo, è tutto più facile: tutti vogliono lavorare con uno come Verstappen".

Verso il GP d'Austria

Marko ha infine concluso parlando del prossimo GP d'Austria. Secondo lui, la vittoria potrebbe non essere così scontata: "In Canada abbiamo visto come gli altri team si siano avvicinati. In Austria, con la Sprint, avremo una sola sessione di libere per impostare la macchina, se sbagli tutto il weekend è perso. L'anno scorso abbiamo accusato molto l'usura delle gomme, e in gara non abbiamo avuto nessuna possibilità contro la Ferrari. C'è poi la variabile del meteo, sono previste condizioni mutevoli: niente è scontato".

Infine, il boss della Red Bull ha concluso parlando di come la gara austriaca sia molto apprezzata dagli addetti ai lavori, sia per la pista che per il contorno: "È una pista tradizionale ammodernata, un mix tra paesaggio e fascino, e l'organizzazione è molto efficiente. Il traffico, ad esempio, funziona molto bene, nonostante il numero di spettatori: dal mio alloggio al circuito ci metto dieci minuti, a Silverstone per la stessa distanza ci vuole un'ora. Per me il GP d'Austria è più piacevole del solito, posso essere a casa per il tg della sera. Per me è un lusso!"

Alfredo Cirelli

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