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Il doppio zero Ferrari a Baku è un regalo che Red Bull accoglie a braccia apertissime: in due mesi si è ribaltato il mondo nel duello tra i due team in ottica Mondiale. Red Bull ora gongola volando via nelle classifiche del campionato dopo 8 gare: e per la prima volta da Belgio 2011, il team di Milton Keynes occupa le prime due posizioni della classifica Piloti.

DA -46 A +34: VERSTAPPEN CONSOLIDA LA RINCORSA AL TITOLO

Dopo il Gran Premio d’Australia, la Red Bull lasciava Melbourne con la coda tra le gambe e con 3 zeri in tre gare. Max Verstappen si era così ritrovato con 46 punti di distacco rispetto a Charles Leclerc e con tanti quesiti sull’affidabilità di una RB18 che non sembrava essere al livello della competitività che stava dimostrando. Due mesi dopo, l’olandese ha infilato un ruolino di marcia da sogno, con 4 vittorie e un terzo posto in 5 gare che gli hanno riconsegnato la leadership del Mondiale. Max ha ora 21 punti di vantaggio su Pérez e 34 su quel Leclerc che a inizio anno sembrava invincibile.

Adesso chi sta dando quell'impressione è Max, che a Baku si è ritrovato indietro al venerdì e al sabato sul giro secco, mentre oggi ha fatto vedere un ottimo ritmo. Ci è voluta anche una dose di fortuna, come ha ammesso lo stesso Verstappen dopo la gara; ma il ritiro di Leclerc non deve togliere meriti all’olandese, il cui rendimento è di altissimo livello: “Oggi avevamo un ritmo incredibile, ho potuto prendermi cura delle gomme. Sono riuscito a passare Checo per la leadership e poi siamo anche stati fortunati per il ritiro degli avversari”, ha commentato Verstappen. “La macchina comunque oggi era ottima, avrei avuto tutta la gara davanti. Abbiamo anche fatto doppietta, per noi oggi è una bellissima giornata per noi”.

C’è anche una nota statistica curiosa. Nelle 15 occasioni in cui Charles Leclerc ha conquistato la pole, con la vittoria di oggi, è stato Verstappen a vincere più volte rispetto allo stesso Leclerc (5 a 4). Anche questo è un segnale in positivo per Red Bull e il suo alfiere numero uno, capaci di capitalizzare sulle mancanze del primo rivale di quest'anno. L'ennesimo punto a favore in un Mondiale che sarà comunque ancora molto lungo.

Verstappen si congratula con Pérez: sono 1° e 2° nel Mondiale. Fonte: Red Bull Content Pool[/caption]

PÉREZ COSTRETTO AD ACCONTENTARSI

Dall'altra parte del box continua l'ottimo momento di Sergio Pérez, che con oggi ha portato a casa il suo quinto podio nelle ultime 6 gare (4 secondi posti e una vittoria). Rispetto al 2021, Pérez ha ormai raggiunto un livello di prestazioni altissimo che gli ha dato la consapevolezza di poter lottare per qualcosa di veramente importante. Non può suonare quindi sorprendente il fatto che, dopo la gara, Checo abbia fatto trasparire che non ha più voglia di accontentarsi. “Quando c’è una giornata che non è positiva e comunque si arriva secondi, è comunque un buon risultato, ma devo migliorare”, ha affermato Pérez a Sky Sport.

Come a Monaco, Pérez aveva mantenuto un altissimo rendimento al venerdì e al sabato, restando costantemente davanti a Verstappen. In gara, nonostante la partenza eccezionale che gli aveva permesso di prendere il comando nelle primissime fasi, il messicano non è riuscito a ripetersi a causa di una strategia non perfetta. Checo non ha approfittato della prima VSC al 10° giro, patendo un degrado gomme troppo alto rispetto alla vettura gemella.

“Secondo me avevo la corsa sotto controllo nel primo stint, ma non c’è stata comunicazione con il team con la prima VSC e ho perso la possibilità di fermarmi” – ha commentato Pérez. “Avrei fatto una gara diversa. A quel punto sarei stato davanti. Alla ripartenza ho aspettato troppo con le medie per rientrare, c’è stato un degrado troppo marcato e Max alla fine è stato più veloce nello stint con le medie”.

Pérez è comunque in piena lotta per il Mondiale, visti i 21 punti di distacco. In barba alle gerarchie, l'attuale numero 2 di Red Bull ha confermato di aver trovato la costanza adatta per poter continuare a sognare. Puntando ad un traguardo che farebbe impazzire una nazione intera.

Mattia Fundarò